Sunday, 18 Nov 2018

A due anni muore 24 ore dopo vaccino esavalente. Il PM apre un’inchiesta

La bambina era affetta da sindrome di Dravet, con problemi congeniti del sistema nervoso e una malformazione cardiaca

La notizia è di quelle che, di questi tempi, fanno rumore e, da sempre, tristezza: una bambina di 2 anni e mezzo è morta nei giorni scorsi in Basilicata e, il fatto che sta già suscitando discussioni, è che il decesso è avvenuto circa 24 ore dopo che i medici dell’ospedale di Melfi le avevano somministrato il vaccino esavalente.

Su esposto dei genitori, la Procura della Repubblica di Potenza ha disposto l’autopsia sulla salma della bambina per accertare le cause della morte e verificare eventuali correlazioni con l’inoculazione della vaccinazione. C’è da aggiungere che la bambina era affetta da una malattia molto grave, la sindrome di Dravet, inoltre, era nata con una malformazione cardiaca e problemi congeniti al sistema nervoso.

La sindrome di Dravet o epilessia mioclonica grave dell’infanzia è una sindrome epilettica generalizzata e sintomatica che insorge entro il primo anno di vita e che è caratterizzata da prognosi grave e ritardo psicomotorio ingravescente. Si tratta di una malattia rara che presenta un’incidenza di un caso ogni 25.000 bambini circa. La sindrome provoca gravi crisi cloniche unilaterali e generalizzate, di lunga durata (anche un’ora), sovente accompagnate a febbre. Possono successivamente, intorno al secondo e terzo anno di vita, associarsi crisi tipo assenza, spesso atipiche, o crisi parziali complesse, caratterizzate da automatismi o da crisi adversative e vegetative. Con il passare del tempo le crisi cloniche possono sfumare verso crisi miocloniche segmentali, con distribuzione multidistrettuale e multifocale, non più unilaterali. Caratteristicamente, le crisi segmentali possono poi sfociare verso crisi massive. Il ritardo psicomotorio, spesso grave, si manifesta intorno al secondo anno di vita, con ritardo del linguaggio, disturbi del sonno, atassia ed alterazioni posturali, turbe comportamentali e della sfera psicoaffettiva.

Benché si possa attuare una polifarmacoterapia basata su anticonvulsivanti associata a dieta chetogena, la sindrome di Dravet ha spesso una prognosi infausta.

La bimba era seguita dai medici dell’ospedale “Bambin Gesù” di Roma, i quali avevano consigliato alla famiglia di praticarle l’immunizzazione proprio in funzione della debolezza della piccola, consigliando di rivolgersi agli Ospedali Riuniti di Foggia. La struttura pugliese non aveva, però, ravvisato la necessità di praticare la vaccinazione in regime di ricovero e quindi i genitori si erano rivolti all’ospedale di Melfi, dove il vaccino era stato praticato.

Dopo circa quindici ore dall’inoculazione la bambina è stata colpita da febbre alta e convulsioni. Ricoverata in terapia intensiva, purtroppo è morta la mattina successiva per arresto cardiaco.

Ora i patologi nominati dalla procura dovranno verificare se esista una correlazione tra il decesso e l’inoculazione del vaccino e, più in generale, di stabilire le cause precise del decesso.

L’inchiesta del PM è partita dalla segnalazione effettuata dai familiari della piccola ai carabinieri poco dopo la morte.

Share
Potresti trovare interessanti
Share
Share
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: