Saturday, 23 Feb 2019

Trapianto di testa: perché non si è più fatto?

Ricordate Valery Spiridonov, il russo affetto dalla rara sindrome genetica di Werdnig-Hoffman che si era offerto volontario per sottoporsi all’intervento sperimentale di trapianto della testa (o, per meglio dire, di corpo) proposto dal neurochirurgo italiano Sergio Canavero che, impossibilitato a portare avanti i suoi studi in occidente perché ritenuti poco etici, si è trasferito in Cina dove i suoi esperimenti sono consentiti.

Poco più di un anno fa, Canavero annunciò di essere pronto per effettuare il trapianto sull’uomo, dopo avere effettuato diversi test su topi, una scimmia ed infine tra due cadaveri. A quanto è dato sapere, gli interventi di prova effettuati dal neurochirurgo italiano si erano limitati a trasferire la testa di alcuni topi su altri topi e da una scimmia su un’altra scimmia, mantenendola a 15 gradi sotto zero durante l’intervento per prevenire i danni cerebrali.

Gli interventi, però, si erano limitati a ricollegare i fasci muscolari ed i vasi principali per ristabilire la circolazione cerebrale. Solo nell’intervento di trapianto della testa tra due cadaveri si era proceduto, con successo a quanto aveva riferito all’epoca Canavero, al tentativo di riallacciare il cordone midollare, senza il quale la testa, anche in caso di sopravvivenza, sarebbe rimasta su un corpo privo di collegamenti nervosi con il cervello e, quindi, paralizzato.

Secondo quanto annunciato all’epoca, il passo successivo, che si sarebbe dovuto compiere nel giro di pochi mesi, sarebbe stato il trapianto della testa da un uomo vivente al corpo di un paziente colpito da morte cerebrale; Valery Spiridonov, un giovane russo oggi trentatreenne, affetto dalla sindrome di Werdnig-Hoffman, una rarissima malattia genetica che provoca una particolare forma di atrofia spinale per cui i muscoli non riescono a sostenere il peso del corpo, si era offerto volontario per sottoporsi all’intervento, nella speranza di ritrovarsi a poter fruire di un corpo sano.

Giunto al dunque, però, Spiridonov, forse anche grazie al fatto di aver nel frattempo trovato l’amore con una bellissima compaesana, Anastasia, si è tirato indietro, spaventato dal fatto che il neurochirurgo non poteva garantirgli non solo la buona riuscita dell’intervento ma nemmeno la certezza della sopravvivenza.

Spiridonov, a quel punto, ha chiesto al chirurgo di rendere più trasparenti le sue procedure affinché altri medici potessero valutare e capire l’efficacia del suo metodo, cosa che Canavero non ha voluto o potuto fare.

Non mi pento del fatto che Canavero non abbia raggiunto l’obiettivo finale – o l’abbia raggiunto, e abbia fallito“, ha detto Spiridonov al quotidiano russo Komsomolskaya Pravda.

Per lui era solo una normale procedura sperimentale ma mancava completamente di trasparenza“, ha detto. “Tutti avrebbero potuto beneficiare delle informazioni sull’intervento nel caso qualcosa fosse andato storto, per capire come e perché.”

Spiridonov, che oggi vive negli Stati Uniti ed ha un figlio, ha concluso dichiarando che “mi si è levato un peso dal cuore, ho dato due anni della mia vita a questo progetto e sarò felice di vederlo realizzato [ su qualcun altro].”

Nessuna dichiarazione è trapelata dall’entourage di Sergio Canavero a commento delle dichiarazioni di Spiridonov.

 

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