Inventato un nuovo alfabeto genetico ad 8 basi invece che 4

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Il DNA, o codice genetico, che conoscevamo fino ad oggi è codificato con quattro lettere o basi. Un gruppo di scienziati ha riferito di essere riuscito a raddoppiare l’alfabeto genetico creando un sistema con otto basi che non esistono in natura e che potrebbero contenere indizi sul potenziale per la vita in altre parti dell’universo.

Il DNA naturale è spiegato con quattro lettere diverse: A, C, G e T. Queste sono le iniziali degli aminoacidi Adenina, Citosina, Guanina e Timina. Steven A. Benner e colleghi sarebbero riusciti a costruire il DNA con otto basi, riporta Science,  quattro naturali e quattro non naturali. Hanno chiamato il loro nuovo sistema Hachimoji DNA (hachi è giapponese per otto, moji per lettera).

Possiamo fare tutto ciò che è necessario per la vita“, ha detto Benner, un genetista della Fondazione per l’Evoluzione Molecolare Applicata. Le quattro nuove basi si adattano perfettamente alla doppia elica del DNA, e gli enzimi possono leggerle facilmente come basi naturali, al fine di creare molecole.

Il DNA di Hachimoji potrebbe avere molte applicazioni, per esempio potrebbe essere utilizzato per creare un modo molto più duraturo di archiviare dati digitali che potrebbero durare per secoli, come riporta Carl Zimmer nel New York Times. “Utilizzata in questo modo potrebbe essere una scoperta enorme“, ha commentato il dott. Nicholas V. Hud, un biochimico del Georgia Institute of Technology che non era coinvolto nella ricerca.

Questa scoperta solleva anche una profonda domanda sulla natura della vita altrove nell’universo, rendendo reale la possibilità che il DNA a quattro basi non sia l’unico modo in cui la biochimica può creare la vita.

Oltre alle sue implicazioni per l’archiviazione digitale, l’Hachimoji DNA offre anche alcune interessanti implicazioni sulla vita stessa, scrive Zimmer.
Gli scienziati si sono chiesti a lungo se il nostro DNA si sia evoluto solo su quattro basi perché sono le uniche che possono partecipare alla costruzione genetica. Questa scoperta potrà dimostrarci che la vita avrebbe potuto prendere una strada diversa?

Fonti: New York Times e Science