Monday, 27 May 2019

La permanenza nello spazio favorisce l’insorgenza dell’Herpes in alcuni astronauti

I Virus Dormienti

I test dimostrano, che i virus dormienti dell’herpes, si sono riattivati in più della metà degli astronauti che hanno viaggiato sullo Space Shuttle e sulla stazione spaziale internazionale. Secondo una nuova ricerca della NASA, questo fenomeno potrebbe porre problemi alle missioni nello spazio profondo.

Durante il volo spaziale, c’è un aumento della secrezione di ormoni dello stress, come il cortisolo e l’adrenalina, che sono noti per sopprimere il sistema immunitario“, ha dichiarato l’autore dello studio Satish Mehta, ricercatore presso il “Johnson Space Center“, in un comunicato stampa. “In linea con questo, scopriamo che le difese immunitarie degli astronauti, in particolare quelle che normalmente sopprimono ed eliminano i virus, diventano meno efficaci durante il volo spaziale”.

Meno efficace

In una ricerca pubblicata il mese scorso sulla rivista “Frontiers in Microbiology2“, Mehta e colleghi hanno scoperto che gli astronauti eliminano una quantità maggiore di virus dell’herpes nelle loro urine e saliva, rispetto a prima o dopo i viaggi nello spazio. Il colpevole, sospettano, è lo stress del volo spaziale.

“Gli astronauti della NASA stanno settimane, o addirittura mesi, esposti alla microgravità e alle radiazioni cosmiche, per non parlare delle estreme forze G, cioè l’accelerazione di gravità di decollo e rientro”, ha detto Mehta nel comunicato stampa. “Questa sfida fisica è aggravata da fattori di stress come la separazione sociale, il confinamento e un ciclo sonno-veglia alterato.”

Sintomi minori

Fortunatamente, i sintomi sono relativamente rari. Su 89 astronauti sottoposti a controllo, solo sei sono risultati positivi all’Herpes nello spazio, secondo l’articolo, un tasso di circa il sette percento. Il diffondersi del virus si riscontra negli astronauti che risiedono più a lungo fuori dalla Terra, ciò preoccupa molto i ricercatori, poiché il fenomeno potrebbe rappresentare una minaccia per i viaggi nello spazio profondo.

“Solo una minoranza degli astronauti sviluppa i sintomi della riattivazione dei virus, e il rischio aumenta con la durata dei voli spaziali, cosa che potrebbe rappresentare un problema e rischio per la salute degli astronauti che saranno impegnati in futuro nelle lunghe missioni su Marte e oltre”, si legge nel comunicato stampa.

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