Esplosioni atomiche su Marte?

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di Oliver Melis

Marte in passato è stato ritenuto un pianeta che aveva sviluppato una società altamente tecnologica che cercava di evitare l’estinzione portando l’acqua esistente ai poli e intrappolata sotto forma di ghiaccio verso le zone aride attraverso dei canali artificiali.

Fu l’astronomo Giovanni Schiaparelli, dopo una serie di osservazioni effettuate dal 1877 al 1888 nell’Osservatorio astronomico di Brera, a ipotizzare che Marte fosse disseminato di una fitta rete di canali. Schiapparelli, però, non sostenne mai che fossero artificiali. L’equivoco nacque a causa di un errore di traduzione dei suoi lavori dall’italiano all’inglese, venne infatti usato il termine “canal” (canale artificiale) al posto del più consono “channel”. Oggi sappiamo che si trattava di mere illusioni ottiche.

Marte, agli occhi dei sostenitori delle ipotesi cospirative secondo le quali la NASA nasconderebbe le scoperte effettuate, negli anni ha continuato a rivelare sorprese, facce, mura, città, statue, foreste e cupole ne occuperebbero il suolo per la gioia dei tanti appassionati cultori del complotto ordito dalla NASA che ci nasconderebbe tanti segreti celando una lampante verità.

Diversi “ricercatori indipendenti” sostengono che le immagini della superficie di Marte sembrano raffigurare strutture che sembrano essere state distrutte e coperte di polvere. Secondo il Dr. John Brandenburg, queste immagini racconterebbero che in passato due antiche civiltà marziane furono annientate da esseri alieni usando armi nucleari. Brandenburg ha descritto nel suo libro intitolato “La morte su Marte” le sue teorie. Lo scrittore aveva teorizzato in precedenza che il colore rosso di Marte e le sostanze radioattive nel suo suolo sono il risultato di un’esplosione termonucleare causata da un ipotetico reattore nucleare naturale. Ora aggiunge che “l’alta concentrazione” di Xenon-129 nell’atmosfera marziana e l’uranio e il torio sulla superficie sono ciò che resta di due esplosioni nucleari, molto probabilmente innescate da invasori alieni.”

Brandenburg crede che Marte avesse un clima simile a quello terrestre e che fosse abitato da due civiltà: una in una regione chiamata Cydonia Mensa e un’altra a Galaxias Chaos. Lo scienziato è arrivato a queste conclusioni analizzando i dati dell’Orbiter Mars Odyssey del 2001, che portava a bordo uno spettrometro a raggi gamma, Brandenburg osservò una concentrazione locale di uranio radioattivo, torio e potassio in due aree specifiche su Marte.

La sua prima idea fu che ci fosse almeno un reattore nucleare naturale su Marte, analogo a quello scoperto in Gabon nel 1972. Alla Conferenza sulla Scienza Lunare e Planetaria del 2011 pubblicò i risultati. Più tardi, propose che il rapporto elevato tra 129 Xenon e 132 Xenon nell’atmosfera di Marte potesse essere spiegato solo come la firma di un’arma nucleare. Egli suggeri che massicce esplosioni si verificarono nell’area del Mare Acidalium a circa 50 ° N 30 ° O, vicino a Cydonia Mensa e in Utopia Planum a circa 50 ° N 120 ° O vicino a Galaxias Chaos, sostenendo che entrambi sono luoghi ricchi di possibili reperti archeologici.

Questa idea è stata contestata da astronomi e altri scienziati che hanno dimostrato che esiste un’altra spiegazione più probabile e più banale per gli isotopi dello xeno osservati.

Nel dicembre 2014 Brandenburg ha anche scritto: “il terreno vetrificato, inciso con acido, è stato trovato nei siti di entrambe le ipotetiche esplosioni, ma da nessun’altra parte su Marte. Questo minerale ricorda la “trinitite”, il vetro fuso trovato nel sito delle esplosioni nucleari. Quindi ritengo che la mia ipotesi sia supportata da nuovi dati.”

Brandenburg ha citato un articolo di Horgan & Bell di Geology 2011 ma l’articolo non offre alcun supporto alla sua tesi. Horgan & Bell riportano notizia di un vetro vulcanico molto diffuso e non menzionano nemmeno la trinitite. L’intero emisfero nord di Marte mostra prove del passato vulcanismo e non c’è niente di speciale nelle due aree su cui Brandenburg si concentra.
Le sue osservazioni non sono state accettate da riviste peer-reviewed.

Fonte: Mysteriousuniverse.org; Wikipedia