Igienismo, digiuno terapeutico ed altre bufale

In sostanza, l'igienista attribuisce ogni tipo di malattia esclusivamente alle tossiemie, arrivando a negare perfino l’esistenza di batteri e virus. Con questa premessa, gli igienisti negano l'esistenza di infezioni e contagio.

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Umberto Veronesi

Nel variegato e, purtroppo, ampio panorama della medicina alternativa, che si riassume in una serie di pratiche che di scientifico non hanno proprio nulla ma si rifanno, nel migliore dei casi, a pratiche tradizionali più vicine alla stregoneria che alla scienza, quando non si tratti proprio di truffe, va ancora abbastanza per la maggiore, in particolare sui social, una pratica nota come igienismo.

L’igienismo si rifà ad una vecchia teoria risalente ad un paio di secoli fa, e viene spesso consigliato tramite il passaparola da personaggi con diplomi in discipline paramediche, o perfino da medici di scarso successo professionale e con pochi scrupoli, che approfittando del fatto che non prevede alcuna prescrizione farmacologica, riescono a svicolare da eventuali accuse di esercizio abusivo della professione medica (benché in molti casi potrebbe profilarsi il reato di abuso della credulità altrui).

In Italia, purtroppo (e come al solito), il movimento igienista vanta ancora una discreta notorietà.

In realtà, l’igienismo sarebbe uno stile di vita che, almeno nella sua forma originale, consiste nell’utilizzare il digiuno come forma terapeutica verso un numero enorme di malattie. Secondo i seguaci di questo stile di vita, l’astinenza dal cibo e dai medicinali, sarebbe in grado di depurare e disintossicare il corpo, stimolandone le capacità di autoguarigione, secondo una non meglio definita “armonia del corpo con la natura”.

Attenzione, il digiuno igienista non ha nulla a che vedere con quelle diete mima-digiuno validate scientificamente come, ad esempio, quella ideata dal professor Veronesi.

Il movimento igienista nacque negli Stati Uniti nel Diciannovesimo secolo. La data di fondazione è ritenuta il 1829 e il guru dell’igienismo è considerato Sylvester Graham. Nel Ventesimo secolo raggiunse una buona diffusione, grazie soprattutto ad Herbert Shelton.

Dedito principalmente alla chiropratica e alla naturopatia, Shelton scrisse oltre 40 libri sulle cure naturali e fondò una scuola medica a San Antonio, la Dr. Shelton’s Health School. Produsse anche una serie di sette volumi dal titolo The Hygienic System raccogliendo tutte le conoscenze igieniste dell’epoca, e diresse per quasi quarant’anni una rivista mensile dedicata all’igienismo.

Shelton fondò anche la American Natural Hygiene Society (Anhs), che nel 1998 divenne la National Health Association (Nha), ancora oggi esistente. In Italia i due principali punti di riferimento dell’igienismo sono l’Associazione igienista italiana fondata a Genova nel 1972 e (fino agli anni Novanta) la Società editrice igiene naturale.

Secondo il parere degli stessi igienisti, l’igienismo non deve essere confuso né con la naturopatia né con l’omeopatia né con la macrobiotica, nonostante esistano innegabili affinità con ciascuna delle tre. In realtà, un naturopata propone erbe e tinture, mentre un igienista non prescrive alcun rimedio, a parte prodotto di tipo omeopatico essenzialmente a base di zucchero.

Soprattutto, l’igienismo non può essere considerato una pratica scientifica, dal momento che sono del tutto assenti le dimostrazioni di efficacia e i risultati clinici che possano in qualche modo validarne le pratiche. Tutto ciò che si trova in letteratura sull’igienismo (o sulle traduzioni internazionali del termine come Orthopathy e Natural Hygiene) sono una serie di studi a metà tra la filosofia e la teologia, oltre a qualche analisi sull’evoluzione storica del movimento.

In sostanza, l’igienismo non è una pratica sicura, dal momento che la sua applicazione (ossia il rifiuto di cibo e medicinalipuò porre in serio pericolo la vita dei pazienti, tanto più se questi si trovano in una effettiva condizione di malattia o di debolezza fisica.

