Lo zoo galattico

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di Oliver Melis

«Se l’Universo e la nostra galassia pullulano di civiltà sviluppate, dove sono tutte quanti?»

Questo quesito attribuito a Enrico Fermi, viene utilizzato come monito alle stime più ottimistiche dell’equazione di Drake, che darebbero vita a un universo ricco di pianeti con civiltà tecnologicamente avanzate e in grado di stabilire comunicazioni radio. Inviare sonde spaziali e colonizzare altri mondi.

Il “paradosso” contrasta con chi sostiene che le stime di Drake siano corrette e l’universo pullula di vita intelligente e i dati osservativi che ad oggi non hanno ancora trovato nessun segnale lanciato da forme di vita aliena.
Nonostante la ricerca di segnali lanciati dagli alieni non abbia prodotto risultati apprezzabili, i ricercatori non si arrendono, quelli che fanno capo al METI (Messaging Extraterrestrial Intelligence) si sono riuniti a Parigi il 18 marzo scorso proponendo una possibile spiegazione alla mancata registrazione di segnali intelligenti provenienti da altre stelle che dimostrino che l’uomo non è l’unica specie oggi in grado di inviare e ricevere segnali radio verso le altre stelle.

La vita è sbocciata subito sulla Terra e supponiamo che lo faccia appena è possibile; se le condizioni iniziali sono favorevoli, la vita si sviluppa, si espande, evolve e si diversifica, questo è successo almeno una volta nel sistema solare, sulla Terra. Non sappiamo molto ma sappiamo che le stelle la fuori sono un numero enorme, anche considerando solo la nostra galassia, è statisticamente probabile che la vita sia nata e esista ora in qualche mondo lontano.

Ma non ci basta sapere che c’è la vita, cerchiamo pianeti che dopo qualche miliardo di anni abbiano dato origine a una forma di vita che arrivi a porsi la stessa domanda attribuita a Fermi, come mai nessuno risponde o chiama? Abbiamo visto in altri articoli che esistono diverse teorie sul motivo per cui non abbiamo avuto alcun contatto con gli alieni, alcuni ipotizzano che gli alieni aspettino il momento propizio per comunicare, altri invece affermano che si sono estinti e noi siamo una giovane civiltà sola nell’universo che pullula si di vita ma non di intelligenza.

A Parigi però il METI ha discusso una teoria particolare affermando che, forse, siamo in quarantena dagli extraterrestri che ci tengono isolati e sotto osservazione come se fossimo in una specie di zoo galattico. Secondo questa teoria, gli alieni eviterebbero di comunicare con noi limitandosi all’osservazione. Questa spiegazione, suggerita per la prima volta negli anni settanta è chiamata l‘ipotesi dello zoo come ha dichiarato a Forbes Florence Raulin Cerceau, del consiglio di amministrazione del METI.

Questo spiegherebbe come mai non captiamo segnali radio, gli extraterrestri infatti, essendo più progrediti di noi, vorrebbero evitare di condizionare il nostro sviluppo.

Ma come testare la teoria? In che modo possiamo far uscire gli alieni allo scoperto?

Douglas Vakoch, presidente del METI, ha una proposta: ricercare maggiormente i segnali della presenza aliena, inviando segnali più allettanti, potenti e ricchi di informazioni per fare in modo di essere più interessanti. Per gli esperti, gli alieni non intervengono a fin di bene, per non traumatizzarci.

Conoscerli potrebbe essere culturalmente disastroso, ha affermato Jean Pierre Rospars, direttore onorario dell’istitut National de la Recherche Agronomique. Nicolas Prantzos, direttore della ricerca del Centre National de la recherche scientifique, afferma che possiamo sperare di captare qualche trasmissione radio ma la cosa migliore sarebbe vederne le tracce, infatti civiltà estremamente evolute potrebbero colonizzare altri mondi.

Ma una volta scoperti saremmo in grado di riconoscerli? Gli alieni potrebbero avere una forma molto diversa di quella alla quale ci hanno abituato libri e film di fantascienza che descrivono quasi sempre esseri antropomorfi. Gli alieni potrebbero essere completamente diversi da come li immaginiamo o forse potrebbero essere cosi evoluti da non avere più un corpo ma utilizzare delle macchine. Come scriveva Arthur C. Clarke, essi stessi divennero astronavi…

L’ipotesi dello zoo resta affascinante ma forse non esiste nessuno zoo dove specie inferiori come la nostra vengono tenute segregate da quelle superiori per evitare un collasso culturale; questo indicherebbe che esistono un grande numero di civiltà molto antiche ed evolute che ci circondano ma stranamente non lasciano nessuna traccia, forse sono talmente evolute da non emettere nessun segnale? Non lo sappiamo, ma se cosi fosse ci servirebbero secoli o forse millenni per arrivare alla loro portata, la domanda rimane sempre la stessa, enunciata dal paradosso di Fermi: dove sono tutti quanti?

Fonti: Extremamente.it; Mysteriousuniverse.