La Russia studia come proteggere la Terra da asteroidi potenzialmente pericolosi

Il nuovo sistema di monitoraggio verrà creato consolidando i sistemi e le capacità di monitoraggio esistenti in un'unica rete, compreso il cosiddetto sistema di allarme automatico per situazioni pericolose nello spazio esterno della Terra.

La Russia proteggerà la Terra da impatti di asteroidi

Non mancano segnalazioni, spesso sensazionalistiche, di grossi asteroidi che passano nei pressi del nostro pianeta che, in passato, ha effettivamente subito impatti di notevole entità da parte di alcuni di essi, che hanno causato estinzioni di massa quasi azzerando la vita sulla Terra.

La maggior parte degli asteroidi attualmente conosciuti non sono un pericolo per la Terra ma alcuni di essi sono noti per transitare su traiettorie pericolosamente vicine al percorso orbitale del nostro pianeta prima ancora che gli astronomi possano individuarli, e tanto meno calcolare la portata della minaccia che rappresentano.

Mentre NASA ed ESA stanno entrando nella fase attuativa di un progetto atto a sventare la minaccia degli asteroidi, che si svolgerà nei prossimi anni con le missioni DART ed HERA, un’altra soluzione potrebbe arrivare dalla Russia, infatti alcuni scienziati russi stanno studiando tecnologie che potrebbero aiutare l’umanità a sfuggire ad una catastrofe planetaria che uno o più asteroidi potrebbero scatenare.

Igor Bakaras, capo del Centro informazioni e analisi per garantire la sicurezza delle attività spaziali nello spazio esterno vicino alla terra, presso il centro scientifico missilistico TsNIIMash di Rosocosmos, ha definito alcune opzioni utilizzabili per distruggere o modificare l’orbita di asteroidi potenzialmente minacciosi. Lo studio riguarda anche concetti come impatto cinetico, il concetto di rimorchio gravitazionale, motori a razzo o vele solari.

Bakaras ha specificato che per ora l’area di ricerca è in gran parte teorica.

Secondo quanto dichiarato dal funzionario, la fattibilità tecnica delle misure ha degli ostacoli causati dalla mancanza di dati precisi su caratteristiche, struttura, composizione chimica e movimenti dei corpi celesti. Ma Roscosmos non è impegnata solo alla soluzione di questi interrogativi, è anche attivamente al lavoro nella creazione di un Centro Russo per i piccoli corpi celesti che si dovrà occupare di rilevare e localizzare corpi celesti, tra cui polvere spaziale, meteore, comete e asteroidi che si avvicinano alla Terra.

Il centro interagirà con Roscosmos, l’Accademia delle scienze russa, il ministero delle Emergenze della Russia e il ministero degli Esteri. Si scambieranno anche informazioni con i governi stranieri e le organizzazioni internazionali.

Il nuovo sistema di monitoraggio verrà creato consolidando i sistemi e le capacità di monitoraggio esistenti in un’unica rete, compreso il cosiddetto sistema di allarme automatico per situazioni pericolose nello spazio esterno della Terra.

Cadute di meteoriti si verificano più spesso di quanto la maggior parte della gente pensi. Secondo Barakas, anche se i passaggi di asteroidi potenzialmente pericolosi sono un evento normale, quelli che sono effettivamente in grado di distruggere la civiltà umana come la conosciamo, statisticamente impattano sulla Terra solo una volta ogni 100 milioni di anni circa. Da quando esiste la nostra civiltà non si sono mai registrate collisioni apocalittiche, altrimenti non saremo qui.

Ma, come spiega Barakas, un asteroide di 1 km di diametro, sarebbe sufficiente a causare una catastrofe globale e lasciare un cratere di circa 20 km. Un oggetto del genere è meno raro, colpisce il pianeta una volta ogni milione di anni circa.

Ma non è finita qui, ci sono corpi più piccoli che possono arrecare notevoli danni. Anche un asteroide di 100 metri di diametro può causare devastazioni aprendo un cratere di due chilometri di diametro o sollevando imponenti tsunami che potrebbero spazzare via molte città costiere. Eventi simili che prevedono tali asteroidi accadono circa ogni 3 mila anni.

Le rocce spaziali più piccole, con un diametro dell’ordine dei 15-20 metri sono meno rare, cadono in media una volta ogni 30 anni.

Gli scienziati russi hanno studiato una vasta gamma di opzioni per rispondere alla minaccia di possibili asteroidi erranti negli ultimi decenni, inclusa una proposta per l’uso di missili balistici intercontinentali convertiti.

Tuttavia, all’inizio di quest’anno, uno studio completo del dipartimento di ingegneria meccanica presso la Johns Hopkins University, che studia la fisica delle collisioni degli asteroidi, ha rivelato che potrebbe effettivamente essere molto più difficile distruggere grandi rocce spaziali di quanto si credesse in precedenza.

Fonte: http://www.spacedaily.com/reports/Russia_working_on_means_to_destroy_dangerous_asteroids_hurtling_toward_Earth_999.html