I fulmini di Marte

Sono più deboli e meno frequenti che sulla Terra

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Fulmini su marte

Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Icarus ha rivelato risultati sorprendenti sull’atmosfera di Marte, in particolare su come influisce sul verificarsi di fulmini. I ricercatori hanno scoperto che, in base ai dati ottenuti dalla sonda spaziale dell’ESA Mars Express e dall’Allen Telescope Array, in California, i fulmini sono meno energetici e si verificano meno spesso del previsto a causa dell’aria sottile del pianeta rosso.

Nel 2009, gli scienziati hanno annunciato di aver rilevato le emissioni di microonde provocate da una tempesta di sabbia avvenuta su Marte nel 2006. Sulla base dei dati analizzati si pensò che le emissioni fossero il risultato di improvvise, enormi scariche elettriche, rivelando così la prima prova di un fulmine sul Pianeta Rosso.

I ricercatori hanno poi esaminato i dati raccolti da Mars Express per un periodo di cinque anni, nonché tre mesi di dati raccolti dal telescopio di Allen. Dopo quella prima occorrenza rilevata, tuttavia, nessun’altra prova radio di fulmini fu rilevata nelle tempeste di sabbia avvenute su Marte.

Per capire il motivo per cui i fulmini sono così rari su Marte, gli scienziati hanno eseguito simulazioni di questa attività atmosferica, concentrandosi in particolare sul tipo di fulmini che le tempeste di polvere potrebbero generare.

I granelli di sabbia delle tempeste e altre particelle creano una carica elettrica in quello che è noto come effetto triboelettrico, che si verifica quando due oggetti si scontrano ripetutamente o si sfregano l’uno contro l’altro. In tali casi, la superficie di un oggetto potrebbe prendere elettroni dalla superficie dell’altro materiale, accumulando così carica.

NASA Mars Exploration Rover Opportunity Wdowiak RidgeQuesta vista ripresa dal Rover Opportunity della NASA mostra Wdowiak Ridge. Foto: NASA / JPL-Caltech / Cornell Univ./Arizona State Univ.

Per effettuare uno studio attendibile, i ricercatori hanno usato i grani di una roccia vulcanica scura, simile a quella che si trova spesso sulla crosta di Marte, chiamata basalto per ricreare le tempeste di polvere del Pianeta Rosso e determinare le condizioni in cui avviene il fulmine.

Granuli di basalto sferici sono stati posti su un piatto, che è stato poi fatto vibrare per mezz’ora a pressione dell’aria variabile al fine di produrre la carica generata dall’effetto triboelettrico. I ricercatori hanno poi misurato il livello di carica elettrica dei grani, determinando infine che la bassa pressione dell’aria impedisce l’accumulo di cariche elettriche, ragione per cui i fulmini su Marte avvengono raramente e scaricano meno energia che sulla Terra.

Le tempeste di sabbia sono solo una delle tante cose che le missioni robotiche su Marte devono cercare di comprendere prima che astronavi con esseri umani a bordo inizino il loro viaggio verso il Pianeta Rosso.