UFO nell’arte: le Marie al Santo Sepolcro

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le marie al sepolcro - ufo nell'arte

di Oliver Melis

Partiamo da questo: non ci sono dischi volanti nelle immagini sacre.

La piccola immagine sacra poco nota, datata tra il VI e il X secolo e parte di una composizione di diverse scene della vita di Cristo, che vedete in copertina, rappresenta l’arrivo delle “pie donne” al sepolcro di Cristo. Le donne secondo i Vangeli erano in numero variabile e a cambiare erano anche i nomi delle pie donne in questione: Maria di Magdala e l’altra Maria secondo Matteo; Maria di Magdala, Giovanna e Maria di Giacomo secondo Luca; Maria di Magdala, Maria di Giacomo e Salomè secondo Marco; la sola Maddalena secondo Giovanni. L’immagine è importante per noi perché è spesso citata in relazione a ipotesi ufologiche perché gli appassionati del mistero e alcuni loro guru pensano di vedere rappresentata un’astronave aliena o se preferite un UFO.

Nel dipinto in esame ad avvicinarsi al sepolcro è Maria, infatti si vedono le stelle sul mantello e questo porta a concludere che il dipinto ha origine da un racconto apocrifo. Un vangelo apocrifo in cui è Maria a recarsi al sepolcro di Gesù è quello di Gamaliele, del VI secolo.
In tutti i racconti però le pie donne trovano il sepolcro vuoto, sorvegliato da un angelo che accogliendole dice loro di non disperarsi perché Gesù è risorto.

L’occasione era ghiotta per i tanti amanti del mistero che hanno attinto a piene mani dalle varie religioni, dalla Bibbia, dai Vangeli dei resoconti che, con un pizzico di fantasia e forse anche di malafede, hanno trasformato in veri e propri racconti a sfondo ufologico, volendo sottolineare che il fenomeno UFO non appartiene solo ai nostri giorni o al secolo ventesimo e alla fine del secolo diciannovesimo ma ha accompagnato il genere umano fin dagli albori della nascita della civiltà. A tal fine, alcuni studiosi o presunti tali si sono spinti ad affermare che l’uomo sia una specie creata in laboratorio dagli antichi alieni che hanno scoperto l’esistenza del nostro mondo e della vita che iniziava a svilupparvisi.

Da li il passo è stato breve e gli alieni, a detta sempre di alcuni studiosi spesso improvvisati, sono stati divinizzati e trasformati negli dei che le varie religioni hanno imposto.

Questa immagine compare in molti siti ufologici: “Saucer at the tomb of Jesus” si legge in una pagina web, e “Notice the dome shaped object above the tomb. If it is a building why is it hovering? Also, what is the round object on top?” si legge in un’altra.

Ma volendo spegnere l’entusiasmo sappiamo che l’immagine ha una spiegazione molto semplice, infatti si tratta di una delle pochissime testimonianze sull’aspetto dell’edificio originale del Santo Sepolcro a Gerusalemme (“Monaci in armi, L’architettura sacra dei templari attraverso il mediterraneo”, 1995, pagg. 69-71).

Il luogo sacro, prima della distruzione operata dal sultano Hachim nel 1009 e delle successive ricostruzioni, era costituito da una edicola che sormontava sei colonne, che si trovava all’interno di un edificio sormontato da una cupola che la fantasia di alcuni ha trasformato in un antico disco volante adamskiano.

Fonte: Sprezzatura.it; Queryonline.it