Monday, 25 Mar 2019

Brian May, una nuova vita nell’astrofisica, senza dimenticare la musica (video)

Brian May, chitarrista della band dei Queen e astrofisico, è tornato alla ribalta in questi giorni nella sua doppia veste di membro del team di New Horizons ma anche come musicista, con un pezzo da lui scritto dedicato alla missione della sonda spaziale che ha visitato il più lontano corpo del sistema solare finora raggiunto.

Come membro del team New Horizons della NASA, a cui si è unito nel 2015, il suo nome appare nella parte inferiore delle immagini a colori di una roccia spaziale chiamata MU69 (noto anche come Ultima Thule), riprese durante il sorvolo di martedì 1 gennaio. Ultima Thule è l’oggetto più remoto che sia mai stato visitato da un veicolo spaziale e la più antica reliquia dell’antico sistema solare, spiega Brian May sul suo profilo Instagram, e contiene indizi sull’origine del nostro sistema planetario. “Quello stesso sistema solare che è nato in modo che tu ed io potessimo nascere!” Scrive.

Le immagini pubblicate da May possono essere viste anche in 3D. Il chitarrista dei Queen, oltre ad avere una storia artistica fuori del comune ed una laurea in astrofisica che gli ha permesso di diventare membro del team New Horizons è un appassionato del 3D. Ha un intero sito sulla fotografia stereoscopica e ha pubblicato un libro intitolato Queen in 3-D pieno di immagini scattate con una fotocamera stereoscopica.

Ha anche pubblicato un singolo sul flyby e un video musicale di accompagnamento. “Questo progetto ha generato musica nella mia testa, ed è quella che state ascoltando“, ha detto May ai giornalisti.

May ha completato un dottorato in astrofisica nel 2007, dopo una pausa di 30 anni dalla laurea durante la quale si è dedicato, come è noto, alla musica. “Quando stavo per finire la mia tesi, i Queen stavano avendo i primi successi e dovetti fare questa scelta“, ha detto al Time . “E la mia scelta fu fatta partendo dal presupposto che all’epoca in fisica non ero altrettanto bravo che come musicista.” Come tante persone che vivono tra ricerca scinetifica ed artistica, May dimostra che i due generi non si escludono a vicenda .

E come ogni cantautore, il suo lavoro include un’attenta scelta delle parole. Il sottotitolo della sua ultima canzone su MU69 si riferisce ad esso con il soprannome assegnatogli dato dalla NASA, Ultima Thule (pronunciato “thool-ie”). Durante l’Impero Romano, Ultima Thule era considerata una terra fredda e lontana posta all’estremo nord d’Europa. In seguito, questa terra leggendaria fu ripresa dal nazismo per indicare la supposta e immaginaria patria d’origine della razza ariana.

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