Saturday, 23 Mar 2019

Contattismo: the Straith letter

di Oliver Melis

Chi tra gli amanti dell’ufologia non conosce George Adamski?
Egli fu una delle figure più famose tra i contattisti, categoria che ha visto dagli anni 50 ad oggi, diversi personaggi affermare con assoluta certezza di essere in contatto con esseri provenienti da altri pianeti del nostro sistema solare o da altri sistemi stellari.

I contattisti sono figure che tanti ufologi hanno cercato di collocare nel variegato mondo degli UFO ma che spesso, per le incongruenze che hanno raccontato sono finiti nella polvere, rimanendo però nell’immaginario collettivo.
Per noi che abbiamo una visione diversa dell’ufologia, i contattisti restano personaggi sui generis e Adamski in particolare, rimane comunque una figura di riferimento, famigerata per molti, più che famosa, per capire come ci si relazionava con il fenomeno ufologico a partire già dagli anni 40.

Adamski entra in quel mondo misterioso e a volte fatato nel 1952 e ne esce, almeno fisicamente, nel 1965 anno della sua morte ma entrando negli annali ufologici che lo vedono come una figura di spicco che raccontò nei suoi libri e nelle tante conferenze in giro per il mondo, i suoi incontri con gli extraterrestri.

I “fratelli dello spazio” venusiani, marziani e saturniani che lui raccontava essere in contatto con il genere umano per guidarne l’evoluzione soprattutto spirituale, affermando che anche alti funzionari governativi, loro stessi in contatto con i fratelli cosmici, sapevano segretamente che egli ( Adamski) diceva la verità.

Adamski, un giorno imprecisato del dicembre del 1957, ricevette una lettera scritta su carta intestata della cancelleria del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti con un timbro del dipartimento e un timbro postale di Washington, DC. Firmato da “RE Straith, Commissione per lo scambio culturale“, che affermava: “Cultural Exchange Committee,” it stated, “The Department has on file a great deal of confirmatory evidence bearing out your own claims… While certainly the Department cannot publicly confirm your experiences, it can, I believe, with propriety, encourage your work.” (“Il Dipartimento ha in archivio una grande quantità di prove di conferma che portano avanti le sue affermazioni… Mentre certamente il Dipartimento non può confermare pubblicamente le sue esperienze, può, credo con correttezza, incoraggiare il suo lavoro.”)

La lettera di Straith elettrizzò i seguaci di Adamski che accusarono il dipartimento di nascondere la verità, quando il dipartimento negò ripetutamente, di sapere qualcosa a proposito di un “RE Straith” o di un “Comitato per lo scambio culturale“.
il misterioso Straith si dimostrò inafferrabile nonostante i ripetuti sforzi di rintracciarlo ed i sostenitori di Adamski non riuscirono mai a capire chi fosse o dove si nascondesse. Imperterriti, costoro alla fine conclusero che la sua commissione doveva essere così altamente classificata che il governo non avrebbe mai ammesso la sua esistenza.

I tanti ufologi scettici sulle affermazioni di George Adamski si dissero ripetutamente sicuri che la lettera fosse un falso, forse, come sospettava l’analista Lonzo Dove, composta con la macchina da scrivere di Gray Barker, un editore di storie sui dischi volanti e burlone.
Quando Dove presentò un articolo sull’argomento al redattore di Saucer News, Jim Moseley, questi lo respinse per il fatto che Lonzo Dove non aveva dimostrato le sue convinzioni.

Anni dopo la morte di Barker, nel dicembre 1984, Moseley confessò che lui e Barker avevano scritto la lettera sulla carta intestata ufficiale fornita da un amico di Barker, un giovane con un parente alle dipendenze del governo.

Fonte: howstuffworks.com

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