Tuesday, 20 Nov 2018

Cervelli di Neanderthal: più grandi, non necessariamente migliori

I Neanderthal avevano cervelli più grandi dedi quelli dei Sapiens moderni.

Per i  Neanderthal il volume endocranico, cioè lo spazio all’interno del cranio, mediamente era di circa 1410 cm3,  mentro per un Sapiens moderno il volume endocranico è di 1350 cm3.

Quei 60 centimetri cubici di materia cerebrale in più cosa significano? Che i Neanderthal erano più intelligenti dei nostri simili loro contemporanei?

Dipende. Si, perché mentre la dimensione del cervello è importante, le abilità cognitive sono influenzate da numerosi fattori tra cui la massa corporea, la densità dei neuroni e il modo in cui particolari regioni del cervello vengono ingrandite e connesse tra loro. Alcune di queste variabili non possiamo desumerle perché dei Neanderthal abbiamo solo le ossa craniche e non il loro cervello. Ma gli antropologi hanno sfruttato al massimo le informazioni ricavabili dai crani per ottenere tutte le informazioni possibili.

Due percorsi per grandi cervelli

La questione dell’intelligenza dei Neanderthal ha affascinato gli scienziati dal 1856, quando furono scoperti i primi fossili classificati come Homo neanderthalensis. Fin dall’inizio, questi hanno avuto una brutta reputazione. Ma c’è una base per questo stereotipo? Dopotutto, i Neanderthal erano i nostri cugini evolutivi, che condividevano circa il 99,8 per cento del nostro codice genetico, compresi geni fondamentali per lo sviluppo del cervello e del linguaggio. Erano abbastanza simili, in termini di biologia e comportamento, tanto che l’Homo sapiens e l’uomo di Neanderthal si sono più volte incrociati, in momenti e luoghi diversi tra i 40.000 ed i 100.000 anni fa.

GettyImages-143064417_copy.0

Da quando si sono diversificati da un antenato comune oltre 500.000 anni fa, i Neanderthal e gli esseri umani moderni hanno sviluppato anatomie distintive (Credit: Encyclopaedia Britannica / UIG Via Getty Image)

D’altra parte, i Neanderthal sono abbastanza distinti dai Sapiens da essere classificati come una specie indubbiamente separata. A un certo punto tra 520.000 e 630.000 anni fa, gli antenati condivisi dei Neanderthal e dell’Homo sapiens si separarono ed intrapresero cammini evolutivi separati. I membri di quella popolazione migrarono e si diffusero in Europa e alla fine evolsero in uomini di Neanderthal, mentre quelli rimasti in Africa diedero origine all’Homo sapiens o agli umani moderni. Durante questo periodo di separazione, i due gruppi hanno sviluppato anatomie distinte. Gli umani moderni sono relativamente alti e magri. I Neanderthal erano più bassi e ben piantati.

Anche lo sviluppo del cercello delle due specie di Homo ha seguito un cammino distinto: Per accogliere un cervello più grande, il cranio del Neanderthal si è espanso longitudinalmente, mentre i moderni teschi umani sono più globosi. Circa 150.000 anni fa, i membri di entrambe le specie avevano un cervello che superava i 1400 cm– circa tre volte più maggiore di quello degli scimpanzé, i nostri parenti viventi più vicini.

Quanto può tenere quel teschio

Per misurare il volume del cervello fossile, gli antropologi di una volta riempivano i teschi con perline o semi e scaricavano il contenuto in un cilindro graduato. Oggi i metodi di scansione CT (tomografia computerizzata) offrono misurazioni più accurate (e meno disordinate), ma gran parte dei dati nei libri di testo e altri riferimenti sono stati raccolti alla vecchia maniera.

Sulla base di questi valori, possiamo dire con sicurezza che i Neanderthal fossili e gli umani moderni dello stesso periodo avevano dimensioni cerebrali simili. Ventiquattro teschi di Neanderthal, databili tra 40.000 e 130.000 anni fa, avevano volumi endocranici tra 1172 e 1740 cm3. Un campione di 60 Homo sapiens dell’età della pietra presentavano volumi che variavano da 1090 a 1775 cm3.

In campioni umani più recenti, la dimensione media del cervello degli adulti è di 1.349 cmin base alle misurazioni effettuate  su 122 popolazioni di tutto il mondo negli anni ’80. Escludendo condizioni estreme come la microcefalia, la dimensione va da 900 a 2.100 cm3. Ciò significa che il volume medio del cervello di Neanderthal, di circa 1410 cm3, è più alto del valore medio degli esseri umani di oggi.

Dimensioni del corpo e forma del cervello

Insomma, sappiamo che i Neanderthal avevano cervelli di dimensioni simili a noi, se non addirittura più grandi. Certo, il loro cervello avrebbe potuto essere organizzato o proporzionato in modo diverso, determinando importanti differenze cognitive. Ad esempio, poiché i Neanderthal avevano corpi più massicci, avrebbero potuto avere bisogno di più volume di cervello per il mantenimento somatico di base, lasciando meno materia cerebrale per altre funzioni.

Alcuni scienziati suggeriscono anche che i Neanderthal avevano una visione relativamente migliore. In uno studio del 2013, i ricercatori hanno stimato il volume della corteccia visiva in base alle dimensioni delle orbite e ai buchi oculari dei crani. I Neanderthal avevano orbite più grandi, implicando una maggiore corteccia visiva e una migliore visione, che poteva essere un adattamento per le latitudini più alte, con meno luce (sebbene sia discutibile che la dimensione orbitale sia un indicatore affidabile del volume della corteccia visiva nell’uomo).

Ma cosa ha fatto l’ Homo sapiens con lo spazio cerebrale in più di cui disponeva? Alcuni ricercatori hanno sostenuto che gli esseri umani moderni abbiano cervelletti più grandi, rendendoci migliori nell’elaborazione delle informazioni. Altri hanno suggerito che per i Sapiens l’odorato fosse un senso prioritario: i cervelli umani moderni avrebbero le regioni deputate all’olfatto relativamente grandi secondo uno studio del 2011 pubblicato su Nature Communications. Gli autori propongono che un maggiore senso dell’olfatto sarebbe stato utile per identificare inconsciamente alimenti sicuri o per rilevare informazioni sociali (come chi è parente, arrabbiato o un compagno adatto).

Insomma, per cocludere: non sappiamo se questa differenza abbia avuto un ruolo nel successo degli umani moderni e nell’estinzione di Neanderthal. Ma identificare le differenze tra Neanderthal e Sapiens, nel cervello, nel corpo o nella cultura, può darci un punto di partenza per capire cosa ha dato alla nostra specie quel vantaggio evolutivo in base al quale noi siamo qui e loro si sono estinti.

Share
Potresti trovare interessanti
Share
Share
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: