Golfo del Messico, avvistato e filmato un calamaro gigante – video

A quasi 800 metri di profondità, nelle scure acque nel Golfo del Messico qualcosa emerge in superficie. Un sinistro essere dotato di un groviglio di tentacoli contorti viene filmato in superficie: E' un gigantesco calamaro.

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(NOAA Office of Ocean Exploration and Research)

A quasi 800 metri di profondità, nelle scure acque nel Golfo del Messico qualcosa emerge in superficie. Un sinistro essere dotato di un groviglio di tentacoli contorti viene filmato in superficie: E’ un gigantesco calamaro.

L’apparizione è di breve durata, di lì a poco l’animale svanisce immergendosi in profondità.

Per la prima volta un calamaro gigante viene filmato in un video mentre nuota nelle acque degli Stati Uniti. Il video, è stato girato da una squadra di ricercatori nel corso di una spedizione finanziata dal NOAA (National Oceanic and Atmospher Administration).

Il gruppo di ricercatori era impegnato in uno studio sull’impatto della privazione della luce sulle creature del mare profondo che vivono nella “zona di mezzanotte“, a 1.000 metri di profondità.

Per catturare la storica l’immagine, l’equipaggio ha adoperato una sonda speciale, non è mancata la fortuna di attirare il calamaro con una macchina fotografica e trovarlo tra ore e ore di riprese video.

Dopo aver girato il video la nave dei ricercatori è stata bersaglio di un fulmine che ha rischiato di far saltare i computer e con essi le preziose immagini.

Edith Widder, uno dei capi della spedizione, ha descritto l’impresa come “uno dei giorni più meravigliosi in mare che io abbia mai avuto“.

I fatti risalgono al giugno scorso e dal molo in cui la nave da ricerca Point Sur era appena attraccata dopo due settimane in mare, Widder, fondatrice della Ocean Research & Conservation Association, ha raccontato i drammatici eventi che hanno portato alla realizzazione del video.

Il video è stato girato con uno stratagemma, i ricercatori hanno usato una speciale telecamera chiamata Medusa che utilizza la luce rossa, non percepibile dalle creature degli abissi. Cosi i ricercatori sono riusciti a scoprire l’essere sfuggente.

La sonda era dotata di una medusa finta che imitava il meccanismo di difesa bioluminescente degli invertebrati, questo sistema poteva attrarre potenziali predatori, tra di essi i calamari, così, da poterli immortalare nei video.

Mancavano ancora alcuni giorni alla fine della spedizione lunga due settimane, i ricercatori si trovavano a 160 chilometri a sud-est di New Orleans, quando un calamaro gigante afferrò l’esca.

Il 19 giugno, mentre uno squall infuriava sul Golfo, Widder era nel caos della nave in attesa che i video della Medusa venissero processati quando il suo collega Nathan J. Robinson, direttore del Cape Eleuthera Institute, fece irruzione.

I suoi occhi erano fuori dalle orbite“, ha detto Widder. “Non ha nemmeno detto nulla e ho capito subito che aveva visto qualcosa di straordinario nel video”.

Stavamo tutti urlando, e altre persone iniziano a correre in laboratorio e facevamo di tutto per non eccitarci. Nella scienza, devi stare attento a non illuderti“, ha aggiunto Widder.

Quanto catturato nel video sembrava proprio un calamaro gigante, ma la tempesta ha reso difficile raggiungere un esperto sulla riva che potesse identificare correttamente l’animale.

Ma doveva succedere ancora qualcosa, la nave venne colpita da un fulmine.

Widder sentì un forte boato. Una volta all’aperto vide un pennacchio di fumo giallo e marrone. I detriti erano sparpagliati sul ponte. Edith Widen e i suoi colleghi temuttero per i computer che custodivano il prezioso filmato, ma il video non subi nessun danno. Passate un paio d’ore un’altro problema, il capitano informò l’equipaggio della formazione di un tornado.

Nonostante i problemi alla fine la spedizione è rientrata sana e salva e Michael Vecchione, uno zoologo del Laboratorio sistematico nazionale del NOAA, è stato in grado di confermare che avevano effettivamente catturato immagini del calamaro gigante . I ricercatori hanno stimato che fosse lungo almeno da 3 a 3,7 metri.

Ma anche in condizioni di mare calmo, catturare immagini di un animale come il calamaro gigante è impresa ardua, nessuno ci era riuscito fino al 2012 quando la stessa Edith Widden e i suoi colleghi in missione al largo delle coste del Giappone hanno usato La Medusa artificiale per catturare i primi video in assoluto di calamari giganti nella loro casa d’altura.

Qualche anno prima, Nel 2004, gli scienziati giapponesi sono stati in grado di scattare le prime foto di un calamaro gigante e raccogliere una parte di tentacolo da un animale vivo. Tutto quello che si sapeva sui calamari giganti proveniva da esemplari morti, ritrovati sulle rive dei mari o recuperati dalle pance dei capodogli come spiega la rivista Smithsonian.

Il calamaro gigante è diventato una leggenda dei mari per via delle sue caratteristiche, sfuggente, dotato di otto tentacoli con grandi occhi e un becco. Si muove spinto da un getto,il suo sangue è blu e possiede tre cuori. Come spiega Edith Widden, il calamaro gigante è un essere straordinario ma poco conosciuto.

I calamari sono serviti per creare il leggendario Kraken e la sua reputazione di mostro è stata rafforzata dalle apparizioni in 20 mila leghe sotto i mari di Jules Verne, così come Moby Dick di Herman Melville.

LA tecnologia moderna ci ha regalato delle immagini incredibili, ma la storia della loro cattura continuerà ad alimentare il mito del calamaro gigante viste le circostanze drammatiche in cui le immagini sono state raccolte.

Fonte: Science Alert