Mercoledì 10 aprile L’European Southern Observatory farà un annuncio rivoluzionario

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L’European Southern Observatory ha appena rivelato che la prossima settimana verrà effettuato un importantissimo annuncio. Non sono state rilasciate anticipazioni ma, sulla base di alcune indiscrezioni, sembra che il mondo stia per vedere finalmente la prima foto in assoluto dell’orizzonte degli eventi di un buco nero .

Ovviamente, non lo sapremo per certo fino alla conferenza stampa, che cercheremo di coprire con una diretta sul nostro sito. Sembra, però, proprio che il 10 aprile alle 15.00 i ricercatori dell’ESO presenteranno i primi risultati ottenuti dall’Event Horizon Telescope“.

Per anni, l’Event Horizon Telescope ha studiato il cuore della Via Lattea, cercando di ottenere una foto della posizione di Sagittario A *, il buco nero supermassiccio che si trova al centro della nostra galassia. Non è un’impresa da poco: i buchi neri stessi sono, per definizione, invisibili – poiché assorbono tutte le radiazioni elettromagnetiche, il che significa che nessuno dei nostri telescopi – radio, raggi X, ottica, raggi gamma – può rilevarli.

Ecco perché non ne abbiamo mai visto uno.

Ma vedere l’orizzonte degli eventiil punto al di fuori di un buco nero nel quale la luce non può più raggiungere la velocità di fuga – è teoricamente possibile, anche se non facile. Lo spazio-tempo attorno a un buco nero è strano; inoltre, Sgr A * è avvolto da una fitta nuvola di polvere e gas. I telescopi di tutto il mondo hanno trasformato la loro capacità combinata nel compito, generando così tanti dati che l’unico modo per trasportarli era su dischi rigidi inviati su aerei per permettere ai ricercatori di analizzarli nel loro complesso.

A quanto pare, ora qualcosa è finalmente pronto. Il 10 aprile 2019, alle 15:00 CEST (13:00 UTC, 9:00 EST), la Commissione europea, il Consiglio europeo della ricerca e il progetto Event Horizon Telescope (EHT) presenteranno risultati che definiscono come “rivoluzionari”.

L’evento sarà trasmesso in streaming su YouTube, a questo indirizzo. Reccom Magazine seguirà la live sperando di poter condividere con i suoi lettori un evento senza precedenti. Sarà davvero un evento storico.

L’orizzonte degli eventi è un concetto collegato ai buchi neri, una previsione della relatività generale. È definito come la superficie limite oltre la quale nessun evento può influenzare un osservatore esterno.

Secondo la teoria della relatività, lo spazio e il tempo formano un unico complesso con quattro dimensioni reali (detto spazio-tempo), il quale è deformato dalla presenza di massa (o di energia).

Secondo una definizione data da Roger Penrose, l‘orizzonte degli eventi in un buco nero è una particolare superficie dello spazio-tempo che separa i posti da cui possono sfuggire segnali da quelli da cui nessun segnale può sfuggire.

In una accezione molto più generale, se per “evento” si intende un fenomeno (particolare stato della realtà fisica osservabile), identificato dalle quattro coordinate spazio-temporali, un “orizzonte degli eventi” può essere definito come una regione dello spazio-tempo oltre la quale cessa di essere possibile osservare il fenomeno.

La singolarità potrebbe non essere necessaria, secondo alcune teorie di gravità quantistica (gravità quantistica a loop), che postulano lo spazio-tempo come una entità dotata di una realtà fisica, e non solo un mero concetto matematico, suddiviso in elementi discreti del diametro di una lunghezza di Planck. In altri termini, lo spazio-tempo avrebbe, secondo la suddetta teoria, un ruolo fisicamente attivo, non passivo e la sua struttura intima sarebbe costituita da veri e propri “atomi” che formerebbero una densa rete in continua evoluzione. In condizioni normali non si percepirebbe la struttura atomica dello spazio-tempo, il quale apparirebbe un continuo matematico e l’Universo sarebbe descritto dalla relatività generale, ma a distanze nell’ordine della lunghezza di Planck le cose cambierebbero radicalmente: gli effetti quantistici e gravitazionali assumerebbero intensità confrontabili. Sarebbe come se lo spazio assumesse una “personalità fisica” propria e interagisse con l’energia (massa) in modo attivo.

Alcuni dei problemi più attuali riguardanti la fisica degli orizzonti degli eventi dei buchi neri sono l’emissione della radiazione di Hawking, l’entropia dei buchi neri e altre questioni correlate, come ad esempio la fusione (merging) di buchi neri.

A livello teorico, per il secondo principio della termodinamica durante qualsiasi processo l’entropia di un sistema isolato (quale è un buco nero) deve aumentare, e nel caso di un buco nero ciò si traduce in un aumento dell’area dell’orizzonte degli eventi. Ogni volta che il buco nero “ingurgita” qualcosa, l’area dell’orizzonte degli eventi aumenta.

Molti risultati sono solo di tipo speculativo o ipotetico, considerato che, al momento, nessuno ha mai visto un buco nero. Quelli stellari, non emettono radiazione misurabile e sono spesso avvolti da dischi di accrescimento o densi aloni di materia). C’è da osservare, inoltre, che dall’interno di un buco nero non può uscire alcuna informazione che possa dire alcunché sulla sua struttura intima. Perlomeno non esiste al momento una teoria di riferimento ben consolidata e suffragata da dati osservativi. Un possibile candidato per una tale teoria sarebbe la gravità quantistica, la quale, andando oltre la relatività generale e, probabilmente, oltre la meccanica quantistica stessa, avrebbe l’effetto di unificarle e di trovare il quadro matematico dal quale scaturiscono entrambe.