Sunday, 21 Apr 2019

L’incredibile arma a “forza senza nome”

di Oliver Melis

Ricorderete il raggio della morte del grande Marconi, o quello di Tesla o altre armi esotiche che circolano puntualmente in rete che sarebbero dotate di capacità straordinarie. Oggi parleremo di un raggio che è addirittura antecedente a quelli che conosciamo, forse potremo quasi considerarlo il degno padre di tali fantastici figli.

Nel febbraio del 1876, il “Professor” James C. Wingard di New Orleans annunciò che aveva inventato una nuova e potente arma che avrebbe distrutto completamente qualsiasi nave, di qualsiasi materiale fosse stata costruita, “in modo da non lasciare traccia del bersaglio nella sua forma precedente“.

Wingard non diede molte spiegazioni riguardo al mezzo esatto con cui operava la sua arma. Diceva solo che proiettava una “forza senza nome“, che in qualche modo comportava l’ausilio dell’elettricità, applicata senza alcun collegamento diretto tra la macchina e l’oggetto da distruggere – e che avrebbe funzionato fino a cinque miglia di distanza dall’arma stessa.

La forza senza nome avrebbe agito da distanza di sicurezza, abbastanza lontano da essere oltre la portata di qualsiasi altra arma o cannone allora esistente.

In altre parole, possiamo tranquillamente affermare che questa era una versione del diciannovesimo secolo del famoso raggio della morte.

Wingard affermò che poche navi equipaggiate con la sua arma sarebbero state in grado di dominare tutte le altre marine del mondo messe insieme. Anzi, aveva previsto che la sua arma avrebbe significato la fine della guerra navale del tutto, dal momento che la prima marina ad acquistarla sarebbe diventata invincibile e avrebbe regnato sovrana sul mondo intero.

La dimostrazione di New Orleans

L’8 giugno 1876, Wingard condusse una dimostrazione della sua arma a “forza senza nome” sul Lago Pontchartrain, a cui partecipò un comitato di importanti cittadini e ufficiali della marina.

Il comitato osservava dalla riva, mentre Wingard manovrava il suo apparecchio da una piccola imbarcazione. La nave bersaglio era una grande goletta di legno (l’Augusta), ancorata ad un quarto di miglio di distanza.

Alle 14:35 Wingard diede il segnale che stava per sparare con il suo apparecchio. La gente a terra vide aumentare il fumo emesso dalla famigerata macchina e, più tardi, alcuni di loro dichiararono di aver visto una scia indefinita fatta di una specie di sostanza muoversi rapidamente attraverso l’acqua, fuoriuscita da sotto la barca e diretta verso la goletta.

Inizialmente non accadde nulla alla goletta. Passò oltre un minuto e gli spettatori già stavano concludendo che il test fosse stato un fallimento quando, improvvisamente, ci fu un’esplosione e una nuvola di fumo si alzò sopra la poppa della nave e la goletta cominciò ad affondare rapidamente nell’acqua.

I membri del comitato, più tardi, esaminarono i resti della nave e constatarono che era andata completamente distrutta.

In un rapporto sull’avvenimento pubblicato dal Repubblic di New Orleans si legge:

Persino le piccole travi di poppa dell’albero principale sono state fatte a pezzi, l’albero era ancora in piedi, ma tutto il resto è stato distrutto così da non poter essere trainato a riva, la bandiera è stata fatta a pezzi e caduta a mezz’asta, dove stava ancora ondeggiando.”

Sfortunatamente, il Professor Wingard si ustionò la mano durante la dimostrazione. Spiegò poi che il guanto di seta con cui teneva un tubo di vetro non era stato sufficiente a proteggerlo. Ma a parte questo contrattempo, il test è venne considerato un successo completo.

L’Epic Fail di Boston

Incoraggiato dal successo della manifestazione di New Orleans, Wingard si trasferì a Boston diversi anni dopo, dove formò una società per sviluppare ulteriormente la sua arma. La sua compagnia raccolse $ 1800, ma i suoi nuovi investitori volevano vedere l’arma funzionare, per cui Wingard organizzò una dimostrazione nel porto di Boston.

Wingard gestiva il suo apparato sul ponte di un piccolo piroscafo. Una nave bersaglio era posizionata a circa un miglio di distanza. Ma improvvisamente, prima che il test iniziasse, si verificò una grande esplosione sull’acqua, ad una distanza considerevole da entrambe le navi. Il relitto di una barca a remi fu poi trovato nel luogo dell’esplosione, trasportando i resti mutilati di due corpi. Wingard apparve molto agitato da quello che era successo e disse che il suo esperimento non poteva essere portato a termine quel giorno.

Scosso dalla tragedia, Wingard alcuni giorni dopo confessò la verità ai suoi azionisti: La sua arma a “forza senza nome” era una finzione. La dimostrazione precedente fu truccata posizionando dinamite sotto la nave bersaglio, collegata ad un apparecchio di innesco tramite un filo sottomarino. L’esplosione era stata causata da un incidente avvenuto mentre i suoi complici stavano piazzando l’esplosivo sotto la nave bersaglio, uccidendoli entrambi.

Non si sentì più parlare di Wingard e della sua arma a “forza senza nome” ma forse, come dicevamo in apertura, qualcuno ha utilizzato questa storia per attribuire l’invenzione di armi misteriose, potenti e fantascientifiche a geni della scienza, loro malgrado.

Fonte: Hoaxes.org

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