Tuesday, 20 Nov 2018

BepiColombo: Perchè ci vuole tanto tempo per arrivare fino a Mercurio

È partita la missione congiunta dell’ESA e della JAXA BepiColombo, destinata a studiare il pianeta Mercurio. Il suo arrivo è previsto per il 2025. Perchè un viaggio così lungo?

Le agenzie spaziali europee e giapponesi hanno lanciato la loro prima missione verso Mercurio ma ora, scienziati, tecnici ed appassionati dovranno armarsi di molta pazienza, perchè la parte scientifica della missione inizierà solo tra sette anni, il tempo necessario alla BepiColombo per posizionarsi in orbita intorno a Mercurio.

Ma perchè questo viaggio durerà così a lungo?

la risposta a questo perchè risiede nella difficoltà insita nel dover inserire la sonda in un’orbita stabile intorno a Mercurio a così poca distanza dal Sole. Le difficoltà derivano dal fatto che Mercurio è un piccolo pianeta e si trova molto vicino al Sole, orbita attorno al sole a grande velocità e per inserire una navicella in un’orbita stabile intorno a lui, senza che venga poi deviata e attratta dal Sole, occorre che vi arrivi ad una certa velocità e seguendo una precisa traiettoria. 

Purtroppo, c’è un grosso problema: la gravità del Sole attrarrà la navicella con una forza tale che la BepiColombo dovrà frenare per gran parte del suo viaggio per evitare di perdere l’appuntamento con il piccolo Mercurio ed essere attirata verso il Sole.

Questa grafica dell'Agenzia spaziale europea descrive il percorso verso Mercury per la sonda spaziale BepiColombo dopo il suo lancio il 19 ottobre 2018. La navicella volerà via Terra una volta, Venere due volte e Mercurio sei volte prima di entrare in orbita nel dicembre 2025.

Questa grafica dell’Agenzia spaziale europea descrive il percorso verso Mercurio della BepiColombo. La navicella passerà vicno alla Terra una volta, Venere due volte e Mercurio sei volte prima di entrare in orbita stabile nel dicembre 2025. – Credit: ESA
Per affrontare questa sfida, i progettisti di BepiColombo hanno ideato un sistema di propulsione e navigazione che sfrutta una combinazione di energia solare, carburante chimico e flybys planetari, che lavoreranno insieme per guidare la navicella attraverso questo percorso ad ostacoli. Questi flybys allungheranno la durata della crociera di BepiColombo fino a circa sette anni.
Gli incontri con i pianeti, una volta con la Terra nell’aprile del 2020, due con Venere nel 2020 e il 2021 e sei con Mercurio tra il 2021 e il 2025, modificheranno prograssivamente la traiettoria di BepiColombo portandola fino all’inserimento preciso in orbita intorno a Mercurio. Grazie ai flybys, inoltre, ingegneri avranno anche la possibilità di assicurarsi che gli strumenti a bordo di BepiColombo funzionino regolarmente, perché più della metà di essi saranno già accesi.

Alla fine, nel dicembre del 2025, BepiColombo entrerà in orbita attorno al piccolo pianeta. Una volta posizionatasi, la sonda si separerà nelle due astronavi scientifiche che la compongono: l’Europae Mercury Planetary Orbiter (MPO) e la Giapponese Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO). Quei due veicoli spaziali voleranno in orbite complementari, con l’MPO che ruoterà intorno al pianeta ogni 2,3 ore e l’MMO che ogni 9,3 ore.

Se tutto va secondo i piani, i 16 strumenti che compongono BepiColombo raccoglieranno moltissimi dati che permetteranno agli scienziati di capire molto sulla composizione di Mercurio e, probabilmente, su come è nato il sistema solare e perchè ha attualmente questa struttura.

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