La Casa Bianca ha ordinato alla NASA di tornare sulla Luna entro il 2024… Elon Musk propone di usare la Starship

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Pochi giorni fa, poco prima di una riunione del National Space Council a Huntsville, in Alabama, il vicepresidente Pence ha fatto un discorso per esortare la NASA a tornare sulla Luna. È qualcosa che è già stato detto prima, così tante volte nel corso così tante amministrazioni, ma questa volta, invece di una data obiettivo vaga di dieci o venti anni nel futuro, ha fissato una data specifica, una che è, per essere sinceri, molto vicina: il 2024.

L’amministrazione Trump sembra effettivamente decisa a lasciare nuove impronte umane umane sulla Luna entro cinque anni, ma è possibile?

Molto dipende dal congresso e dai fondi che concederà alla NASA per conseguire il nuovo obbiettivo. Si, perché il grosso problema qui è il denaro. Sappiamo che il programma Apollo, voluto dal presidente Kennedy, portò l’uomo sulla Luna nel giro di sei anni partendo praticamente da zero ma a prezzo di spese enormi (all’epoca la NASA godeva di un budget pari al 4% del PIL statunitense, contro lo 0,4% scarso degli anni 2000). Oggi, in effetti, il punto di partenza sarebbe un bel po’ più avanti dal punto di vista tecnologico ma le spese sarebbero comunque ingentissime. 

In effetti, oggi la NASA dispone di una capsula spaziale, l’Orion, quasi pronta ma non ha un lanciatore in grado di inviarla sulla Luna. l’SLS, infatti, ha accumulato ingenti ritardi (oltre che spese impreviste per quasi 15 miliardi di dollari) e difficilmente riuscirà a volare entro il 2021.

Lancio di SLS

Impressione d’artista che rappresenta il lancio di SLS con una capsula di Orion. Credito: NASA / MSFC

Un volo dell’SLS spostato così avanti nel tempo non lascerebbe molto spazio ai test e ai voli di prova per potersi affidare ad un mezzo poco collaudato per l’invio di un equipaggio umano fino alla Luna e ritorno. Due settimane fa, l’amministratore della NASA Jim Bridenstine, ha detto in un discorso clamoroso che la NASA potrebbe decidere di utilizzare i razzi commerciali (ovvero un Delta IV Heavy o Falcon Heavy) per inviare la capsula Orion priva di equipaggio in una missione circumlunare prevista per il prossimo anno.

Ma questo costa soldi. L’Orion non è come il seggiolino per auto di un bambino che si può semplicemente scambiare da un’auto all’altra; si deve lavorare molto per modificare la capsula e renderla compatibile con un altro lanciatore. Ciò richiede tempo e costa denaro. Il discorso di ieri di Pence ha fatto eco alle parole di Brindestine, che ha affermato che se SLS non sarà pronto in tempo, potranno essere utilizzati i razzi commerciali.

Ok, potrebbero aumentare i fondi e obbligare Boeing e Lockeed-Martin ad accelerare i tempi oppure potrebbero immediatamente iniziare ad adattare l’Orion ad un lanciatore commerciale e potrebbero farcela, ma… Anche se mandano la capsula intorno alla Luna, al momento non è disponibile nemmeno un lander lunare… Il bando di gara per progettarne uno è in corso e non saranno prese decisioni prima della fine dell’estate. Ancora non basta, però.

Servono tute spaziali apposite per sbarcare sulla Luna e anche queste sono ancora in fase di progettazioneNon è ancora disponibile un rover e nemmeno molte attrezzature… Insomma, una missione sulla superficie lunare dovrebbe essere progettata completamente da zero, o quasi.

Un precedente annuncio della NASA indicava il 2028 per un nuovo atterraggio umano sulla Luna, anticiparlo di diversi anni metterebbe molta pressione sulla NASA e sui suoi appaltatori per ottenere questo risultato. Per rispettare la scadenza di Pence, ci sarebbero solo 5 anni per completare progettazione e realizzazione e collaudo di tutto il necessario. Insomma, uno sforzo enorme in tempo, denaro e manodopera.

