Sunday, 24 Mar 2019

Erich Von Daniken e gli antichi astronauti

di Oliver Melis

Erich Von Daniken, con il suo libro più popolare intitolato: “Chariots of the Gods”, (I carri degli Dei) vendette oltre quaranta milioni di copie. Il libro presentava le sue teorie secondo cui la Terra venne visitata dagli extraterrestri tra i 10.000 e i 40.000 anni fa. Mentre gli alieni erano sulla Terra, suggerisce lo scrittore, costruirono le grandi piramidi in Egitto, le linee di Nazca che possono essere viste ancora oggi in Perù e manipolato i primi ominidi per creare una nuova forma di vita, l’Homo sapiens.

Secondo Von Daniken le prove sarebbero nelle innumerevoli leggende raccontate nelle culture di tutto il mondo che narrano di divinità alate o macchine volanti. Queste leggende, secondo lo scrittore, sarebbero state ispirate, non da fantasie ma dalle visite degli alieni nel passato della nostra cultura che a causa della loro tecnologia avanzata erano visti come dei dagli occhi dei nostri primitivi e impauriti antenati.

Secondo Von Daniken tutte le stranezze archeologiche in giro per il mondo indicherebbero senza tema di smentita la presenza, nel nostro passato, di una specie aliena che ha dominato il mondo creando gli esseri umani.
Egli pensava che gli egiziani non avrebbero potuto costruire la grande piramide di Cheope senza l’accesso a tecnologie avanzate e afferma inoltre, non è una coincidenza che la sua altezza, moltiplicata per 1.000 000, corrisponda alla distanza tra la Terra e il Sole. Afferma anche che le famose linee misteriose nella piana di Nazca in Perù siano una pista di atterraggio tracciata dagli alieni e che quei disegni sarebbero realizzabili solo se tracciati osservando e misurando il terreno dall’alto, cioè con una macchina volante.

Per quanto intrigante possa sembrare l’idea degli antichi astronauti, le “prove” di Von Daniken non sono affatto convincenti se esaminate attentamente. L’altezza della grande piramide non è un milionesimo della distanza tra la Terra ed il sole. Gli archeologi hanno trovato prove che per costruire i monumenti dell’antico Egitto sono state utilizzate semplici tecniche come chiatte, slitte e rampe di terra. Le linee rette, come quelle che si trovano a Nazca, possono essere tracciate semplicemente piantando due bastoni nella terra, usandoli per allineare un terzo e poi ripetendo il modello per qualsiasi distanza si voglia.

Per quanto riguarda le sue teorie sul fatto che gli astronauti si sono accoppiati con esseri umani, sembra improbabile che i visitatori dello spazio siano così biologicamente vicini a noi esseri umani da potersi incrociare. Anche le prove del DNA sembrano suggerire che tutti gli esseri umani vivi oggi possano far risalire i loro antenati ad un piccolissimo gruppo di pre-umani che si svilupparono Africa circa 100 mila anni fa (giusto notare che questa informazione non era disponibile quando Von Daniken scrisse i suoi libri).

Naturalmente non possiamo escludere del tutto che la Terra sia stata visitata dagli extraterrestri in un passato lontano, ma è improbabile che un fatto del genere possa essere accaduto e soprattutto non possiamo accettare affermazioni fatte da Von Daniken o da altri senza alcuna prova.
Von Daniken non è stato l’unico a suggerire che la Terra sia stata esplorata da antichi visitatori.

Robert Temple scrisse un libro intitolato The Sirius Mystery su una tribù africana chiamata Dogon e le loro credenze sugli astronauti chiamati Nommos, ma questa è una storia che già conosciamo.

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