Telescopio spaziale europeo: nuova era della scienza sugli esopianeti

CHEOPS sarà la prima missione progettata per studiare mondi alieni.

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telescopio spaziale CHEOPS
Servirà per lo studio della composizione e delle atmosfere degli esopianeti conosciuti

L’ESA, Agenzia spaziale europea, si prepara a mandare in orbita un telescopio per lo studio degli esopianeti, capace di studiare le centinaia di mondi alieni conosciuti oltre il sistema solare.

La missione quindi, non sarà quella di scoprire nuovi mondi ma di studiare quelli già noti, un numero enorme, quasi 4000 che orbitano attorno a stelle della nostra galassia.

Il nuovo telescopio spaziale si chiama CHEOPS acronimo di Characterizing Exoplanet Satellite.

CHEOPS è un veicolo spaziale di 300 chilogrammi di peso e costato 50 milioni di euro. Il lancio avverrà a bordo di un razzo Soyuz dal porto spaziale europeo di Kourou, nella Guyana francese, il prossimo 17 dicembre.

CHEOPS verrà posto in un’orbita a 700 chilometri di quota, il suo strumento principale punterà costantemente verso il lato buio del nostro pianeta in modo che il suo campo visivo non sia disturbato dalla luce del Sole.

Kate Isaak, scienziata del progetto presso il Centro europeo di ricerca e tecnologia spaziale di Noordwijk, nei Paesi Bassi, ha spiegato che con CHEOPS si passa dalla ricerca allo studio e alla caratterizzazione degli esopianeti, un grande passo avanti per la ricerca. CHEOPS, secondo quanto dichiarato da Isaak, ci aiuterà a trovare una risposta sulla formazione dei piccoli pianeti.

CHEOPS studierà quelle stelle che hanno nelle loro orbite pianeti già scoperti utilizzando una singola telecamera. Gli astronomi avranno la possibilità, attraverso il metodo del transito, di stabilire le dimensioni e studiare l’eventuale atmosfera. CHEOPS sarà in grado di fornire dati sulla formazione e sulla evoluzione degli esopianeti. L’avvio della missione è prevista per il 2020, durerà tre anni e mezzo e studierà un numero di mondi alieni compresi tra 300 e 500.

I Primi pianeti extrasolari furono scoperti tre decenni fa utilizzando telescopi posti sulla superficie terrestre. Tuttavia da allora sono stati attivati molti altri telescopi spaziali che sono stati capaci di ampliare le nostre conoscenze e con esse il numero dei pianeti extrasolari. Tra queste nuove macchine ricordiamo Kepler della NASA e il TESS, il primo ha terminato il suo lavoro nel 2018, il secondo ha iniziato la sua vita operativa meno di un anno fa, nell’aprile del 2018.

CHEOPS, primo nel suo genere, studierà una vasta gamma di mondi, da quelli simili alla Terra a quelli detti “sub-nettuniani”, giganti gassosi più piccoli di Urano e Nettuno. I pianeti che saranno oggetto dello studio includono la calda “super-Terra55 Cancri, un sospetto gigante di ghiaccio chiamato HD 97658b, il gigante gassoso KELT-9b, che ha una temperatura diurna di oltre 4.000 °C, che lo rende più caldo di alcune stelle.

CHEOPS è solo la punta dell’iceberg dei nuovi telescopi spaziali, infatti la NASA sta ultimando il James Webb Space Telescope, che sarà pronto probabilmente per il prossimo anno. Il James Webb scandaglierà lo spazio nella parte infrarossa dello spettro e sarà un potente strumento per studiare le atmosfere dei mondi alieni.

In seguito, nel 2028, l’ESA lancerà il sondaggio atmosferico a infrarossi per esopianeti di grandi dimensioni (ARIEL), che studierà le atmosfere di circa 1.000 esopianeti per elaborarne la composizione e capire come si sono evoluti.

Matt Griffin, un astronomo del team di ARIEL ha fatto notare che scoprire nuovi mondi alieni è una cosa ormai di tutti i giorni, ma ora inizia l’era dello studio dettagliato delle proprietà di questi mondi extrasolari.

Le ricerche, seppur agli inizi, sono molto promettenti, presto capiremo come si formano ed evolvono i pianeti e forse troveremo, sondando le atmosfere lontane, tracce degli elementi che sulla Terra hanno permesso la nascita della vita. La comunità scientifica non ha ancora finito di stupirci.

Fonte: Nature