Monday, 21 Jan 2019

Su Cerere alte concentrazioni di carbonio

Nel giorno in cui la sonda Voyager 2 ha ufficialmente lasciato il sistema solare per avventurarsi nello spazio interstellare, l’esplorazione spaziale ci riserva alcune interessanti, sensazionali scoperte effettuate da altre missioni esplorative in corso nel sistema solare.

Una di queste scoperte riguarda la sonda Dawn ed il pianeta nano Cerere.

Cerere è ricco di materia organica, è quanto scoperto dalla sonda Dawn, della NASA, ormai prossima al termine della sua missione esplorativa. Si tratta di un pianetino che orbita al limite della cintura degli asteroidi tra Marte e Giove e, stando alle scoperte effettuate da Dawn, è come una “fabbrica chimica“, pieno degli stessi ingredienti che hanno contribuito a creare la vita sulla Terra, secondo gli scienziati.

Cerere si è formato agli albori del sistema solare e già dalle prime rilevazioni effettuate da Dawn si era evidenziata la presenza di acqua ed ammoniaca sulla sua superficie ma la nuova scoperta è davvero interessante: Cerere è ricco di carbonio, in concentrazioni addirittura superiori a quelle rilevate sui meteoriti più ricchi di carbonio scoperti sulla Terra. Quest’insolita concentrazione di carbonio conferisce a Cerere una composizione chimica davvero insolita.

Cerere è come una fabbrica chimica“, ha dichiarato Simone Marchi, del Southwest Research Institute, autore principale dello studio, pubblicato su Nature Astronomy.

Tra i corpi del sistema solare interno, Cerere ha una mineralogia unica, che sembra contenere fino al 20 percento di carbonio sulla sua superficie. La nostra analisi mostra che i composti ricchi di carbonio in superficie sono intimamente mescolati con prodotti generati dalle interazioni roccia-acqua, come le argille.”

Questa scoperta potrebbe aiutarci a capire come si sono formati i pianeti del sistema solare e cosa ha gettato le basi per l nascita della vita sulla Terra.

Con questi risultati, Cerere ha acquisito un ruolo fondamentale nel valutare l’origine, l’evoluzione e la distribuzione delle specie organiche attraverso il sistema solare interno“, ha detto il dott. Marchi. “Ci si deve chiedere come questo mondo possa aver attraversato percorsi di chimica organica e come questi processi possano aver influenzato la formazione di pianeti più grandi come la Terra.

La missione Dawn, purtroppo, è ormai prossima alla sua fine. La piccola sonda a propulsione ionica sta esaurendo il suo carburante e l’energia, per nuove osservazioni sarà necessario progettare una nuova missione, magari capace di far scendere un lander capace di analisi chimiche sulla superficie di Cerere; questo pianetino potrebbe rivelarsi uno scrigno di conoscenza.

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