Sunday, 18 Nov 2018

Bambina morta a Melfi: l’autopsia avrebbe escluso la vaccinazione come causa del decesso

Avviata anche indagine ministeriale per accertare il rispetto dei protocolli previsti in casi come questo

Il caso ha fatto scalpore.

Alcuni giorni fa una bambina affetta dalla sindrome di Dravet, una grave forma di epilessia, da una malformazione cardiaca e da seri problemi neurologici congeniti, è deceduta in seguito a febbre e convulsioni insorte alcue ore dopo che le era stata praticata la vaccinazione esavalente.

In seguito alla denuncia dei genitori, presentata poco dopo il decesso, la Procura della repubblica di Potenza aveva avviato un’inchiesta sulle cause della morte per capire se potesse esserci correlazione tra la vaccinazione e l’improvvisa crisi che ha portato al decesso.

Secondo quanto riporta oggi la Gazzetta del Mezzogiorno “L’autopsia eseguita venerdì dal medico legale Liliana Innamorato del Policlinico di Bari sembrerebbe aver escluso che il decesso sia conseguenza della vaccinazione“. Nonostante ciò, il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha ordinato l’invio degli ispettori ministeriali per far luce sull’accaduto.

La bambina, proprio per le gravi patologie di cui era affetta, era stata più volte ricoverata presso il Bambin Gesù di Roma e aveva avuto diversi ricoveri d’urgenza prezzo l’ospedale San Carlo di Potenza.

Secodo quanto riportato, quindici ore dopo l’iniezione, sono la bambina ha avuto un forte attacco febbrile e di convulsioni, sintomi che rientrano nella casistica degli effetti collaterali che, in rari casi, possono presentarsi dopo un vaccino (e solitamente gestibili senza ulteriori coseguenze), ma che, secondo quanto emerge dalle indiscrezioni dell’autopsia, in questo caso potrebbero essere dipese dalle patologie pre-esistenti.

Per saperne di più occorrerà aspettare che il referto dell’autopsia sia reso pubblico.

Nel frattempo, gli ispettori ministeriali cercherano di capire come è stato gestito il caso, le ragioni per cui è mancata la disponibilità  da parte degli Ospedali Riuniti di Foggia a praticare il vaccino in regime di ricovero e se siano stati rispettai tutti i protocolli previsti per casi come questo: in effetti, viste le patologie preesistenti della bambina ed i frequenti ricoveri urgenti per crisi epilettiche, sarebbe stato necessario praticare la vaccinazione in una struttura provvista di un reparto di rianimazione.

Share
Potresti trovare interessanti
Share
Share
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: