Thursday, 21 Mar 2019

Arriva il solstizio d’inverno: cosa c’è da sapere sul 21 dicembre

Il solstizio d’inverno è alle porte: venerdì 21 dicembre sarà il giorno più corto del 2018 per tutti coloro che vivono nell’emisfero settentrionale. Per i seguaci degli antichi rituali pagani, si tratta di un giorno estremamente importante, per tutti gli altri è semplicemente il primo giorno d’inverno.

Tecnicamente, il solstizio si verifica quando il sole è direttamente sopra il Tropico del Capricorno, a 23,5° di latitudine sud. Nel 2018, questo avverrà per l’Italia alle 23:23 di venerdì.

Di seguito una breve guida al solstizio e alla notte più lunga dell’anno.

1) Perché abbiamo i solstizi?

I solstizi invernali ed estivi, le stagioni e la durata variabile delle ore diurne durante l’anno sono dovuti a un fatto: la Terra gira su un asse inclinato.

L’inclinazione, probabilmente causata da un grande oggetto che colpì la Terra miliardi di anni fa, significa che per metà dell’anno, il Polo Nord è puntato verso il sole (come nella figura sotto). Per l’altra metà dell’anno è il Polo Sud a ricevere più luce. È per questo che abbiamo le stagioni.

asse terrestreTau’olunga

Ecco una dimostrazione al rallentatore del fenomeno durante il corso di un anno intero visto dallo spazio. Nel video, puoi vedere come la linea che separa il giorno dalla notte oscilla avanti e indietro dai poli durante l’anno.

NASA / Meteosat / Robert Simmon

Ed ecco un altro modo interessante per visualizzare le stagioni. Nel 2013, un residente dell’Alberta, in Canada, ha scattato questa fotografia con la camera stenopeica del percorso del sole durante tutto l’anno e lo ha condiviso con il sito web di astronomia EarthSky. È evidente il cambiamento dell’arco del percorso del sole da dicembre a giugno.

Nell’emisfero settentrionale, la massima durata del giorno di solito si verifica il 20, 21 o 22 giugno di ogni anno. Questo è il solstizio d’estate. Al contrario, l’emisfero australe raggiunge il picco di luce il 21, 22 o 23 dicembre, mentre il nord avrà il maggior numero di ore di buio. Questo è il nostro solstizio d’inverno.

Nell’emisfero settentrionale, il solstizio d’inverno si verifica quando il sole è direttamente sopra la testa del Tropico del Capricorno, o 23,5° di latitudine sud. Così:

2) Quante ore di luce solare avrò durante il solstizio?

Dipende da dove si vive. Più si è a nord dell’equatore, meno luce si riceve durante il solstizio e più lunga sarà la notte.

Nella remota possibilità che qualcuno viva nei pressi del Circolo Polare Artico, durante il solstizio non vedrà quasi nessuna luce diurna. Fairbanks, in Alaska, ad esempio, avrà solo tre ore e 41 minuti di giorno mentre chi vive a nord del Circolo Polare Artico non vedrà proprio la luce del giorno. È possibile controllare quanto durerà il giorno sulla propria città durante il solstizio su TimeAndDate.com .

Il filmato sottostante mostra la durata del giorno nella città di Fairbanks durante il solstizio: il sole esce sull’orizzonte per un breve periodo, non si alza, e poi torna a tramontare.

3) Il solstizio d’inverno è il giorno più freddo dell’anno?

Philipp Guelland / Getty Images

Solitamente no! È vero che l’emisfero nord ottiene la luce solare meno diretta sul solstizio d’inverno (che è ufficialmente il primo giorno d’inverno), ma i mesi più freddi devono ancora venire e, di solito, nell’emisfero settentrionale sono gennaio o febbraio.

Il motivo principale di questo “ritardo stagionale” è che gli oceani della Terra assorbono molta energia solare durante i mesi caldi e poi la rilasciano lentamente, nel tempo, quindi c’è un ritardo tra quando c’è il minimo di luce e quando le temperature dell’aria sono effettivamente più fredde. La stessa cosa accade in estate, c’è un ritardo tra quando l’insolazione solare è al massimo (il solstizio d’estate cade in giugno) e i mesi più caldi, tipicamente luglio o agosto.

Questo ritardo stagionale varia notevolmente da un luogo all’altro ed è la ragione per cui il clima insulare e peninsulare è più mite di quello continentale.

5) Che cosa ha a che fare il solstizio d’inverno con Stonehenge?

Nessuno lo sa per certo perché Stonehenge è stato costruito circa 5.000 anni fa. Ma c’è una forte possibilità che una delle finalità di questo antico monumento sia stato usato per marcare i solstizi e gli equinozi. Questo perché la struttura è direttamente allineata al tramonto durante il solstizio d’inverno.

Secondo Teresa Wilson della American Astronomical Society “mentre il solstizio d’estate oggi attira una folla più grande, il solstizio d’inverno potrebbe essere stato più importante per gli antichi costruttori. A quel tempo, i bovini venivano macellati in modo che gli animali non avessero bisogno di essere nutriti durante l’inverno, e il vino e la birra fatti in precedenza avevano finalmente fermentato“.

La gente si riunisce per guardare l’alba mentre druidi, pagani e festaioli celebrano il solstizio d’inverno a Stonehenge il 21 dicembre 2012, nel Wiltshire, in Inghilterra. – Matt Cardy / Getty Images

Certo, il solstizio d’inverno a Stonehenge somiglia un po’ ad un rave:

Matt Cardy / Getty Images
Matt Cardy / Getty Images

5) Venerdì sera è la notte più lunga dell’intera storia della Terra?

Probabilmente no, anche se ci andrà vicino. E la ragione è piuttosto interessante.

Da quando la Terra ha oceani liquidi e una luna, la sua rotazione è gradualmente rallentata nel tempo a causa dell’attrito delle maree. Ciò significa che i giorni sono diventati sempre più lunghi. Circa 4,5 miliardi di anni fa, la Terra impiegava solo sei ore per completare una rotazione. 350 milioni di anni fa, ci volevano 23 ore. Oggi, ovviamente, ci vogliono circa 24 ore. E, poichè la Terra continua  a rallentare, i giorni continueranno gradualmente ad allungarsi.

L’attrito delle maree non è l’ unica cosa che influenza la rotazione terrestre: ci sono alcuni fattori compensativi. Lo scioglimento dei ghiacciai, che si sta verificando dalla fine dell’ultima era glaciale 12.000 anni fa (e ora sta accelerando a causa del riscaldamento globale ) sta effettivamente accelerando leggermente la rotazione terrestre, abbreviando i giorni di alcune frazioni di un millisecondo. Allo stesso modo, l’attività geologica nel nucleo della Terra, i terremoti, le correnti oceaniche e le variazioni stagionali del vento possono accelerare o rallentare la rotazione del pianeta.

Mettendo insieme tutti questi fattori, gli scienziati hanno stimato che il giorno più lungo nella storia della Terra (finora) probabilmente si sia verificato nel 1912. Il solstizio d’estate di quell’anno fu il più lungo periodo di luce che l’emisfero settentrionale abbia mai visto. E, al contrario, il solstizio d’inverno del 1912 fu la notte più lunga che avessimo mai visto.

Alla fine, gli effetti dell’attrito delle maree dovrebbero superare tutti quegli altri fattori, quindi i giorni della Terra diventeranno sempre più lunghi mentre la rotazione del pianeta continua a rallentare (costringendo i cronometristi ad aggiungere periodicamente il secondo bisestile al calendario). Il che significa che in futuro ci saranno molti solstizi invernali che stabiliranno nuovi record come “la notte più lunga nella storia della Terra“.

7) Ci sono solstizi su altri pianeti?

Sì! Tutti i pianeti del nostro sistema solare ruotano su un asse inclinato e quindi hanno stagioni, solstizi ed equinozi. Alcune di queste inclinazioni sono minori (come Mercurio, inclinato di 2,11 gradi). Ma altre sono più simili a quella della Terra (23,5 gradi) o sono ancora più estremi (Urano è inclinato di 98 gradi!).

Quella sottostante è un’immagine composita di Saturno durante suo equinozio catturato dalla sonda spaziale Cassini nel 2009. Il gigante gassoso è inclinato di 27 gradi rispetto al sole, e gli equinozi sul pianeta sono meno frequenti che sulla Terra. Saturno vede un equinozio solo una volta ogni 15 anni (questo perché Saturno impiega 29 anni per completare un’orbita attorno al sole).

Cassini Imaging Team / NASA

Felice Solstizio a tutti i lettori!

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