Le sonde Van Allen della NASA iniziano la fase finale dell’esplorazione delle fasce omonime

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Due veicoli spaziali NASA, hanno orbitato intorno alla Terra negli ultimi sei anni e mezzo, volando ripetutamente attraverso una zona pericolosa ricca di particelle cariche posta intorno al nostro pianeta, chiamata fasce di radiazioni di Van Allen. Le due sonde Van Allen, lanciate nell’agosto 2012, hanno confermato teorie scientifiche e hanno rivelato nuove strutture e processi che operano in queste regioni dinamiche. Ora stanno iniziando la fase finale della loro esplorazione.

Il 12 febbraio 2019, una delle due sonde Van Allen inizierà una serie di manovre che la porterà a cambiare la sua orbita per abbassare il suo perigeo, che scenderà da circa 375 miglia a circa 190 miglia, un cambiamento che posizionerà il veicolo spaziale per un eventuale rientro nell’atmosfera terrestre tra circa 15 anni.

Affinché le sonde Van Allen possano avere un rientro controllato entro un ragionevole lasso di tempo, dobbiamo abbassare il perigeo“, ha spiegato Nelli Mosavi, project manager dei Van Allen Probes presso il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory, o APL, in Laurel, nel Maryland. “Alla nuova altitudine, la resistenza aerodinamica farà cadere i satelliti e alla fine li brucerà nell’atmosfera superiore. La nostra missione è quella di ottenere grandi dati scientifici, e anche di evitare di lasciare altri detriti spaziali in orbita.

L’altra sonda effettuerà la stessa operazione a marzo.

Le sonde di Van Allen hanno trascorso la maggior parte della loro missione in orbite che le hanno mantenute all’interno delle fasce di Van Allen, con lo scopo di studiarne le radiazioni. Le fasce di Van Allen sono delle bande a forma di ciambella costituite da particelle energizzate da protoni ed elettroni, intrappolate nel campo magnetico terrestre. Queste particelle, che si muovono velocemente, generano radiazioni che possono interferire con l’elettronica satellitare e potrebbero anche rappresentare una minaccia per gli astronauti che le attraversassero durante i viaggi interplanetari. La forma, la dimensione e l’intensità delle fasce radioattive cambia in funzione dell’attività solare, il che rende difficile prevedere il loro stato.

Originariamente designata come una missione di due anni, basata su previsioni che nessun veicolo spaziale potesse operare molto più a lungo di quello nelle dure condizioni ambientali delle fasce, questi veicoli spaziali si sono rivelati più resistenti del previsto e hanno operato senza incidenti dal 2012 e continuano a consentire scoperte fondamentali sulle fasce di Van Allen.

La missione svolta dalle due sonde ha permesso di caratterizzare le cinture di radiazioni e fornirci le informazioni complete necessarie a dedurre ciò che sta accadendo in esse“, ha spiegato David Sibeck, scienziato del Goddard Space Flight della NASA. “La lunga sopravvivenza stessa di questi veicoli spaziali, con tutti gli strumenti ancora praticamente incolumi, costituisce un risultato importante ed una importante lezione su come progettare i veicoli spaziali.”

Queste due sonde ed i loro strumenti ci hanno fornito incredibili informazioni sull’operatività dei veicoli spaziali in un ambiente ad alto tasso di radiazioni“, ha concluso Mosavi.

Ulteriori informazioni su ciò che le sonde di Van Allen hanno realizzato dal 2012.

Per ulteriori informazioni sulle sonde Van Allen: nasa.gov/vanallenprobes