Migliaia di rapporti sugli UFO del governo sono disponibili presso la Canadian University

Per i ricercatori appassionati al fenomeno ufologico ci sarà certamente qualcosa di interessante da studiare presso l'Università di Manitoba, a Winnipeg, che ha ricevuto in dono qualcosa come 30 mila documenti riguardati gli oggetti volanti non identificati.

0
368
UFO di Falcon lake
UFO di Falcon lake

I cieli del Canada settentrionale non sono poi cosi diversi dai cieli di altri luoghi per quanto riguarda le segnalazioni di fenomeni misteriosi tra i quali non mancano certamente gli UFO.

Per i ricercatori appassionati al fenomeno ufologico ci sarà certamente qualcosa di interessante da studiare presso l’Università di Manitoba, a Winnipeg, che ha ricevuto in dono qualcosa come 30 mila documenti riguardati gli oggetti volanti non identificati.

A donare i documenti Chris Rutkowski, scrittore scientifico e prolifico ufologo canadese. La sua raccolta contiene più di 20 mila rapporti sugli UFO raccolti in oltre 30 anni di attività. Ad arricchire la documentazione più di 10 mila file del governo canadese.

Tra i documenti, ce n’è uno in particolare noto come l’incidente UFO di Falcon lake che l’ufologo Canadese definisce come il “caso UFO meglio documentato” del Canada.

Rutkowski afferma che il caso UFO di Falcon Lake sarebbe anche più interessante di quello ormai entrato nel mito, “Roswell” che per molti scettici è comunque un caso chiuso che oltre a testimoni poco affidabili e decine di libri, non ha fatto altro che intorbidire il mondo ufologico, caso sconfessato anche negli USA che non hanno mai ammesso l’esistenza di un crash ufo nel 1947 nel New Mexico.

Il caso UFO di Falcon lake

20 maggio 1967, Stefan Michalak, geologo dilettante, si trovava nei pressi del lago Falcon alla ricerca di quarzo. Durante la ricerca Stefan vide uno stormo di oche apparentemente messe in fuga da due oggetti volanti luminosi a forma di sigaro. Di li a poco i due oggetti si divisero, uno volò via e il secondo prese terra su una terrazza rocciosa li vicino.

Michalak disegnò i misteriosi velivoli e quegli schizzi oggi fanno parte della collezione dell’Università di Manitoba. Quel giorno l’aria era calda e puzzava di zolfo. Il misterioso sigaro volante produceva dei rumori simili a ronzii e sibili.

L’oggetto era caldo al tatto, così caldo da bruciare le punte dei guanti indossati da Stefan Michalak, che ebbe come l’impressione che ci fossero voci provenienti dall’interno dell’oggetto.

Stefan Michalak ebbe anche la fortuna di osservare l’interno dell’oggetto attraverso una porta aperta. Si aspettava di vedere una squadra di piloti militari statunitensi, ma vide poco più di un pannello di luci intermittenti prima che la porta si chiudesse.

Di colpo l’oggetto iniziò a ruotare e uno schema a griglia con minuscoli fori all’esterno della nave spruzzò il suo addome con un gas rovente.

Il getto di gas dette alle fiamme la camicia e il cappello di Michalak, lasciandolo con ustioni di primo grado sull’addome che hanno riprodotto sulla sua pelle lo schema a griglia della nave.

Michalak venne curato, ma soffrì di mal di testa e svenimenti per alcune settimane. Michalak trasmise l’incidente alle autorità statunitensi e canadesi completando una valutazione fisica e psicologica presso la Mayo Clinic in Minnesota. La clinica stabili che Michalak era sano di mente.

Dopo anni il caso rimane controverso, venne ritrovato nei pressi del sito dell’incontro del materiale radioattivo che risultò essere Radio 226, molto utilizzato in passato per usi commerciali, nelle vernici luminescenti per orologi e sveglie per ottenere l’effetto di fosforescenza notturna.

Secondo l’indagine, l’isotopo non presentava un livello di radiazione pericoloso per gli abitanti dell’area ma resta da capire se proprio il Radio 226 sia stato all’origine del malessere patito da Michalak che, secondo alcune cronache, la sera dell’incontro aveva bevuto.

Altri casi in terra canadese sono però meno enigmatici, il Guardian incident ad esempio.

Nel febbraio 1992, Bob Oechsler ricevette un plico da un misterioso mittente autodefinitosi “Guardian“, contenente una VHS che mostrava una lunga ripresa notturna di un oggetto luminoso vagamente ellittico con luci colorate, forse posato al suolo.

Un oggetto volante alieno?

Come spesso accade, anche per questa storia furono spesi fiumi di parole da tanti ufologi di “chiara fama” ma in seguito si scoprì altro: il mezzo extraterrestre filmato, sempre al suolo e mai ripreso in volo, altro non era che un carro attrezzi volutamente sfocato e ripreso al buio.

L’intera storia, organizzata da due simpatici personaggi locali, era quindi solo una bufala. Il serio gruppo canadese CUFORN smontò il filmato già molti anni fa, possedendone una versione assai più lunga di quella furbescamente veicolata dagli sponsor del caso.

In Canada non mancano nemmeno personaggi di primo piano che diventano “gole profonde” sugli UFO.

Infatti, secondo Paul Helyer, ex ministro della Difesa ed ex vicepremier del Canada, gli Ufo volano da oltre mezzo secolo in totale libertà sui cieli del nostro pianeta, il governo degli Stati Uniti sviluppa armi segrete per fronteggiare possibili attacchi alieni che da un giorno all’altro potrebbe scatenare una guerra intergalattica e il vero motivo per cui è stato ordinato alla NASA di realizzare una base sulla Luna è la volontà della Casa Bianca di monitorare da vicino i velivoli extraterrestri che vanno e vengono dalla Terra.

Tutti casi raccolti da Rutkowski saranno presto disponibili presso gli Archivi e le raccolte speciali dell’Università di Manitoba e, grazie a una campagna di crowfunding, verranno digitalizzati.

Fonte: https://www.livescience.com/canadian-ufo-collection-falcon-lake-incident.html