Sunday, 21 Apr 2019

Oloron, Gaillac e Firenze, dove cadde la bambagia silicea

di Oliver Melis

Cieli di Oloron, Francia.
Nel primo pomeriggio del 17 ottobre 1952, secondo uno dei tanti testimoni, il sovrintendente del liceo Jean-Yves Prigent, apparve una “nuvola di cotone di strana forma… Sopra di essa, un cilindro stretto, inclinato di 45 gradi, si stava muovendo lentamente in linea retta verso sud-ovest… Una specie di pennacchio di fumo bianco sembrava sfuggire dalla sua estremità superiore.

Di fronte a questo “cilindro” c’erano 30 oggetti più piccoli che, visti attraverso gli occhiali da teatro, si rivelarono essere sfere rosse, ciascuna circondata da un anello giallo. “Questi dischi volantisi muovevano a coppie“, disse Prigent, “seguendo un sentiero spezzato caratterizzato in generale da zigzag rapidi e corti: quando due piattini si allontanavano l’uno dall’altro, veniva prodotta una striscia biancastra, come un arco elettrico.”  Le strisce biancastre iniziarono a precipitare verso il terreno avvolgendosi attorno a cavi telefonici, rami di alberi e tetti. Quando questo materiale veniva raccolto e arrotolato, si trasformava in una sostanza gelatinosa per poi svanire. Un uomo, che aveva osservato l’episodio da un ponte, sostenne che il materiale cadde su di lui, e fu in grado di liberarsi da esso tagliandolo con le dita.

I filamenti, uno di questi lungo circa 10 metri, lasciati cadere dai misteriosi oggetti volanti sulla campagna assomigliavano a lana o nylon. L’aspetto era di piccoli batuffoli, che divenivano rapidamente gelatinosi, per poi sublimarsi o dissolversi. Alcuni insegnanti del liceo ne raccolsero molti e diedero loro fuoco; i reperti ardevano come cellophane. II professore di scienze, Poulet, tento’ di fame l’analisi, ma non ci riuscì in quanto i filamenti, una volta raccolti, sublimavano e, nel giro di pochi secondi, svanivano del tutto.

Dieci giorni dopo un fatto analogo accadde a Gaillac, una cittadina sulle rive del Tarn, nella Francia sudoccidentale. Un centinaio di testimoni assistettero esattamente allo stesso spettacolo che si era presentato ai numerosi cittadini di Loron. Medesima la forma del grande UFO con il pennacchio di fumo, identico il tipo di progressione verso sud est in mezzo ad una ventina di dischi scintillanti, in formazione a coppie e con volo rapido a zig-zag. Unica differenza: alcuni dischi accoppiati scesero molto in basso, ad una quota stimata intorno ai 300-400 metri.

L’avvistamento duro’ circa 20 minuti, poi il sigaro ed i dischi scomparvero all’orizzonte, lasciandosi dietro, come nel caso precedente, una caduta di fili bianchi, che si protrasse anche dopo la sparizione degli oggetti volanti.  Gli abitanti di Gaillac raccolsero molti filamenti ed osservarono come somigliassero a lana di vetro e, come era accaduto ad Oloron, gli strani fili, dopo un certo periodo di tempo, diventarono gelatinosi, sublimarono e quindi scomparvero del tutto. Nessuno, come a Oloron, ebbe l’accortezza di porne qualcuno in contenitori ermetici per conservarne il gas o comunque consentirne un’ analisi chimica.

Due anni dopo, accadde qualcosa di simile anche in Italia, a Firenze per la precisione. Abbiamo già parlato di quel caso che è per certi versi molto simile al caso di Oloron e Gailac. A Firenze alcune migliaia di persone si trovavano allo stadio comunale Giovanni Berta (ora stadio Artemio Franchi) di Firenze per assistere alla partita Fiorentina – Pistoiese. Poco dopo l’inizio del secondo tempo, attorno alle 15.27, gli spettatori però cominciarono a distogliere l’attenzione dalla partita e a rivolgere lo sguardo verso il cielo: due misteriosi UFO si inseguivano ad alta quota. L’arbitro sospese la partita per qualche minuto e così anche i giocatori rimasero a guardare stupiti quello spettacolo inatteso. Dopo qualche minuto i due UFO si allontanarono verso sud e la partita riprese.

Come a Oloron e Gailac misteriosi fiocchi biancastri simili a bambagia cominciarono a cadere dal cielo e mostravano la stessa caratteristica bizzarra: si disgregavano durante la caduta. Uno studente universitario, Alfredo Iacopozzi, fu testimone della caduta di quella che fu poi definita come la bambagia silicea. Iacopozzi ne raccolse dei frammenti che, insieme ad altri campioni raccolti circa un’ora prima a Sesto Fiorentino, furono inviati all’Istituto di Chimica Analitica dell’Università e analizzati dal Professor Giovanni Canneri. Il verdetto fu:
Sostanza a struttura fibrosa, con notevole resistenza meccanica alla trazione e alla torsione. Al riscaldamento imbrunisce lasciando un residuo fusibile e trasparente. Il residuo fusibile spettograficamente mostra contenere prevalentemente: Boro, Silicio, Calcio e Magnesio. Sostanza a struttura macromolecolare probabilmente filiforme. In linea puramente ipotetica, la sostanza esaminata nella scala microchimica potrebbe essere: un vetro borosilicico.
Il direttore dell’istituto, Professor Giovanni Canneri.

Che cosa cadde dai cieli francesi e italiani, quindi, in quelle diverse occasioni?

Si trattava, come ipotizzato da qualcuno, dei filamenti che i ragni migratori utilizzano proprio in quella stagione per la loro migrazioni? Probabilmente no, visto che i filamenti prodotti dai ragni non hanno gli elementi osservati da Canneri, forse si tratta, come per il caso di Firenze, della sostanza rilasciata dagli aerei militari che ha tutte le caratteristiche della bambagia silicea sia dal punto di vista chimico che della sua modifica di stato durante la caduta, si chiama chaff.

Il chaff è un materiale che fu progettato per scopi militari verso la fine degli anni ‘30, come contromisura aerea per confondere i radar nemici.  Una volta disperso in forma di nuvola dall’aereo che vuole ingannare l’avversario, il chaff genera un’onda elettromagnetica di riflesso che il radar nemico visualizza come se fosse il vero bersaglio da colpire. La sua composizione chimica è assolutamente sovrapponibile a quella ottenuta da Canneri nel 1954 e inoltre il comportamento che ha è proprio quello di disgregarsi durante la caduta dal cielo e polverizzarsi al contatto, esattamente come avvenne a Firenze, a Oloron e a Gailac.

Ma se la bambagia silicea era chaff, allora gli UFO che videro migliaia di testimoni potrebbero essere stati aerei militari? Certamente sì e, anche se parrebbe strano, non è poi così difficile ed insolito che normali aerei possano venire scambiati per altro in una sorte di suggestione collettiva.

Fonte: howstuffworks; Wueryonline; Misteroufo.

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