Sunday, 18 Nov 2018

Secondo un nuovo studio, Oumuamua potrebbe essere una navicella interstellare a vela solare

Secondo un nuovo studio pubblicato nei giorni scorsi su arXiv: 1810.11490 dagli astrofisici Shmuel Bialy e Abraham Loeb, dipartimento di Fisica e Astronomia dell’università di Tel Aviv il primo, ricercatore e docente alla Harvard University il secondo, la particolare accelerazione di Oumuamua potrebbe essere spiegata con la pressione delle radiazioni solari.

Oumuamua (1I / 2017 U1) è il primo oggetto di origine interstellare osservato nel sistema solare.
Di recente, Micheli et al. (2018) hanno riferito che ‘Oumuamua ha mostrato significative deviazioni statistiche dall’orbita Kepleriana durante il suo passaggio nei pressi del Sole.

La traiettoria osservata sarebbe meglio spiegabile attraverso un’eccessiva accelerazione radiale. Una tale accelerazione è normalmente prevista per le comete ed è guidata dall’evaporazione del materiale cometario.

Sarebbe tutto chiaro se non fosse che gli studi osservazionali e teorici realizzati sull’oggetto interstellare implicano che ‘Oumuamua non sia una cometa attiva. Lo studio esplora la possibilità che l’eccesso di accelerazione e lo scostamento dalla traiettoria prevista derivino dalla pressione della radiazione solare. Secondo i calcoli effettuati dai due ricercatori, un oggetto dotato di una vela solare adatta, nello studio sono indicate anche le dimensioni e lo spessore, potrebbe sopravvivere ad un viaggio interstellare su distanze galattiche resistendo alle collisioni con gas e granelli di polvere, nonché alle sollecitazioni dovute alla rotazione e alle forze di marea. Nello studio i due scienziati indicano diverse possibili origini dell’oggetto interstellare menzionando esplicitamente la possibilità che possa essere una sonda o una navicella dotata di una vela solare, evidentemente, in quel caso, di origine artificiale ed aliena.

Le conclusioni dello studio, pur non indicando una spiegazione definitiva sulla natura di ‘Oumuamua, sarebbero valide per qualsiasi sonda a vela solare progettata per il viaggio interstellare.

Insomma, non possiamo sapere per certo cosa sia ‘Oumuamua ma il suo peculiare comportamento nel seguire la rotta che l’ha prima portato vicino al Sole e ora lo sta spingendo fuori del sistema solare, sarebbe esattamente quello di una sonda artificiale a vela solare, come quelle ipotizzate da Hawking per raggiungere Alfa Centauri.

Ovviamente è solo una delle possibili ipotesi sul tavolo che potrebbero spiegare il comportamento dell’oggetto ma il fatto che arrivi da due autorevoli scienziati di cui uno membro di un istituto di ricerca di rilievo come l’Harvard Smithsonian Center for Astrophysics impone di non liquidarla con un sorrisetto ironico.

Sicuramente, ‘Oumuamua avrà, invece, un’origine naturale ma, visto che probabilmente non lo sapremo mai, in attesa di nuove scoperte che ci diano conferma dell’esistenza della vita oltre la Terra, possiamo anche lasciarci andare all’illusione che una sonda proveniente da una lontana intelligenza abbia esplorato il nostro sistema solare e la notizia della nostra esistenza sia in viaggio verso il pianeta di origine dei costruttori della sonda.

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