Le patologie per le quali può essere consigliabile un breve digiuno sono pochissime, e in ogni caso è doveroso confrontarsi con il proprio medico di fiducia per capire come sopperire al mancato apporto di nutrienti.

In assenza di patologie, un praticante dell’igienismo conduce una vita normale e si limita a seguire una dieta strettamente basata su una accurata scelta degli ingredienti (commestibili crudi e attraenti ai sensi) e dei loro abbinamenti. A seconda dei casi la dieta può coincidere con quella vegetariana, vegana o crudista, e si basa principalmente su verdure crude, semi, germogli e frutta fresca o secca.

Gli igienisti meno radicali si concedono anche qualche verdura cotte (patate e melanzane) con incursioni nei prodotti di origine animale come yogurt, formaggi freschi e tuorlo d’uovo, badando accuratamente di evitare aglio, cipolle, funghi, alghe e spezie. Inoltre, deve essere vitato qualsiasi tipo di integratore alimentare e si deve bere il meno possibile: i liquidi devono essere derivati esclusivamente, o quasi, dal consumo di frutta e verdura.

Ma cosa fa un igienista quando sta male?

In breve: NIENTE.

Secondo gli igienisti lo stato di malattia coincide sempre con una intossicazione che chiamano tossiemia, eliminando la quale si dovrebbe automaticamente risolvere la patologia.

In base a questa dottrina, l’intossicazione dipenderebbe dall’incapacità del corpo di eliminare abbastanza in fretta alcune fantomatiche tossine (non meglio specificate), e quindi l’unico rimedio per curarsi è quello di smettere di nutrirsi per non ingerire ulteriori tossine mentre si aspetta il ripristino dell’equilibrio fisiologico. Questo, ovviamente, comporta l’eliminazione di tutto il cibo ma anche la non assunzione di qualunque tipo di farmaco.

Alle intossicazioni derivanti dal cibo, dai medicinali e dall’inquinamento dell’aria respirata (continuare a respirare è comunque concesso!) si aggiungono, secondo gli igienisti, grandi quantità di tossine auto-prodotte dal nostro organismo, che deriverebbero dalla qualità e dallo stile della vita, ad esempio da stress, sforzi fisici e sbalzi di temperatura.

In sostanza, l’igienista attribuisce ogni tipo di malattia esclusivamente alle tossiemie, arrivando a negare perfino l’esistenza di batteri e virus. Con questa premessa, gli igienisti negano l’esistenza di infezioni e contagio.

Secondo loro, al’astensione dal cibo permettere al corpo di dedicare tempo ed energie per ripulirsi ed eliminare le cellule patogene. Unitamente al digiuno assoluto si deve praticare l’assoluto riposo da qualsiasi attività fisica e mentale perché il risparmiare energia aiuterebbe a velocizzare il processo di depurazione.

Insomma, la Terapia Ideale sarebbe restare fermi a letto senza cibo né acqua, quale che sia la malattia, incluso il cancro, principio che vale anche per i bambini ancora in età da allattamento.

Pseudoscienza e bufale

All’interno del movimento igienista trovano spazio collegamenti con numerosissime altre teorie pseudoscientifiche e del complotto. Anzitutto nell’ideale igienista ci sono ricorrenti riferimenti ad un presunto passato, più o meno antico, in cui, secondo loro, già si conosceva il valore della pratica del digiuno come metodo di guarigione, arrivando a considerare Pitagora come il padre fondatore dell’igienismo.

Senza soffermarci sulle numerose singole bufale, la dottrina dell’igienismo sostiene che il virus dell’hiv non esiste, che la dieta vegana sia scientificamente la migliore, che viviamo in un mondo architettato per farci ammalare, che “le vaccinazioni sono una novità assolutamente illusoria”, che i farmaci non hanno alcun effetto sul nostro corpo, che il contagio non esista e sia solo una leggenda inventata dalle case farmaceutiche, che la ricerca scientifica, le medicine e le terapie siano tutte inutili, che microbi e virus siano solo “una nuova demonologia insensata”.

