Sunday, 18 Nov 2018

Starman, prossima fermata: ristorante al termine dell’universo

Ricordate Starman, il manichino in tuta spaziale seduto al volante di una fiammante Tesla Roadster che Elon Musk lanciò come carico pagante con il primo lancio del Facon Heavy di SpaceX?

Ebbene, oggi l’account Twitter di SpaceX ha postato un diagramma con la posizione attuale dell’auto con a bordo il manichino:

Starman, a bordo dell’avveniristica auto di Elon Musk dove lo schermo dello stereo riporta l’iconica frase “Don’t panic” e sui suoi componenti elettronici è stampigliata la frase “Made on Earth by humans” da ieri, 2 novembre, è ormai oltre l’orbita di Marte.

La seconda frase di quel tweet, ovviamente, riprende i frequenti omaggi che il CEO di SpaceX ama porgere al compianto Douglas Adams. Il “Ristorante al termine dell’universo” è il secondo romanzo della serie in cinque parti di “Hitchhiker’s Guide to the Galaxy” (Guida galattica per autostoppisti) dello scrittore inglese.

Elon Musk è noto per essere un grande fan di “Hitchhiker’s Guide“, come dimostra la Starman’s Roadster. Il display di intrattenimento dell’auto è stato programmato per riportare per sempre “Don’t Panic!“, la frase che adorna la copertina dell’omonima guida elettronica nell’amatissima serie di Adams.

“Starman” è anche un riferimento culturale; è il titolo della canzone del 1972 di David Bowie. Non solo, secondo quanto Musk ha detto prima del lancio, lo stereo della Tesla Roadster continuerà ad eseguire ininterrottamente l’altra canzone iconica di Bowie del 1969 “Space Oddity” per tutta la durata del suo viaggio nello spazio profondo (o, almeno, finchè le batterie avranno energia), anche se Starman non può sentirne l’esecuzione nel vuoto dello spazio.

A proposito di riferimenti iconici, durante la diretta video del lancio, i tecnici di SpaceX, su istruzioni di Musk, mandarono come sottofondo musicale nel momento della separazione del modulo, con la Tesla e Starman a bordo, dal secondo stadio del lanciatore Falcon Heavy, il brano, ancora di Bowie “Life on Mars”.

Dopo il lancio, Musk ha spiegato di aver mandato verso Marte la sua Roadster con a bordo Starman  perché trovava molto più divertente mandare nello spazio qualcosa di valore piuttosto che il tipico payload di massa inerte. Il lancio di un satellite o di altra strumentazione di valore di clienti non era un’opzione, dati i rischi inerenti ad un volo inaugurale (E, probabilmente, c’entra qualcosa anche il fatto che Musk è il proprietario di Tesla e ha quindi colto un’occasione unica per farsi uno spot pubblicitario gratuito in diretta mondiale).

Starman e la Roadster non resteranno per sempre oltre l’orbita di Marte. Come si capisce dal diagramma, sono inseriti in un’orbita eliocentrica che li farà tornare verso il Sole e la Terra prima di tornare ancora al di là di Marte.

Secondo un modello che simula il percorso della Roadster con Starman a bordo, i due oggetti passeranno a poche centinaia di migliaia di chilometri dal nostro pianeta nel 2091. Secondo gli autori della simulazione il payload del primo Falcon Heavy finirà per schiantarsi contro Venere o la Terra nel giro di qualche decina di milioni di anni.

Gli appassionati hanno a disposizione un sito web, whereisroadster.com, creato da Ben Pearson, il fondatore della Old Ham Media.

Per il gennaio del 2019 è previsto il prossimo lancio del Falcon Heavy, che porterà il satellite per le comunicazioni dell’Arabia Saudita Arabsat-6A  in orbita geostazionaria.

 

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