Thursday, 13 Dec 2018

Alcuni manufatti in pietra ritrovati in Algeria potrebbero riscrivere l’inizio della storia dell’umanità

L’Africa orientale è notoriamente il luogo di nascita dell’umanità e il luogo in cui gli ominidi nostri antenati, inventarono, per la prima volta, sofisticati strumenti di pietra.

Questa tecnologia, risalente a 2,6 milioni di anni fa, si è poi diffusa in Africa e, successivamente, nel resto del mondo.

Ora, una nuova ricerca, pubblicata su Science, ha portato alla luce un sito archeologico in Algeria contenente strumenti simili che sono stati datati all’incirca vecchi di 2,44 milioni di anni. Il team, guidato dall’archeologo Mohamed Sahnouni, ha rinvenuto in uno scavo  situato ad Ain Boucherit, in Algeria, una serie di strumenti in pietra databili tra tra 1,92 milioni e 2,44 milioni di anni fa.

Ciò suggerisce che i primi ominidi si diffusero nella regione molto prima di quanto si pensasse in precedenza o che la tecnologia per realizzare strumenti in pietra fosse stata simultaneamente inventata da specie di ominidi diversi che vivevano al di fuori dell’Africa orientale.

I manufatti appartengono all'”Oldowan“, la più antica tecnica di realizzazione di utensili in pietra conosciuta. I ciottoli di fiume arrotondati, usati a mo’ di martello, erano usati per sfaldare altri ciottoli, trasformandoli in semplici nuclei. I fiocchi venivano poi trasformati in raschietti e coltelli di vario genere riaffilando i loro bordi.

Essenzialmente, questi strumenti venivano utilizzati per la lavorazione di tessuto animale, come midollo osseo e tessuto cerebrale, ma anche materiale vegetale. Tuttavia, non si sa per certo quale specie di ominide abbia creato per prima gli strumenti Oldowan tra l’ Australopiteco e l’Homo habilis .

Gli strumenti di pietra sono molto simili a quelli rinvenuti nei siti Oldowan nell’Africa orientale. Le ossa rinvenute nel sito presentano segni di intaccature dove, evidentemente, uno strumento di pietra è stato utilizzato per scavare l’osso durante la macellazione. I segni sulle ossa potrebbero indicare che questi ominidi già praticavano attivamente la caccia.

immagine del corpo degli strumenti oldowan

Alcuni strumenti Oldowan trovati nel sito, inclusi nuclei e scaglie (Shanouni et al., Science , 2018)

Finora, strumenti di tipo Oldowan così precoci erano stati trovati solo nella Rift Valley in Africa orientale, a più di 4.000 chilometri di distanza Ain Boucherit. Gli archeologi hanno sempre pensato che l’utilizzo di tecnologie sofisticate fosse iniziato lì, circa 2,6 milioni di anni fa, e questo ritrovamento così lontano da quella che si riteneva essere la casa ancestrale dell’uomo sembra dimostrare che manca ancora qualche tassello nella ricostruzione della storia evolutiva dell’uomo.

Cominciano, però, ad essere molti i ritrovamenti che sembrano dimostrare che qualcosa è stato ignorato o non riconosciuto nel ricostruirela storia dei nostri antenati più antichi. Sono stati scoperti siti apparentemente anticamente occupati da ominidi a sud, nel Ciad, che suggeriscono che alcuni dei nostri antichi antenati vivessero ben lontano dall’Africa orientale.

Siti simili, con reperti di tipo Oldowan sono stati trovati anche fuori dall’Africa, in Georgia, e datati a partire da 1,8 milioni di anni fa, il che sembra sorprendentemente precoce.

Cambio di gioco

questa nuova scoperta ci dice che il nostro focus sull’Africa orientale come luogo di nascita dei primi umani è, forse, un po’ limitato e limitante: sarà necessario riconsiderare diversamente molte delle prove rinvenute altrove che, finora, sono state ignorate o minimizzate.

Lo stesso team di Mohamed Sahnouni aveva, di recente, pubblicato i risultati degli scavi fatti in un altro sito di tipo Oldowan in Algeria, databile circa 1,75 milioni di anni, ma trovare strumenti Oldowan anticipabili di oltre mezzo milione di anni è un po’ un punto di svolta. Molto dipende da quanto sia affidabile questa datazione di 2,44 milioni di anni. Secondo il documento, sono state utilizzate quattro diverse tecniche.

