Monday, 27 May 2019

Lo Space Skylab, il laboratorio del cielo

il laboratorio orbitante skylab

di Oliver Melis

Il laboratorio orbitante Skylab della NASA fu la prima e unica stazione spaziale interamente realizzata dagli USA. Il lancio, avvenne il 14 maggio 1973 come risposta al lancio, avvenuto due anni prima, effettuato dai sovietici della stazione abitata denominata Salyut 1.

Il progetto Skylab fu importante per la NASA che aveva bisogno di fare esperienza con gli aspetti ingegneristici, scientifici, fisiologici, psicologici e operativi della permanenza di lunga durata nello spazio, questo in prospettiva di affrontare missioni con equipaggio a bordo su distanze ben più lunghe della distanza Terra-Luna percorsa dalle missioni Apollo.

Gli astronauti nelle tre missioni effettuate in orbita trascorsero a bordo dello Skylab complessivamente 171 giorni fra il 1973 e il 1974 eseguendo dieci passeggiate spaziali, scattando 127.000 foto del Sole e 46.000 della Terra ed effettuando esperimenti scientifici in diversi campi della scienza,quali la medicina, la fisica solare, l’astronomia, l’osservazione della Terra.

La stazione spaziale

Lo Skylab era composto da parti studiate per missioni spaziali precedenti; infatti, la parte centrale era costituita dal corpo del terzo stadio di un razzo Saturno V, lo stesso elemento utilizzato per compiere le missioni lunari del programma Apollo. La sezione del terzo stadio del poderoso Saturn V era attrezzata per ospitare un equipaggio e diversi strumenti scientifici, fra di essi un telescopio per l’osservazione del Sole. Disponeva inoltre di pannelli solari per la produzione di energia elettrica e portelli di attracco per i moduli che avrebbero portato a bordo l’equipaggio e i rifornimenti.

Gli astronauti raggiungevano lo Skylab a bordo di una capsula Apollo lanciata con un razzo Saturno IB. La stazione, lanciata con un Saturn V veniva posta a una quota di circa 440 Km, durante il primo lancio però, lo Skylab subi un incidente: una parte dello scudo termico si distaccò urtando l’alloggiamento di uno dei due pannelli solari che rimase gravemente danneggiato e non poté essere dispiegato una volta in orbita.

Le missioni con equipaggio

Durante la missione dello Skylab 2, la prima missione umana lanciata il 25 maggio 1973, gli astronauti Pete Conrad, Paul Weitz e Joe Kerwin salvarono la stazione lavorando per ripristinarne l’abitabilità e l’operatività. Gli astronauti riuscirono a installare una protezione termica sostitutiva, sbloccarono il pannello solare rimasto danneggiato e lavorarono a vari esperimenti per ben 28 giorni.

Skylab 3 venne lanciato il 28 luglio 1973 con a bordo gli astronauti Alan Bean, Jack Lousma, e Owen Garriot che lavorarono sullo Skylab per 59 giorni. Non mancarono certamente dei problemi, un’avaria ad alcuni motori di manovra del modulo di servizio della capsula Apollo, che rischiò di richiedere l’invio di una missione di soccorso, l’equipaggio però proseguì la riparazione del laboratorio e il programma di esperimenti scientifici, fra cui alcuni progettati da studenti di scuole americane.

La terza e ultima missione abitata, Skylab 4, fu lanciata il 16 novembre 1973 con a bordo Gerald Carr, Bill Pogue ed Ed Gibson. Il programma fu lungo ben 84 giorni e molto intenso tanto da portare al primo sciopero “spaziale”, gli astronauti dopo crescenti tensioni con il controllo della missione, scioperarono per un giorno rifiutandosi di svolgere i compiti prestabiliti. Il programma di attività venne rivisto e alleggerito e l’equipaggio riuscì ad aumentare la propria produttività.

La fine dello Skylab

La prima fase di utilizzo del laboratorio orbitante Skylab terminò nel 1974 ma la NASA pensò di utilizzarlo ancora facendolo attraccare e portare in un’orbita più stabile da un futuro Space Shuttle, lo spazioplano riutilizzabile allora in fase di sviluppo.
L’intensa attività solare della seconda metà degli anni ‘80 aumentò però in modo imprevedibile l’attrito atmosferico, che fece abbassare progressivamente la quota dello Skylab fino al rientro distruttivo. L’11 luglio 1979, nel corso di una manovra parzialmente controllata, pianificata dal controllo della missione, lo Skylab si disintegrò nell’atmosfera al largo delle coste occidentali dell’Australia, due anni prima che iniziassero i voli dello Shuttle.

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