Monday, 27 May 2019

Il Volantino di Villarjuif

di Oliver Melis

Torniamo al 1976, quando in Italia apparve un volantino che prese il nome di Volantino di Villarjuif, a firma di un sedicente Ospedale di Villarjuif (Parigi) specializzato nella lotta ai tumori.

Tempo fa, nel 2003, come riporta anche Paolo Attivissimo su “Il Disinformatico”cosi scriveva Voicebuster:

Ricordate il caso del cosiddetto “volantino di Villarjuif”? Era un elenco ciclostilato di additivi alimentari pericolosi apparsa in Italia nel 76 a firma di un sedicente “Ospedale di Villarjuif (Parigi) specializzato nella lotta ai tumori”. La notizia passò di bocca in bocca, e -a detta del ripetitore di turno- si trattava di bocche qualificate: l’amico medico, il conoscente che lavora al Ministero della Sanità. Il volantino passò di mano in mano. Una mano ulteriore la diedero i giornali, che pubblicarono una delle innumerevoli fotocopie del volantino allarmistico.

In Francia esiste un Centro Oncologico di Villejuif, (e non Villarjuif), i cui responsabili hanno dichiarato ufficialmente di non aver mai compilato liste di additivi alimentari cancerogeni. Nel ciclostilato erano elencate anche merendine, bibite, caramelle e aperitivi contenenti i pericolosissimi additivi: l’E141 e l’E460 (che sono in realtà la clorofilla e la cellulosa, presenti in tutti i vegetali), l’E153 (il carbone vegetale) e l’E407 (le alghe commestibili). L’E150 è il caramello, comunemente utilizzato per i dolci.

Tutte sostanze innocue (o inesistenti, come l’E125). Come ciliegina sulla torta, l’additivo segnalato come il più tossico, l’E330, non é altro che acido citrico, contenuto in natura nei limoni. Nonostante le autorità sanitarie abbiano più volte negato l’attendibilità di questo documento, la voce continua, da allora a circolare.

Molti giornali prima la diedero per buona, poi cercarono di smentirla. Finendo per darle maggiore forza: “Le multinazionali produttrici degli additivi alimentari scendono in campo” fu il commento di molti lettori. La smentita venne considerata un trucco per insabbiare la vicenda: smentiscono, dunque mentono. Risultato: la voce acquistò ancora più vigore, danneggiando decine di aziende. Tra gli altri, i produttori del rosso bitter Campari se la videro nera. La situazione si è sbloccata quando le norme CEE hanno abolito l’obbligo di apporre sui prodotti questa sigla.

Molte persone caddero nell’inganno e nonostante i media cercarono di correggere l’errore, furono accusati di partecipare al complotto industriale. Questo fece si che la leggenda, grazie all’errore fatto nel diffondere la notizia senza una verifica attenta, diventasse credibile agli occhi dei consumatori più sprovveduti e impreparati e questo causò non pochi problemi a molte aziende alimentari e non.
Di questa lista si parlò anche in seguito, ad esempio nel 1992, come documentato da un articolo della rivista Scienza e paranormale del CICAP (Maria Teresa Carbone, 99 leggende urbane, Scienza & paranormale: N.1 Anno IV Aprile 1992).

Il documento, comunque, riapparve nei newsgroup italiani, nella forma “garantita” dal Centro Tumori di Aviano, a maggio del 1996 (nel newsgroup it.annunci). Nei newsgroup francesi, la versione “garantita Villejuif” comparve invece a giugno 1997. (Vedi Attivissimo.it)

Si tratta di una bufala quindi, una notizia pericolosa dove l’additivo più pericoloso sarebbe L’E330 che come abbiamo visto indica l’acido citrico, presente nei limoni e nelle arance, per nulla tossico se usato al giusto dosaggio negli alimenti, perché di dosaggio si deve parlare, e non di sostanza in se, è sempre il dosaggio che di una sostanza ne indica la pericolosità, cosi come può essere dannoso bere troppa acqua o mangiare troppo peperoncino.

Fonti: Attivissimo blogspot.com; La tela nera

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