Fallstreak hole, i buchi nelle nuvole

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di Oliver Melis

Può capitare che vengano segnalate delle nubi spaventose o semplicemente strane che ad alcuni fanno pensare che qualcosa di alieno stia scendendo sulla Terra. Altri invece, non meno preoccupati segnalano la presenza di strane formazioni riconducibili forse alle fantomatiche “scie chimiche” utilizzate dai militari in operazioni di “geoingegneria clandestina”. Si tratta di fenomeni molto rari ma sicuramente affascinanti, che proprio la loro rarità vengono facilmente scambiati per manifestazioni generata da presunte astronavi aliene, un errore sicuramente più comune prima degli anni novanta, quando il fenomeno, all’epoca poco noto, attirava certamente l’attenzione e accendeva la fantasia…

Il fenomeno, infatti, viene chiamato dalla scienza “fallstreak hole” o “hole punch cloud“: Queste formazioni nuvolose nascono in strati di nuvole presenti a media o alta quota, in modo particolare negli altocumuli, ad altezze comprese tra i 2,5 Km e i 6 Km in definite condizioni di pressione.

Sono veri e propri buchi, o strappi, tra le nuvole, molto difficili e rari da osservare ma che hanno una spiegazione razionale e scientifica che nulla ha a che fare con le più note e fantasiose teorie complottiste, spesso sono anche dannose. Non è, infatti, raro che nascano bufale e allarmismi nei blog blog personali e perfino sui quotidiani di rilievo nazionale che, all’oscuro del meccanismo fisico del fenomeno, gli attribuiscono appunto significati di tutt’altro genere.

COME SI FORMANO

Queste nuvole, composte da minuscole goccioline d’acqua vicine al punto di congelamento, vengono influenzate dal passaggio di un aereo che, attraversandole, può generare squilibri di pressione e portare alla formazione di piccoli cristalli di ghiacci che fanno gelare le gocce d’acqua vicine, a questo punto una parte di nube inizia a gonfiarsi e a precipitare, lasciando dietro di sé uno “spazio vuoto” che si fa sempre più grande mano a mano che il congelamento procede.

Negli strati più alti, a bassissima temperatura (che può arrivare anche a -40°C), le goccioline restano liquide a causa della mancanza di pulviscolo che funzioni da nucleo di condensazione. Il rilascio del calore latente di passaggio di stato tra acqua e ghiaccio, riscalda l’aria al centro del buco che, a questo punto, sale verso l’alto. L’aria intorno viene quindi spinta verso il basso e riscaldandosi per compressione provoca l’evaporazione delle goccioline con formazione di un area circolare trasparente.

Si tratta di un fenomeno piuttosto inconsueto, che si può però ammirare in diverse parti del mondo. In qualche caso, il passaggio della luce del Sole nello spazio vuoto delle fallstreak hole e il fenomeno della rifrazione sui cristalli di ghiaccio, può dare vita a spettacolari arcobaleni  all’interno della nube stessa.

Non sempre i Fallstreak Hole hanno una forma circolare. È il caso registrato a Varese il giorno 25 maggio 2016, all’interno di un esteso banco di altocumuli, a 5000 metri di quota. Il fenomeno è stato fotografato da P. Valisa ed è stato riportato sul sito del Centro Geofisico Prealpino. La vastità di questo Fallstreak Hole ha permesso di osservarlo anche nelle immagini del satellite MSG che ha una risoluzione di 1.5 km. Il probabile passaggio di un aereo ha seminato la nube di nuclei di condensazione.

Fonte: www.msn.com; sciencecue.it; Wikipedia