SpaceX lo ammette: ancora ignote le cause dell’incidente in cui è andata distrutta la capsula Dragon 2

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incidente crew dragon
Durante la conferenza stampa di presentazione della missione che trasporterà rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale, Hans Koenigsmann, responsabile in seconda per SpaceX della sicurezza della missione, ha fornito alcuni nuovi dettagli sull’incidente che ha colpito la capsula Dragon Crew durante un test, avvenuto due settimane fa.

Secondo quanto riferito da Koenigsmann ha affermato che durante una serie di test cui era stata sottoposta la capsula, svoltisi senza problemi, circa mezzo secondo prima dell’accensione dei propulsori SuperDraco, “C’è stata un’anomalia e il veicolo è stato distrutto“.

Durante la fase di attivazione, il sistema di propulsione SuperDraco è pressurizzato e le valvole vengono aperte e chiuse. Sull’incidente sono state fatte molte speculazioni sulle possibile cause e si è parlato di qualche problema con i recipienti a pressione di avvolgimento composito, o COPV, che immagazzinano il combustibile per razzi a pressioni estremamente elevate. I COPV installati sulla Dragon Crew sono diversi da quelli montati sul Falcon 9, e non erano ancora stati sottoposti a forti stress fino a quel momento. “Sono abbastanza fiducioso che i COPV non avranno altri problemi“, ha detto Koenigsmann.

Gli analisti di SpaceX e NASA stanno  esaminando attentamente i dati della telemetria e le immagini ad alta velocità, ha riferito Koenigsmann, e presto inizierà l’analisi dei pezzi del veicolo spaziale recuperati presso il sito di prova vicino al Kennedy Space Center in Florida. Poiché si trattava di un test di base, sono disponibili dati sufficienti per gli ingegneri.

È troppo presto per determinare una causa probabile, ma Koenigsmann ha espresso fiducia nel sistema di propulsione SuperDraco. Ha notato che SpaceX ha testato questi potenti propulsori più di 600 volte nelle sue strutture di prova a McGregor, in Texas. Inoltre, si sono comportati bene nei test hover e in un test di lancio nel 2015. “Non abbiamo motivo di credere che ci sia un problema proprio con i SuperDraco“.

In effetti, sembrerebbe che l’esplosione si sia innescata due secondi prima dell’accensione dei SuperDraco.

SpaceX ha sviluppato i propulsori SuperDraco per quasi un decennio per consentire voli umani a bordo della Dragon Crew. Ci sono quattro “pod” di due motori ciascuno situati ai lati della capsula. I test dei SuperDraco sono iniziati all’inizio del 2012 utilizzando vari cicli di spinta su un banco di prova presso lo stabilimento di sviluppo missilistico di SpaceX di McGregor.

La navicella spaziale andata distrutta è la stessa che ha svolto con successo una missione di dimostrativa alla Stazione Spaziale Internazionale a marzo. (Durante la missione Demo-1, i SuperDraco non sono stati attivati.) Dopo il volo di marzo, la navicella Dragon 2 si stava preparando per un test di interruzione del lancio previsto per fine giugno.

Durante questo test, la Dragon Crew avrebbe dovuto essere lanciata con un Falcon 9 per poi utilizzare i suoi potenti motori SuperDraco per dimostrare di potersi sganciare dal lanciatore in tutta sicurezza in caso di problemi con il booster prima o durante il volo. Non è chiaro, al momento, quale veicolo SpaceX utilizzerà per il test di interruzione del lancio, che sarà ancora più scrupoloso del previsto a causa dell’incidente del 20 aprile.

Prima di questo incidente, SpaceX e NASA contavano di effettuare la prima missione con equipaggio della Dragon Crew all’inizio di ottobre, a questo punto, però, è estremamente probabile che questa missione sarà ritardata almeno fino all’inizio del 2020. Koenigsmann ha riferito che l’impatto dell’incidente sul programma dipenderà da ciò che risulterà dall’indagine.

Sebbene la NASA abbia sostenuto SpaceX dopo l’incidente, ci sono indizi di futuri problemi politici. Uno dei più acerrimi critici di SpaceX, il senatore dell’Alabama Richard Shelby, acceso sostenitore del programma SLS+Orion per ragioni elettorali, ha dichiarato mercoledì che la NASA dovrebbe condurre un’indagine indipendente sull’incidente.