Monday, 22 Apr 2019

Luci su Phoenix

di Oliver Melis

Il 21 aprile 2008, luci misteriose si librarono su Phoenix, in Arizona. Poco dopo le otto, centinaia di residenti avevano chiamato la polizia e i mezzi di informazione locali per segnalare quattro luci rosse brillanti che si libravano silenziose sulla città. Dopo un po’, le luci cambiarono configurazione, cambiando da triangolare a rettangolare, per poi scomparire una alla volta.
L’Air Force non aveva nessuna spiegazione per le luci, e i controllori del traffico aereo dissero che qualsiasi cosa stesse causando le luci non veniva captato dal radar.

Cos’erano quelle luci? Ovviamente l’esperienza non insegna e troppi hanno la memoria corta quindi le spiegazioni più bizzarre prendono piede, immediatamente si parlò di UFO, di esseri extraterrestri che sorvolavano Phoenix. Come troppo spesso succede, soprattutto ai tempi di internet le luci vennero trasformate in un fenomeno mediatico.

Ma come sappiamo, le bugie hanno le gambe corte e il caso UFO di Phoenix prese una strana piega pochi giorni dopo, quando una stazione televisiva locale trasmise una sorprendente confessione da un imbroglione anonimo: aveva creato le luci UFO usando razzi stradali legati a palloni di elio, lanciandoli a distanza di un minuto l’uno dall’altro.

La confessione, come normale che sia, non convinse del tutto le persone, soprattutto quella frangia di cospirazionisti che non si accontentavano certamente di una confessione cosi banale.
Ma una confessione non basta comunque a svelare un mistero, soprattutto se di fonte anonima e sprovvista di evidenze fisiche.

In questo caso, tuttavia, le luci di Phoenix erano davvero una bufala.

1) La formazione delle luci è coerente con oggetti in movimento indipendente, non con luci fisse su un aereo. Si levarono in aria insieme, rimasero più o meno della stessa formazione mentre erano nelle stesse correnti d’aria, poi si allontanarono mentre guadagnavano quota. Inoltre, le luci misteriose si spostavano verso est, nella stessa direzione del vento.
2) I controllori del traffico aereo hanno riferito che nulla è apparso sul loro radar. Se le luci fossero l’unica parte visibile di una nave spaziale metallica o di un aeroplano, sarebbero state chiaramente sul radar. Tuttavia, gli “UFO” costituiti da palloncini, razzi di segnalazione e qualche lenza sarebbero del tutto invisibili ai radar.
3) Il modo in cui le luci sono scomparse rafforza la teoria della bufala. Le luci non si sono mosse ad alta velocità, come ci si aspetterebbe da un aereo. Né tutte le luci improvvisamente e misteriosamente scompaiono, i testimoni oculari hanno riferito che le luci rimasero visibili tra i 15 e i 30 minuti, fino a quando non scomparvero una alla volta. Questo è esattamente lo schema che ci aspetteremmo di vedere dai razzi che sono stati accesi (e lanciati) in sequenza, proprio come ha raccontato l’anonimo “colpevole”.
4) Uno dei vicini del burlone, un certo signor Mailo, vide in realtà che l’imbroglione lanciava palloni di elio e bengala. Mailo ha detto che i bengala sono stati accesi verso le 8 di sera, poco prima che le luci degli UFO fossero avvistate per la prima volta.

Così vengono spiegate le misteriose luci di Phoenix del 2008. Qualsiasi oggetto visto nel cielo, specialmente di notte, può essere molto difficile da identificare, e non c’è da meravigliarsi se le luci hanno lasciato perplesse molte persone, anche se, come dicevamo prima, le persone hanno la memoria corta e non era la prima volta che a Phoenix accadeva un fatto simile, altre luci comparvero nel 1997 e vennero segnalate da centinaia di persone.

In quell’occasione, i militari avevano lanciato dei razzi su un campo di prova, anche se molti appassionati di UFO respinsero quella spiegazione come parte di un tentativo di insabbiamento da parte dei militari, ma questa è una storia ricorrente nella casistica Ufologica.

Le luci di Phoenix del 2008 insegnano quanto sia facile ingannare il pubblico e creare confusione nei media. Bastano pochi palloncini e bengala, un po ‘di tempo libero e il gioco è fatto.

Fonte: Livescience.com; Wikipedia

Share
Potresti trovare interessanti
Share
Share
error: Content is protected !!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: