Il giovane fisico teorico che promette di inventare la propulsione a curvatura

Che ci si possa credere o meno, cominciano ad essere molti i fisici teorici, soprattutto giovani, che si dedicano alla ricerca nel campo della propulsione superluminale, qualcosa che ancora non esiste ma che negli ultimi anni ha compiuto diversi passi in avanti. Josep Agnew è uno dei giovani più promettenti in questo settore.

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propulsione a curvatura

Per ora, viaggiare in lungo e in largo per la nostra galassia usando i motori a curvatura è ancora fantascienza pura, ma gli scienziati che si occupano di propulsione superluminare si stanno avvicinando alla comprensione della fisica che potrebbe portarci tra le stelle.

Josep Agnew è è stato studente universitario all’Università dell’Alabama, Huntsville, è oggi uno dei principali scienziati impegnati in questa impresa.

La velocità di curvatura è balzata agli onori della cronaca grazie a serie TV come Star Trek, a partire dagli anni ’60, che raccontava i viaggi dell’astronave Enterprise comandata dal Capitano James Tiberius Kirk. L’astronave e il suo equipaggio potevano colmare le distanze tra le stelle utilizzando appunto la propulsione a curvatura o “warp drive”.

Ad agosto, il ricercatore universitario Joseph Agnew ha parlato a una full house dell’American Institute of Aeronautics and Astronautics (AIAA) Propulsion and Energy Forum di Indianapolis sulle attuali teorie su come potrebbe funzionare un dispositivo a curvatura. In effetti, il progresso scientifico si è sviluppato rapidamente, portando questa tecnologia un po’ più vicina alla realtà.

In parole semplici, la teoria della relatività generale di Einstein fondamentalmente stabilisce un limite di velocità nello spazio vuoto: nulla, a parte la luce, può viaggiare alla velocità di quasi 300 mila chilometri al secondo.

Tuttavia, nel 1994, il fisico messicano Miguel Alcubierre trovò una scappatoia affermando che un oggetto poteva contrarre lo spazio-tempo di fronte a sé, espandendolo posteriormente. Il “Alcubierre Drive”, che è solo teoria, avrebbe la capacità di creare una “bolla” attorno a un oggetto. Questa bolla deforma lo spazio-tempo per creare una porzione di spazio-tempo in contrazione di fronte ad essa e in espansione dietro di essa, consentendo alla bolla e al suo contenuto, nave spaziale ed equipaggio, di viaggiare più velocemente della luce senza violare la relatività di Einstein.

Tutto risolto? Niente affatto.

Non sappiamo come creare la bolla di curvatura che secondo le prime stime richiederebbe tutta l’energia dell’universo. Stime successive hanno abbassato questa quantità immensa di energia, come ha sottolineato Agnew nel suo studio, a tutta l’energia producibile utilizzando la massa di Giove. (https://arc.aiaa.org/doi/10.2514/6.2019-4288)

Le nuove stime, quindi, ci dicono che occorre una quantità di energia pari alla massa di un pianeta gigante come Giove. Certamente la riduzione è stata notevole, ma maneggiare quantità di energia cosi grandi è ancora fuori dalla portata della nostra tecnologia e lo sarà per lungo tempo.

Agnew ha spiegato che la quantità di energia richiesta per compiere un viaggio più veloce della luce è stata ridotta ai requisiti di potenza dell’energia totale della massa di Giove. Altri scienziati hanno ipotizzato che modificando altri fattori nella teoria di Alcubierre, il warp drive potrebbe essere ottenuto dall’energia totale di un oggetto molto più piccolo. Il punto, secondo Agnew, è che nel giro di pochi anni di studi teorici i fisici sono stati in grado di ridurre l’energia richiesta, e che forse potrebbe essere ulteriormente ridotta in futuro.

La mia speranza è che il prossimo decennio o due offrirà l’opportunità di studiare la gravità e lo spazio-tempo in modo molto più dettagliato e su una scala non ancora tentata“, ha scritto Agnew in una e-mail.

Le pubblicazioni di ricerche in questo campo mostrano che mentre abbiamo ancora molta strada da fare per ottenere la curvatura, i progressi teorici sono stati enormi“, ha detto a Motherboard il consulente di Agnew, il dott. Jason Cassibry, professore di ingegneria aerospaziale presso UAH. Cassibry ha detto a Motherboard di essere rimasto colpito dal lavoro di Agnew, e vede una promessa significativa nel giovane scienziato.

L’interesse per tale tecnologia è un chiaro indicatore dell’immaginazione dell’umanità e della costante spinta ad esplorare nuove possibilità, e con rinnovato interesse e finanziamenti per inviare umani su Marte, così come la continua ricerca di esopianeti, “il desiderio dell’umanità di raggiungere le stelle ha ispirato enormi balzi tecnologici e scientifici in quasi tutti i campi“, ha affermato Agnew.

L’aviazione moderna sembrava impossibile da ottenere solo due secoli fa e anche andare sulla Luna era ritenuto impossibile fino a quando la matematica, la tecnologia e il pensiero non hanno avverato il sogno di tanti uomini.

Agnew sostiene che anche la possibilità di viaggiare più velocemente della luce sembra impossibile, ma i progressi scientifici compiuti solo negli ultimi anni ci avvicinano di qualche passo a questo traguardo.

Sulla base dei progressi compiuti negli ultimi anni, penso che questo campo abbia le opzioni più promettenti per raggiungere questo obiettivo. Per quanto riguarda l’opinione pubblica, l’attenzione che questo ha suscitato mi ha davvero sorpreso, ma è davvero meraviglioso da vedere”, ha spiegato Agnew. “Penso che altri condividano un’opinione simile, c’è il desiderio di vedere come la fantascienza ispira le persone a trasformare queste tecnologie in realtà e come possono migliorare la nostra qualità della vita o aprire nuove porte per l’esplorazione e l’apprendimento“.