Tutto ciò, ovviamente, viene condito con riferimenti alla Bibbia e al Corano, a presunte, non riscontrabili e indefinite tesi di scienziati fra cui pure Einstein, di poeti e di artisti. Vengono anche riportate alcune autoreferenziali e fantomatiche prove scientifiche basate sull’autocertificazione a posteriori presentate da parte di medici e presunti tali che per anni hanno praticato l’igienismo sui propri pazienti, ovviamente senza nessun riscontro clinico ufficiale.

Gli igienisti riportano anche storie quasi leggendarie di medici che avrebbero sperimentato l’igienismo senza volerlo, arrivando con molto ritardo a casa del malato e scoprendolo già guarito. Molte di queste testimonianza si trovano, ad esempio, negli scritti di Albert Mosséri, considerato uno dei più recenti luminari del movimento.

Insieme a tesi del tutto in contraddizione con i risultati scientifici, l’igienismo ha effettivamente una serie di riferimenti a buone abitudini che anche secondo la scienza corrispondono a uno stile di vita sano. Eliminare il fumo, ridurre gli alcolici, moderare il consumo di grassi, vivere in ambienti poco inquinati, curare la pulizia personale, limitare lo stress e concedersi un adeguato riposo sono solo alcuni dei tanti consigli, banali, suggeriti dal movimento igienista.

Il problema è che accanto a questi buoni suggerimenti se ne trovano poi altri del tutto deleteri per il nostro benessere, nonché contrari ad alcuni risultati ormai indiscutibili della scienza medica.

Le nuove tendenze

Negli ultimi anni, probabilmente a causa di alcune innegabili evidenze scientifiche, si sono iniziate a diffondere alcune teorie igieniste non ortodosse e meno drastiche, che perlomeno riconoscono i più eclatanti e assodati risultati della scienza. Alcuni igienismi moderati, ad esempio, riconoscono che i farmaci abbiano un’azione sul nostro corpo anche se sottolineano che sono azioni di tipo tossico e, quindi, da evitare.

Ultimamente, alcuni igienisti sono arrivati ad ammettere  l’esistenza dei virus e che sia possibile essere contagiati da altre persone, che il digiuno sia appropriato solo per certe malattie, che durante i digiuni convenga almeno bere, che ci si possa concedere la carne fino a due volte la settimana e includere nella dieta alcuni cibi tradizionalmente esclusi come le alghe e i funghi.

Anche i più moderni e moderati (e prudenti) degli igienisti continuano a sostenere la necessità di non assumere mai farmaci o integratori, di astenersi dal cibo per guarire dalla maggior parte delle malattie e la fiducia assoluta nella capacità umana di autoguarigione.

La Dieta mima Digiuno

Il Digiuno terapeutico totale propugnato dagli igienisti non va confuso con la “Dieta del Digiuno”, una particolare forma di alimentazione validata da numerosi scienziati al mondo, in particolare dal professor Valter Longo dell’Istituto di Longevità della University of Southern California e responsabile del programma di ricerca “Oncologia & Longevità” all’IFOM (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare) di Milano.

La dieta in questione, se effettuata sotto stretto controllo medico, a quanto pare influirebbe positivamente su diversi aspetti allungando, di fatto, l’aspettativa di vita media. Ne parla la dottoressa Elena Dogliotti, biologa nutrizionista della Fondazione Veronesi.

Che cos’è la dieta del digiuno?

La dieta del digiuno, conosciuta anche come dieta “mima digiuno”, è un regime alimentare atipico che prevede l’assunzione controllata di proteine (11- 14%), carboidrati (42-43%) e grassi (46%), per una riduzione calorica complessiva compresa tra il 34% e il 54% rispetto al normale. In realtà non si tratta né di una dieta tipica – in quanto non è continuativa – né di digiuno poiché, seppur poco, si mangia.

In particolare questo regime alimentare, descritto nello studio di Valter Longo, deve essere effettuato per soli 5 giorni continuativi al mese e nelle persone in buona salute può essere ripetuto ogni 3-6 mesi.