La datazione paleomagnetica che misura la direzione e l’intensità del campo magnetico terrestre nei sedimenti ci aiuta ad identificare l’età degli oggetti che ritroviamo intrappolati nei sedimenti stessi. Il livello superiore del sito di scavo era stato datato tra 1,77 e 1,94 milioni di anni mentre i sedimenti del livello inferiore sono stati stimati, con questa tecnica, tra 1,94 milioni e 2,58 milioni di anni fa.

Per ottenere date più precise, si è utilizzata una tecnica di datazione chiamata datazione di risonanza con spin elettronico, che misura il decadimento radioattivo nei grani di quarzo ma la versione di questa tecnica che è stata usata operava vicino al limite massimo di affidabilità in questa fascia di età. La misurazione ha consegnato un’età di 1,92 milioni di anni, più giovane di quanto suggerito dal paleomagnetismo. Ci sono alcuni dubbi su quanto sia adatto questo ultimo metodo, ma il gruppo è stato onesto al riguardo. Hanno anche confrontato le date con i tempi di estinzione degli animali presenti nel sito, il che ha permesso di riscontrare compatibilità tra le date..

Per ottenere un’approssimazione più affidabile dell’età massima degli strumenti, è stata usata una tecnica per stimare i tassi di sedimentazione – in pratica per quanto tempo i diversi strati del sito si sono accumulati. Per fare questo, è stato necessario introdurre alcune elaborazioni statistiche che sono state poi mappate sui risultati paleomagnetici. In seguito a questa stima, l’estrapolazione finale della data di origine degli strumenti è stata di  2,44 milioni di anni.

Mistero ominide?

Le attrezzature più antiche mai trovate al di fuori dell’Africa sono quelle rinvenute in Georgia risalenti a 1,8 milioni di anni fa. C’è un piccolo sito in stile Oldowan in Pakistan più o meno nello stesso periodo e altri siti molto simili databili a 1,66 milioni di anni fa.

Se il sito rinvenuto in Georgia rappresentasse il primo insediamento di ominidi al di fuori dell’Africa, il fatto che questi primi migranti africani siuano arrivati in pakistan e in Cina così rapidamente lascia davvero interdetti.

Strumento di pietra segna sullo scheletro animale. (I. Caceres)

Segni di strumento di pietra su osso. (I. Caceres)

In Georgia, gli strumenti potrebbero essere stati creati dal primo Homo erectus, che, per quanto ne sappiamo, ha vissuto circa 1,8 milioni di anni fa. Il fatto che esista un esemplare di Homo erectus rinvenuto dalla Cina e risalente a 1,6 milioni di anni fa, lascia presumere che l’ Homo erectus debba essere stata la specie che ha diffuso la tecnologia di costruzione di strumenti in pietra in tutto il mondo,  e molto più rapidamente di quanto si pensasse.

Ma non possiamo esserne sicuri.

Ormai nella storia antica dei nostri anetnati ancestrali si è aggiunto il fantasma di un altro ominide misterioso che potrebebe ssere uscito dall’Africa prima dell’Homo Erectus. Potrebbe essere stato l’Homo Habilis?

Forse la tecnologia Oldowan ebbe inizio prima di 2,6 milioni di anni fa, e 2,4 milioni di anni fa si era già diffusa in tutta l’Africa.

Forse il nostro misterioso ominide ha iniziato a migrare dall’Africa ben prima di 1,8 milioni di anni fa, e ha portato con sè la sua tecnologia di lavorazione della pietra verso oriente. Se fosse così, avrebbe sicuramente, avuto il tempo di coprire quelle enormi distanze. Forse, l’Homo erectus è emigrato solo verso l’Africa orientale solo successivamente, sulle orme di un viaggiatore precedente di cui non sappiamo ancora nulla.

Certo, ci sono tanti “forse“, ma è necessario tenere rpesente che nessuno si aspettava che ci fossero strumenti Oldowan in Georgia quando furono trovati per la prima volta.

Restiamo in attesa di nuove scoperte che ci illuminino ulteriormente sui nostri antenati.

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