Thursday, 13 Dec 2018

OOPart: il cubo di Gurlt

di oliver Melis

Nell’autunno del 1885, un operaio di nome Reidl, trovò all’interno di un blocco di lignite un singolare oggetto, un cubo di acciaio di dimensioni 67x67x47 mm. Il cubo, o meglio, il parallelepipedo pesava 785 grammi. Nella fonderia sita a Schöndorf, vicino Vöcklabruck, in Austria, forse è stato ritrovato un antico manufatto?

La lignite è un carbon fossile formatosi dalle foreste del secondario e del terziario; il deposito da cui proveniva il blocco venne datato 60 milioni di anni: chi forgiava cubi d’acciaio a quei tempi? Per i sostenitori delle teorie alternative potevano essere stati esseri alieni o magari antichi abitanti della Terra tecnologicamente avanzati.
Gli operai lo fecero presente al loro capo, uno dei figli di Isidor Braun, il proprietario della fonderia, che portò il reperto al museo Heimathaus di Vöcklabruck.

Un anno dopo, nel 1886 si tenne una conferenza alla Naturhistorische Vereindi di Bonn, dove l’ingegnere minerario Adolf Gurlt professore di geologia all’università di Bonn ipotizzò si trattasse di un meteorite. Adolf Gurlt diede poi il nome al reperto.

Nonostante si parli di un cubo, viste le misure si dovrebbe definire l’oggetto più un parallelepipedo e anche se i primi rapporti lo definivano di forma cubica, il manufatto era tutt’altro che regolare.
Il cubo a un certo punto sembra sparire, non sono reperibili le foto e quindi viene realizzata una copia esposta all’Oberosterreichisches Landesmuseum, a Linz (il museo di Castello Linz), dove fu esposto l’originale dal 1950 al 1958;

Lo scrittore Peter Kolosimo, che parladell’oggetto nel libro Non è terrestre, del 1971, afferma che l’originale si troverebbe al Salisbury Museum. Qualche anno fa il giornalista russo G. N. Ostroumov, si recò a Salisburgo per chiedere informazioni, ma, stranamente gli addetti del museo dissero di non sapere dove fosse il cubo e che, probabilmente, era andato perduto prima della seconda guerra mondiale. Non venne ritrovata nemmeno la documentazione.
Ostroumov dichiarò la vicenda una colossale bufala.

Anche lo scienziato Carl Sagan ipotizzò potesse trattarsi di un manufatto appartenuto ad un’antica civiltà, teoria ovviamente non verificabile a causa della perdita dell’oggetto.

In realtà, l’oggetto, come già scritto, oltre a non assomigliare per nulla a un cubo non è mai sparito, non si è mai trovato a Salisburgo, infatti, è al Museo Heimathaus a Vöcklabruck, in Austria.

Anche la storia del ritrovamento nella lignite è falsa, l’oggetto venne semplicemente trovato in una miniera e per concludere fra il 1966 e il 1967, il misterioso cubo fu analizzato dal museo di storia naturale di Vienna per mezzo del microscopio elettronico, con il risultato che il presunto meteorite non presentava tracce di i nickel, cromo o cobalto, escludendo cosi l’origine meteorica; Non vi erano tracce nemmeno di zolfo, quindi non poteva trattarsi di pirite.

Avendo, inoltre, un basso contenuto di magnesio, il dottor Gero Kurat, esperto di mineralogia del museo di Vienna, e il dottor Rudolf Grill, del Geologische Bundesanstalt (istituto di rilevamento geologico) di Vienna, ipotizzarono si potesse trattare di ferro fuso; probabilmente il cubo era una sorta di zavorra utilizzata nei primi macchinari minerari.

Una successiva analisi effettuata da Hubert Mattlianer nel 1973 ha aperto l’ipotesi che l’oggetto potrebbe essere stato fuso usando la tecnica della cera persa, una tecnica utilizzata fino dall’età del bronzo.

Insomma, nulla di definitivo se non che l’oggetto non ha 60 milioni di anni e che sulla sua storia e le sue origini si sono fatte speculazioni infondate. Ma le analisi non hanno portato ad una conclusione definitiva, forse abbiamo davvero a che fare con un OOPart, nel senso che, per ora, non ci sono conclusioni definitive se non che l’oggetto è stato fatto dall’uomo.

Fonti: Inspiegabile.com; Mistero risolto

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