Sunday, 21 Apr 2019

Lockheed Martin svela il suo progetto di lander lunare per il 2024

Per aiutare la NASA a raggiungere il suo nuovo obiettivo di raggiungere la Luna entro il 2024, l’appaltatore di lunga data Lockheed Martin ha presentato il concetto del nuovo progetto del lander che  dovrebbe portare gli astronauti da e verso la superficie lunare. L’azienda sostiene di poter essere pronta entro i prossimi cinque anni, purché vengano rese disponibili abbastanza risorse economiche.

Il veicolo presentato sarà composto da due elementi: una porzione di lander che può scendere fino al suolo e un veicolo di risalita che può sollevare gli astronauti dalla superficie della Luna. Il lander è destinato a viaggiare da e verso una nuova stazione spaziale “Lunar Gateway” che la NASA intende costruire in orbita cislunare. In pratica l’idea è che gli astronauti verranno mandati sul lunar gateway da cui, poi, scenderanno sulla superficie lunare con il lander, una porzione del quale farebbe poi da navetta di risalita.

Lockheed Martin fa sapere che la tempistica per realizzare il lander è piuttosto ristretta. “Avremo bisogno di risorse per far sì che ciò accada e dovremo lavorare in modo diverso rispetto a prima“, ha detto Lisa Callahan, vicepresidente dei programmi e direttore generale di Lockheed Martin, durante una conferenza stampa. “Ma penso che sia davvero fattibile e ne siamo davvero entusiasti“.

Un grande vantaggio di questo nuovo concetto di lander Lockheed è che la società non costruirà il veicolo completamente da zero. Molti degli elementi necessari per il veicolo derivano da Orion, la capsula su cui Lockheed sta lavorando da dieci anni. Orion, che si sta avvicinando al suo primo volo, ha lo scopo di far volare gli astronauti nello spazio profondo e, in futuro, agganciarsi con il Gateway. Alcuni degli stessi materiali e sistemi utilizzati per Orion potrebbero essere incorporati in questo nuovo lander, come molte apparecchiature interne, computer di bordo, sistemi di supporto vitale e altro ancora.

Una rappresentazione artistica della capsula dell’equipaggio Orion nello spazio – Immagine: NASA

La parte dedicata alla risalita, forse la parte più critica, utilizzerà motori derivati ​​da un componente hardware chiamato modulo di servizio Orion. Questo modulo nel progetto è un veicolo cilindrico che viaggia con Orion, fornendo potenza e supporto durante il volo. Secondo questo progetto, il veicolo di risalita avrà anche alcuni elementi che già utilizzati nei voli spaziali.

Se la programmazione annunciata da Pence resterà valida, la capsula Orion e il modulo di servizio voleranno insieme almeno due volte nello spazio prima del 2024. Al momento, un volo senza equipaggio della capsula Orion è previsto entro la fine del 2020, questa missione automatica dovrebbe arrivare fino alla Luna, orbitarle intorno per poi rientrare sulla Terra. Lockheed sostiene che questa missione permetterà alla NASA di valutare le prestazioni dei sistemi sia su Orion che sul modulo, e in ultima analisi testerà molte delle tecnologie che il lander utilizzerà.

Originariamente, il progetto della NASA mirava a completare la parte essenziale della stazione entro il 2028, per poi inviare astronauti sulla Luna.

La prima fase sarà veloce“, ha detto l’amministratore della NASA Jim Bridenstine durante un discorso allo Space Symposium. “Tutto il nostro lavoro sarà mirato per raggiungere la luna con un equipaggio entro il 2024. “

Il concetto di lander lunare di Lockheed Martin, ancorato a una versione ridotta del Gateway, insieme a Orion. – Immagine: Lockheed Martin

Secondo il nuovo progetto, la NASA dopo avere riportato un equipaggio sulla Luna potrà concentrarsi sull’ampliamento e il potenziamento del lunar gateway, destinato a diventare un vero e proprio laboratorio di ricerca in orbita cislunare, e a raggiungere la massima sostenibilità del Gateway con l’utilizzo di più veicoli riutilizzabili per andare avanti e indietro sulla superficie lunare. L’attuale progetto di lander presentato da Lockheed potrebbe essere sviluppato rapidamente, penalizzandone, però, parzialmente la riutilizzabilità, poiché la porzione di lander destinata a rimanere sulla Luna sarà, di fatto, “usa e getta“.

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