Accanto alla dieta del digiuno classica c’è una variante. Un approccio molto simile che prevede invece una riduzione marcata delle sole proteine lasciando intatto l’introito calorico.

Quali sono i suoi vantaggi?

I benefici della riduzione delle calorie sono noti da decenni. Negli ultimi anni i ricercatori hanno approfondito gli studi sull’argomento perché si è notato che alcuni animali costretti a “mangiare meno” hanno una durata media della vita maggiore del normale.

Negli animali trattati con questa particolare dieta si è registrato un prolungamento dell’11% della vita, una riduzione dell’incidenza di cancro, un ringiovanimento del sistema immunitario, una riduzione delle malattie infiammatorie, un rallentamento della perdita di densità minerale ossea e un aumento del numero di cellule progenitrici e staminali in vari organi.

Sperimentata anche sull’uomo la dieta, somministrata una volta al mese per cinque giorni, sembrerebbe aver ridotto i fattori di rischio e i biomarcatori di invecchiamento, diabete, malattie cardiovascolari e cancro.

Ovviamente, questo non significa che stando senza mangiare si ottengono benefici anche maggiori, ricordiamo che si tratta di una dieta, e non di un digiuno, che va effettuata sotto stretto controllo medico.

Si può considerare una dieta per perdere peso?

L’obbiettivo primario della dieta non è quello di perdere peso. Durando solo 5 giorni il regime alimentare che mima il digiuno serve a ridurre quei fattori di rischio tipici di malattie cardiovascolari e oncologiche.

Ovviamente, nelle persone che hanno problemi di peso, questo tipo di dieta ha indubbiamente molti vantaggi ma deve essere effettuata contestualmente ad un regime alimentare volto a ridurre la massa grassa.

Come posso fare per seguire questa dieta?

Come ogni dieta è opportuno essere seguiti da un esperto in materia. Il fai da te, soprattutto per quanto riguarda il digiuno, è da evitare assolutamente. Questo tipo di approccio è relativamente ancora poco diffuso e per questa ragione deve essere svolto sotto controllo medico in modo da valutare gli effettivi benefici.

Non tutti infatti possono seguire una dieta del genere. Le condizioni fisiche di partenza vanno valutate attentamente. Dagli studi è emerso che si tratta di una dieta da non consigliare sopra i 65 anni.

Saltare alcuni pasti nella giornata ha lo stesso effetto?

Saltare i pasti senza criterio non porta nessun beneficio. Anzi, rischia di essere controproducente. Bisogna distinguere l’obbiettivo della dieta. Se si vuole perdere peso è fondamentale una dieta equilibrata. Saltare la colazione, ad esempio, potrebbe essere un errore.

Se l’obbiettivo, invece, è l’effetto rigenerativo e protettivo attribuito alla dieta del digiuno, allora si può decidere di sperimentare questo regime alimentare, ma sotto stretto controllo medico. Il fai da te, anche in questo caso, non giova a nessuno.

Vi lascio, infine, con un link alla sezione del sito web dell’Istituto Superiore di Sanità dove vengono sconfessate bufale ed idee sbagliate in materia di alimentazione,

Fonti:

 

3 COMMENTS

    • Non è che la scienza, quella vera può perdersi nel replicare alle millemila sciocchezze che si inventano truffatori e appassionati di terapie alternatine. Francamente non ho voglia di cercare studi sull’argomento, ammesso ce ne siano ma le teorie di Filonov sono autentiche cazzate. Secondo lui, l’organismo produrrebbe due litri al giorni di acqua purissima e si può stare fino a 12 giorni senza bere. Prova a non bere per due giorni poi mi saprai dire… Queste sono tutte teorie, guarda caso, sistematicamente abbracciate da gente come i no-vax, gli appassionati complottisti di big pharma, i nazi-vegani… Lascia perdere. Cmq anche il digiuno secco rientra nella panoplia dei consigli assurdi voluti dall’igienismo, sempre stessa solfa.