Wednesday, 21 Nov 2018

Un “piccolo passo” per l’uomo, un balzo gigantesco per una bufala

di Oliver Melis

È da poco trascorso il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna da parte dell’uomo, avvenuto, come sappiamo, il 20 luglio del 1969 con Neil Armstrong che lasciava la prima impronta umana sul suolo del nostro satellite.

La conquista della Luna ha, suo malgrado, fatto nascere una serie di bufale che nonostante gli sforzi fatti per comprovare la realtà dei fatti, sono dure a morire. La conquista della Luna messa in dubbio, la presunta presenza di navi extraterrestri che scortarono gli astronauti nel viaggio, la presenza di basi aliene sul suolo lunare e cosi via.

Tutti questi complotti sono ovviamente conditi o completati da foto, filmati e audio di presunti astronauti che comunicano “strani avvistamenti” a Houston.

Le strutture che compaiono nei filmati pubblicati su Youtube, sono spesso costruite in maniera virtuale e poi aggiunte ai filmati originali delle missioni lunari Apollo, che sono disponibili da anni su molti canali e, in particolare, è facile reperirle e scaricarle da Youtube. Per i dialoghi invece i creatori di bufale utilizzano spezzoni di dialoghi film di fantascienza o utilizzano conversazioni di astronauti veri e propri ma utilizzate in altri contesti in modo da travisarne totalmente il senso.

I sondaggi promossi dalla PPP (Public Policy Polling) ci raccontano che la popolazione americana, un tempo affascinata da queste teorie cospirazioniste, ha perso interesse e la percentuale di adulti che crede al complotto lunare, e alle bufale che da esso hanno avuto origine, si attesta intorno al 6%, rimane, però, molto più alta tra i giovani, in fascia di età 14-25 anni, la percentuale balza intorno al 27%.

Al complotto delle missioni Lunari si collega un’altra bufala. Una storia molto fantasiosa che sostiene la presenza di basi naziste sul suolo lunare, che avrebbe lo scopo di distruggere una nazione, se non addirittura il pianeta intero, attraverso potenti e sofisticate armi al laser; La bufala raccoglie però pochi proseliti, infatti non è una teoria cospirazionista molto in voga.

Siamo alla fine del complotto lunare?

Nel 2016, David Grimes, ricercatore di Oxford, ha ideato un modello matematico che esclude l’attendibilità di diverse teorie del complotto lunare: In sistesi, la tesi di fondo è che un certo numero x di persone può mantenere un segreto solo per un determinato periodo di tempo. Grimes ha così sviluppato l’equazione in base al numero di persone coinvolte nel complotto: un segreto della durata di un secolo non può coinvolgere che un numero massimo di 125 persone. Dunque, un segreto che ne coinvolga 2521 non durerebbe più di 5 anni. Se quel che dice Grimes è corretto, considerando che lo sbarco lunare è avvenuto nel 1969 e coinvolse oltre 400.000 persone, tra dipendenti della NASA e delle varie aziende coinvolte, un’eventuale messinscena sarebbe stata sicuramente svelata in un tempo molto breve.

Nelle formule pubblicate con l’intero studio su Plos One, viene presa in considerazione soprattutto l’eventualità che qualcuno possa farsi sfuggire un segreto al pub, in famiglia, parlando con la fidanzata o per qualsiasi altra ragione, idealistica, politico-ideologica, opportunistica, e così via discorrendo.

Secondo il modello di Grimes, l’ipotetico segreto del falso sbarco lunare avrebbe resistito solo il tempo di 3 anni e 9 mesi. Lo stesso discorso possiamo farlo per gli altri complotti, che siano scie chimiche, vaccini o altro: più persone vengono coinvolte, più si riduce il tempo di “vita” dei complotti.

Nella realtà, nonostante questi presunti complotti coinvolgano potenzialmente, in alcuni casi, milioni di persone, i cospirazionisti non sono mai riusciti a portare uno straccio di prova concreta e credibile per dimostrare le, spesso, bizzarre teorie che propugnano.

Fonte: Close Up Engineering

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