Thursday, 13 Dec 2018

Un’enorme quantità d’acqua dell’oceano viene assorbita dalle linee di faglia tettonica. Dove va a finire?

Secondo quanto riferisce la rivista Phys.org, un nuovo studio sismico effettuato nella regione della Fossa delle Marianne ha rivelato che enormi quantità di acqua dell’oceano si sta riversando nelle viscere della Terra attraverso le linee di faglia.

Lo studio, primo nel suo genere, ha scoperto che la quantità di acqua che penetra attraverso le “fessure” lungo le zone di subduzione, i punti in cui le placche tettoniche si insinuano sotto un’altra placca trascinando in profondità il mantello, potrebbe essere fino a quattro volte quanto le stime precedenti avevano suggerito. E quest’acqua starebbe affondando molto più in profondità di quanto si pensasse nel mantello del pianeta, fino a 32 chilometri sotto il fondo marino.

Sapevamo che attraverso le linee di subduzione veniva assorbita acqua in profondità ma non avevamo idea di quanta fosse, in realtà“, ha commentato Chen Cai della Washington University, primo autore dello studio.

Questa ricerca dimostra che le zone di subduzione spostano molta più acqua di quanto pensassimo nelle profondità della Terra“, ha aggiunto Candace Major, direttore del programma della Divisione Ocean Sciences della National Science Foundation, che ha finanziato lo studio.

Le zone di subduzione, che sono aree dove si generano le fosse più profonde del pianeta, sono in grado di assorbire l’acqua nelle profondità della Terra a causa delle condizioni di pressione e temperatura che generano. Le rocce lungo i confini delle zone di subduzione agiscono come spugne, assorbono l’acqua e la trascinano in profondità con loro. Fino ad ora, gli scienziati non avevano capito quanta in effetti fosse la quantità d’acqua risucchiata da queste fosse ed ora è evidente che la quantità è enorme anche se non è chiaro che fine faccia, poi, quest’acqua.

Dove va a finire tutta quell’acqua?

La buona notizia è che molte bolle dell’acqua assorbita, molto probabilmente rientrano nel normale ciclo dell’acqua, per esempio, attraverso le eruzioni vulcaniche che emettono in atmosfera parecchio vapore acqueo. L’unico problema è che le misurazioni del vapore acqueo rilasciato dai vulcani non corrispondono alle stime di questo studio sulla quantità di acqua persa attraverso la subduzione. In altre parole, sembrerebbe che la quantità di acqua che entra nella terra superi di gran lunga la quantità di acqua che esce.

Quindi a questo punto, dove l’acqua scorre, è un po ‘un mistero. Non si sta perdendo – I livelli del mare della Terra non stanno calando drammaticamente come avverrebbe se quest’acqua si perdesse nelle profondità del pianeta ma sarà necessario fare più ricerca per capire come il ciclo dell’acqua riesca a sostenersi.

Le stime sulla quantità d’acqua immessa in atmosfera attraverso l’azione dei vulcani sono probabilmente molto incerte“, ha detto Doug Wiens, ricercatore consulente dello studio. “Questo studio probabilmente causerà qualche rivalutazione“.

Una possibile spiegazione è che non tutte le zone di subduzione sono uguali. Forse le condizioni lungo la Fossa delle Marianne sono più estreme che in altri luoghi del pianeta, dove si perde meno acqua. Questa è un’ipotesi per un altro studio, comunque.

La quantità d’acqua assorbita potrebbe variare da una zona di subduzione a un’altra, in base al tipo di faglia che si ha quando la placca si piega” ha ancora osservato Wiens. “Ci sono state osservazioni superficiali in Alaska e nell’America centrale, ma nessuno ha ancora studiato in profondità queste strutture come abbiamo potuto fare nella Fossa delle Marianne“.

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