Certo, disponendo di denaro sufficiente nulla è impossibile ma vale la pena fare uno sforzo simile solo per replicare il programma Apollo? Piantare nuovamente una bandiera e tornare a casa?

Messe così le cose il rischio che accada proprio questo è forte.

A questo punto, però, potrebbe entrare in gioco l’imprenditore più geniale e visionario di questo secolo: Elon Musk.

Il geniale miliardario fondatore di Tesla e SpaceX ha dichiarato che la sua compagnia potrebbe inviare esseri umani sulla superficie della luna in soli cinque anni. L’astronave “Starship” in fase di sviluppo presso lo stabilimento di assemblaggio e test di Boca Chica in Texas, è progettata per inviare i primi umani sulla superficie di Marte. Musk crede che sia possibile che la stessa nave possa essere protagonista del ritorno dell’uomo sul suo satellite naturale. Non a caso, SpaceX ha già in programma un viaggio turistico circumlunare della starship nel 2023.

Penso di sì“, Musk ha scritto su Twitter in risposta a una domanda da un account chiamato “Everyday Astronaut“. “Sicuramente varrebbe la pena giocarci le nostre migliori carte! Sarebbe bello se ci fosse un programma commerciale competitivo finalizzato a costruire una base lunare orientato ai risultati, in modo tale da ottenere i pagamenti solo per la consegna sicura del carico. “

La domanda è arrivata durante una discussione sulla dichiarazione di Mike Pence secondo cui gli Stati Uniti manderanno esseri umani sulla luna entro cinque anni. Sarebbe molto stimolante per l’umanità vedere gli uomini tornare sulla luna!” Ha scritto Musk.

L’ultima volta che un essere umano ha messo piede sulla luna fu nel 1972. Il ritorno degli USA sulla Luna è stato subito definito tra gli obiettivi della presidenza Trump, che ha emesso una direttiva specifica nel dicembre 2017 in cui si ordinava alla NASA il ritorno sulla luna per poi puntare su Marte.

La Starship

La nave spaziale Starship è progettata per poter svolgere una moltitudine di missioni, dai viaggi nello spazio profondo agli atterraggi su lune e pianeti. Al momento è stata costruita una versione sperimentale “Hopper” per testarne l’aerodinamica ed altre caratteristiche per il volo atmosferico. È prevista la realizzazione di un prototipo orbitale per il 2020. Secondo il progetto di Musk, nel 2023 dovrebbe avvenire un volo turistico, già interamente prenotato dal miliardario giapponese Yusaku Maezawa e un gruppo di sei-otto artisti, che effettuerà alcune orbite lunari. Per il 2024 erano previsti già i primi voli automatici verso Marte ma, recentemente, Musk ha affermato la necessità di creare prima una base lunare da utilizzare come base di partenza per Marte

La dichiarazione di Pence relativa al ritorno sulla Luna entro il 2024 è stata accolta con la rassicurazione dall’amministratore della NASA, Jim Bridenstine, il quale ha affermato che la NASA farà tutto il possibile per raggiungere questo obiettivo. Gli esperti, però, sono piuttosto scettici sul fatto che l’SLS possa essere pronto in tempo.

Insomma, sarà difficile, molto difficile riuscire a rispettare la scadenza imposta da Pence con l’SLS ma anche con il supporto di SpaceX resta un obbiettivo non sarà facile.

È anche vero che l’America potrebbe decidere di far appello al proprio orgoglio nazionale perché, al momento, molti pensano che i prossimi esploratori che metteranno piede sulla Luna non saranno né della NASA nè di SpaceX: in un evento organizzato da Morgan Stanley a New York nel dicembre 2018, 10 dei 12 rappresentanti dell’industria spaziale presenti hanno previsto che la Cina sarà il prossimo paese a visitare la luna con propri astronauti.