Saturday, 23 Feb 2019

La prima pila atomica

di Oliver Melis

Alcune scoperte cambiano il nostro mondo influenzando diversi campi della ricerca scientifica. Un fisico italiano, Enrico Fermi costruì il primo reattore atomico che produsse la prima reazione atomica a catena controllata, accadeva 76 anni fa a Chicago e il 2 dicembre del 1942 gli Stati Uniti annunciavano:

Il navigatore italiano è sbarcato nel nuovo mondo

Era un’espressione in codice che indicava che Enrico Fermiil Papa della Fisica”, (cosi lo chiamavano i suoi colleghi, che lo consideravano infallibile quanto infallibile viene considerato il Papa dalla Chiesa Cattolica) e la sua squadra dell’Università di Chicago erano riusciti ad accendere la ‘Chicago Pile-1‘, la prima pila dell’era atomica.

La Chicag Pile-1 o CP-1o era composta da 40 mila blocchi di grafite che incorporavano 19 mila barre di uranio con barre di sicurezza in cadmio che servivano a controllare la reazione a catena, per evitare che divenisse esplosiva.

Fermi, consapevole che il suo esperimento avrebbe potuto essere pericoloso, realizzò la pila a tappe, costruendo e fermandosi di volta in volta per monitorare che il livello delle radiazioni corrispondesse ai suoi calcoli.
La potenza sviluppata era in grado a malapena di accendere una flebile lampadina. Erano anni bui, anni di guerra con il nemico nazifascista che incombeva e le scoperte di Fermi furono tenute segrete per paura che il nemico se ne impadronisse e sviluppasse armi di distruzione di massa.

Gli Stati Uniti, per scongiurare tale pericolo furono cosi i primi a sviluppare e testare armi atomiche grazie al progetto Manhattan che coinvolse lo stesso Fermi.

Il progetto Manhattan culminò con lo sgancio su Hiroshima del primo ordigno atomico.

Fermi nel 1938, a causa dell’approvazione delle leggi razziali, la moglie Laura era di origini ebraiche, lasciò l’Italia dopo aver fatto un viaggio a Stoccolma dove gli conferirono il premio Nobel per le sue ricerche sui nuclei atomici, e si trasferì negli Stati Uniti dove con altri scienziati si dedicò alla costruzione della pila atomica.

L’era atomica apriva una nuova era per la fisica che avrebbe in breve portato alla realizzazione di impianti per la produzione di energia e a macchine che avrebbero in seguito sondato l’infinitamente piccolo. Certo che la potenza sprigionata dall’atomo ha cambiato molti aspetti della nostra vita, aspetti che riguardano i contrasti tra superpotenze o problemi insolubili come lo stoccaggio di sostanze altamente radioattive e altri ancora, ma ha indubbiamente aperto la via alla produzione di altre forme di energia che potenzialmente ci possono garantire un futuro più agevole.

L’avvio della reazione a catena controllata fu salutata con un brindisi, il fiasco di Chianti aperto nell’occasione è conservato nel museo del FermiLab a Batavia, vicino Chicago.

Nel 1943 la pila di Fermi è stata trasferita nell’Argonne National Laboratory, a Sud-Ovest di Chicago, dove nel 1956 è stata sepolta.

Una pietra ne indica il luogo di sepoltura.

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