Sunday, 18 Nov 2018

Alieni, prove fotografiche. Quanto sono attendibili?

di Oliver Melis

In ambito ufologico, molto prima che esistesse la rete, le prove più solide di un avvistamento erano le fotografie e capitava spesso che avvistamenti di UFO o alieni fossero corredati da foto che ritraevano il mezzo volante o l’alieno in questione, spesso a distanza ravvicinata e ricco di dettagli ma con sempre qualcosa di indefinibile.

Purtroppo, nessuna foto è mai riuscita a dimostrare che il fenomeno UFO sia da attribuire a esseri alieni che svolazzano nei nostri cieli. In un modo o nell’altro, tutte le foto di presunti dischi volanti o alieni sono state spiegate o come dei clamorosi falsi, anche a distanza di anni o, semplicemente, raffiguravano altro, per esempio fenomeni naturali.

Delle foto più famose che non solo mostrano i presunti mezzi volanti ma, addirittura, in una cinquantina di casi, i piloti alieni o presunti tali, in questo articolo ne valuteremo due.

Località: Alaska, Stati Uniti

La prima è una foto scattata nel 1930 da un nonno che, sul letto di morte, decise di donarla al nipote. Del “fotografo” che visse in Alaska, non conosciamo l’identità. L’immagine mostra quella che sembra un’entità aliena che, secondo quanto riferito dal nipote, fu avvistata dal nonno nei pressi di un lago. L’uomo riuscì a seguire l’essere e ad avvicinarsi abbastanza da scattare la foto, che fu sviluppata solo quattro mesi dopo, dato che si trattava di una zona remota, scarsamente popolata e lontana da un cetro abitato.

Il nipote ha riferito di avere ricevuto l’immagine da suo nonno in data 14/8/2003. Suo nonno sarebbe morto il giorno dopo avergli dato la foto, e raccontata la strana storia.

Dalla foto si può notare una figura che sembra guardare in direzione di chi scatta la foto. L’essere sembra indossare una tuta chiara. La strana posizione, leggermente inclinata alla sinistra di chi scatta la foto, come se fosse appoggiato su quel lato, fa supporre che, in realtà, l’alieno potrebbe essere un pupazzo sostenuto da un palo infilato nel terreno.

L’alieno di Laredo (1948)

In questa seconda foto si può notare una sagoma umanoide riversa, faccia al suolo, con il braccio sinistro piegato che sembra presentare proporzioni anormali.

Una delle ipotesi avanzate per spiegare le foto fu quella di una scimmia della specie “rhesus” usata per i primi esperimenti di lancio di missili. Tuttavia, i razzi V-2 catturati alla Germania nazista, all’epoca usati dagli americani in Nuovo Messico a White Sands, avevano un’autonomia di 400 km, mentre la località messicana è lontana 1600 km.

Secondo un’altra ipotesi, la foto si riferirebbe ad un incidente aereo occorso negli Stati Uniti orientali. Un particolare, però, rende decisamente improbabile che si tratti di un cadavere alieno o di una scimmia: La foto non riproduce affatto un extraterrestre, ma un uomo comune. Lo dimostrerebbe la montatura metallica fusa di un paio di occhiali visibile accanto alla spalla del presunto alieno (nel cerchio rosso). Qualcuno ha obbiettato che se l’immagine fosse autentica sarebbe stato corretto mettere vicino al corpo carbonizzato, per un raffronto dimensionale, un oggetto noto e di uso comune. La montatura, però, se osserviamo con attenzione è sotto il cadavere e ciò rende il tutto decisamente poco plausibile, infatti, un oggetto utilizzato per il raffronto sarebbe stato posto in una posizione più visibile.

Come si può capire, anche se lasciano qualche dubbio, nessuna di queste due foto è pienamente convincente e, anzi, fanno più propendere verso a bufala o un artefatto. Certamente c’è chi le considera come prove caposaldo della reale attività di alieni sulla superficie del nostro pianeta.

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