Wednesday, 21 Nov 2018

Cacciatori di misteri lunari

di Oliver Melis

Abbiamo già fatto la conoscenza di Scott Waring, un cacciatore di UFO che indaga cercando, nelle immagini che la NASA propone al grande pubblico, resti di civiltà aliene presenti sulla Luna, Marte e nel sistema solare più in generale. Scott Warning ipotizza che molte immagini nascondano civiltà extraterrestri passate e presenti o addirittura la presenza di avamposti umani segreti nello spazio.

Di solito, dalle immagini proposte si deduce in realtà poco o nulla se non, occasionalmente, curiose forme dovute spesso al noto fenomeno della pareidolia.

La Luna è in genere uno dei bersagli migliori di Waring e altri ricercatori e uno di essi, Marcelo Irazusta, ha recentemente dichiarato di aver scoperto sulla superficie del nostro satellite naturale, la Luna, una coppia di possibili tunnel e un monolite alla fine di uno di essi, costruiti molto vicino ai siti di atterraggio delle missioni Apollo. Questi tunnel, a detta di Marcelo Irazusta, sarebbero scomparsi misteriosamente nelle nuove versioni della mappa Google Moon.
Ovviamente non è mancato il commento a caldo di Scott Waring che ha affermato che sia i tunnel che il monolite non sono naturali.

Rinacara la dose il cacciatore di UFO Irazusta, aggiungendo che “il semplice fatto che un monolite sia alla fine di uno dei tunnel è la prova che gli stessi tunnel siano entrate per basi sotterranee che sono state realizzate da esseri intelligenti.”

Onestamente, non si capisce il nesso tra le dichiarazioni dei due cacciatori di UFO e amenità varie con le immagini che si possono vedere alle coordinate 20 ° 18’17.13 “N – 30 ° 47’28.68” E di Google Moon.


I due tunnel scoperti da Irazusta avrebbero la lunghezza di 1,7 km e 5 metri di larghezza. Il ricercatore argentino, ha dichiarato che questi due tunnel e il monolite, si trovano a pochi metri dalla stazione 6 della missione Apollo 17. Tuttavia, come si vede nel video, alcune versioni di Google Moon hanno rimosso queste immagini. Perché alcune si e altre no? Che senso avrebbe lasciare presunte strutture aliene da tenere segrete a vista e farle girare in rete per essere poi scoperti comodamente da casa dai primi ricercatori indipendenti che passano?

La risposta la conosciamo, semplice e scontata: queste notizie pubblicate su siti scandalistici o caricate su canali Youtube servono solo ad attingere ai click dei tanti appassionati di UFO e misteri che, per scarsa cultura e sospetti vari, sbandierano queste presunte scoperte come prove inoppugnabili del loro credo.

Grazie a questi cospirazionisti, una grande fetta di pubblico si chiede il perché questi presunti tunnel misteriosi vengono nascosti. La storia delle missioni Apollo mandate a investigare strutture aliene, storia inventata di sana pianta, ancora non tramonta come non tramonta la diceria che le missioni lunari siano state realizzate in studi super segreti e date in pasto al pubblico come prova della superiorita degli USA in campo aerospaziale.

Un cortocircuito insomma, sulla Luna non c’è nulla di artificiale, a parte i manufatti lasciati dalle missioni Apollo. Non è stato trovato nulla che lo dimostri e i tunnel con il monoliti possono essere spiegati in altro modo senza tirare in ballo forzatamente misteriose strutture realizzate chissà come dagli extraterrestri. Questi strani solchi che possono presentare al termine un masso o monolite, appunto, possono essere spiegati con due fenomeni distinti, il primo dovuto al rotolamento di un masso che lascia una traccia nella soffice e oleverosa superficie della Luna e il secondo forse prodotto una fila di impatti meteorici.

La Luna non è un corpo morto e immutabile, anche lì, sia pure con molta lentezza, avvengono dei fenomeni sulla superficie o al suo interno. Il rotolamento è stato forse innescato dalla continua dilatazione e contrazione alla quale sono sottoposte le rocce lunari a causa di due settimane di sole continuo seguite da due settimane di buio, senza l’atmosfera che mitighi queste oscillazioni termiche che superano il centinaio di gradi.

Se un giorno, gli scienziati scoprissero qualcosa di alieno, molte cose cambierebbero e sicuramente ci sarebbe un nuovo impulso allo studio della Luna, cosa che al di la di questo è comunque già in atto.

Tornando ai tunnel, Marcelo Irazusta, oggi conserva le immagini e le rende disponibili a tutti. Le immagini sono della NASA e pubblicate da Google Moon.
Se qualcuno vuole verificarli, puoi vedere a queste coordinate 20 ° 18’17.13 “N 30 ° 47’28.68” E
Cosi per curiosità provate a vedere se ci trovate delle tracce artificiali.

Fonti: Segni dal cielo; Il Disinformatico

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