L’indipendenza alimentare delle colonie marziane dipenderà dai grilli e dalla carne coltivata in laboratorio

Le difficoltà legate ai rifornimenti alimentari per una colonia su Marte sta spingendo i ricercatori a considerare l'allevamento di insetti e la coltivazione di fibre muscolari animali in laboratorio come principali fonti di calorie.

I coloni marziani si nutriranno di insetti e carne coltivata

L’idea di colonizzare Marte è ancora nel pieno della sfera della speculazione ma sta facendo passi da gigante verso una possibile realtà. In effetti, gli scienziati sono ora nella fase di ideare modi per rendere autosufficiente una futura colonia su Marte. Secondo uno studio recente, questa autosufficienza dipenderà da insetti e colture ipercaloriche coltivate in tunnel.

Il cibo, a quanto pare, sarà la sfida più grande, almeno secondo il planetologo Kevin Cannon, che ha parlato a Space.com del lavoro che lui e i suoi colleghi dell’Università della Florida centrale stanno facendo sull’ipotesi colonizzazione di Marte.

L’idea di colonizzare Marte è incentrata sul rendere la colonia autosufficiente piuttosto che dipendere dalle importazioni. L’energia potrà essere fornita localmente — usando impianti solari e reattori nucleari — la produzione del cibo, ma non impossibile, da realizzare localmente. I futuri coloni di Marte, potranno usufruire delle più moderne tecnologie, sufficientemente avanzate per rendere possibile coltivare fibre di carne in laboratorio e sarà anche possibile allevare, in ambienti progettati appositamente, generazioni di insetti, utilizzabili per fornire un adeguato nutrimento proteico ai coloni. E sappiamo già che sarà possibile coltivare, in ambienti sotterranei appositamente bonificati e illuminati artificialmente, diversi tipi di ortaggi e, con il tempo, anche della frutta.

Gli insetti, secondo i ricercatori, offrono un rapporto molto interessante tra la quantità di calorie che possono offrire e la quantità di acqua e cibo di cui hanno bisogno. Ecco perché il team ha incluso fattorie per l’allevamento di grilli nel loro modello per una colonia marziaba autosufficiente con una popolazione di un milione di persone.

Oltre alle minuscole confezioni di calorie a sei zampe, il team di Cannon ha preso in considerazione altri tipi di proteine ​​coltivate in laboratorio: ormai è possibile far crescere in laboratorio qualsiasi cosa, dalla carne di pollo al pesce e alle alghe, secondo Cannon e non è nemmeno così costoso. In soli due anni, il costo di un hamburger di carne coltivata è passato da oltre $ 300.000 a soli $ 11 grazie a generosi investimenti in questa particolare tecnologia per la produzione di sostituti della carne.

Perché non trasportare alcuni animali da fattoria e tenerli per ottenere latte, e carne?

Perché il trasporto stesso sarebbe una sfida, e nutrirli su Marte sarebbe un’altra sfida. L’atmosfera ed il suolo di Marte non sono come sulla Terra e, anche non considerando il problema dell’adattamento degli animali ad un ambiente a gravità più bassa, potremmo avere problemi ad allevarne grandi numeri in tunnel sotterranei o serre chiuse all’esterno, cosa che, invece, potrebbe riuscire per le piante.

Se vuoi nutrire una vasta popolazione su un altro pianeta, devi allontanarti dall’idea di verdure acquose e pensare davvero alle enormi quantità di energia, acqua e materie prime necessarie per produrre abbastanza calorie“, ha detto Cannon a Space.com, osservando che la maggior parte delle ricerche sull’insediamento marziano si è concentrata sul cibo coltivato per nutrire gli astronauti, ma hanno sottovalutato la quantità di spazio, acqua e luce solare di cui molte piante hanno bisogno.

Il team ha stimato che con le fattorie di grilli e circa 9.000 miglia di tunnel per la coltivazione di ortaggi, una colonia di un milione di persone potrebbe raggiungere l’autosufficienza entro un secolo.

Mentre ciò accade, un sacco di cibo dovrebbe essere importato dalla Terra e questo aumenterebbe i costi totali della colonizzazione del Pianeta Rosso. Nel frattempo, la maggior parte dei coloni marziani dovrebbe superare la comune avversione umana nei confronti di un’alimentazione a base di insetti.

Gli hamburger coltivati ​​in laboratorio saranno sicuramente di aiuto.