Monday, 21 Jan 2019

Uno studio suggerisce che Barnard b potrebbe ospitare la vita

Un interessante studio sull’esopianeta appena scoperto in orbita intorno alla stella di Barnard ipotizza che possano esserci presenti le condizioni per ospitare la vita, almeno in forme primordiali.

La stella di Barnard è la stella singola più vicina (e ora il secondo sistema stellare più vicino) al nostro sole e si trova a sei anni luce di distanza. Nello scorso novembre 2018 gli astronomi hanno annunciato di avervi scoperto un pianeta, etichettato come Barnard b (o GJ 699 b). La scorsa settimana, nel corso del 233° meeting dell’American Astronomical Society (AAS) a Seattle, gli astronomi dell’Università di Villanova hanno presentato il loro nuovo lavoro dimostrando che, anche se questo mondo è probabilmente molto freddo (-170 gradi Celsius), potrebbe ancora avere il potenziale per ospitare la vita primitiva.

Barnard’s Star b, ha una massa che è circa tre volte quella della Terra ed orbita intorno alla sua stella, una nana rossa fioca, ogni 233 giorni, all’incirca alla stessa distanza in cui Mercurio orbita attorno al nostro sole. Nel sistema di Barnard, tuttavia, questa distanza rientra proprio nel limite della zona compatibile con la vita, cioè la distanza a cui la Stella di Barbard riesce ad emettere abbastanza energia da mantenere l’acqua sopra al punto di congelamento.

Affinché Barnard b abbia una qualche forma di vita, hanno spiegato gli astronomi, il pianeta ha, però, bisogno di un’altra fonte di calore. La loro idea è che questo pianeta possa essere provvisto di un grande nucleo caldo di ferro/nichel, proprio come la Terra, e una maggiore attività geotermica.

Il riscaldamento geotermico potrebbe supportare “zone vitali” sotto la sua superficie, simile ai laghi sotterranei trovati in Antartide. Notiamo che la temperatura della superficie sulla luna ghiacciata di Giove Europa è simile a quella di Barnard b e, a causa del riscaldamento delle maree, Europa ha probabilmente oceani liquidi sotto la sua superficie ghiacciata.

Gli autori dello studio, Guinan e Engle hanno studiato a lungo la stella di Barnard e facevano parte del team che ha individuato il nuovo pianeta.

Engle ha notato che “l’aspetto più significativo della scoperta di Barnard b è che i due sistemi stellari più vicini al sole sono ora noti per ospitare i pianeti. Questo supporta studi precedenti basati sui dati delle missioni di Keplero, che avevano permesso di dedurre che i pianeti sono molto comuni in tutta la galassia, probabilmente decine di miliardi.”

La stella di Barnard ha circa il doppio di età rispetto al sole, circa 9 miliardi di anni rispetto a 4,6 miliardi di anni. Nell’universo esistono pianeti simili alla Terra e molto più vecchi della Terra e del Sole stesso.

In conclusione, questo nuovo studio mostra che il vicino pianeta extrasolare Barnard b (o GJ 699 b) potrebbe ospitare la vita primitiva, a patto di avere una fonte indipendente di energia come un importante nucleo caldo e rotante, similmente alla Terra.

Questo studio appare abbastanza ottimistico, basandoci sulle conoscenze attualmente acquisite. Parliamo di un pianeta molto vecchio che orbita intorno ad una stella piuttosto fredda. Le condizioni presenti attualmente su Barnard b sono probabilmente molto diverse da quelle che vi erano durante la giovinezza della sua stella in quanto la grande vicinanza del pianeta all’astro lo ha bruciato ed inondato di radiazioni probabilmente per miliardi di anni e difficilmente questo pianeta potrebbe avere mantenuto atmosfera ed acqua durante quel lungo periodo.

Oggi Barbard b è, probabilmente, un grande sasso bruciato in un vecchio sistema solare che ruota intorno ad una stella ormai prossima a concludere il suo ciclo vitale. Alle condizioni proposte dallo studio potremmo, forse, avere la possibilità di considerare alcune aree del pianeta ospitali quanto potrebbero esserlo Europa o Encelado…

Fonte: Università di Villanova

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