La vita e le stelle di Goldilocks

Le stelle non sono tutte uguali, ci sono stelle estremamente calde e luminose, le giganti blu e ci sono invece stelle più fredde e poco luminose, le nane rosse. Ma, grazie a decenni di ricerche, sappiamo che esistono le stelle di Goldilocks, le più favorevoli alla vita.

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Abbiamo parlato spesso del concetto di zona riccioli d’oro, conosciuta anche come zona abitabile, ed è configurabile come quell’area orbitale intorno ad una stella nella quale è possibile che possa esistere acqua allo stato liquido sulla superficie di un pianeta.

Questa la consideriamo una condizione essenziale affinché la vita possa svilupparsi. Tuttavia questo non è l’unico criterio per valutare l’abitabilità di un pianeta e nemmeno le stelle sono tutte uguali così che possano stabilirsi dei criteri univoci. Grazie a decenni di ricerche sappiamo che ci sono anche le stelle di Goldilocks.

Le stelle non sono tutte uguali, ci sono stelle estremamente calde e luminose, le giganti blu e ci sono invece stelle più fredde e poco luminose, le nane rosse.

Noi siamo qui perché la nostra stella, il Sole si trova tra questi due estremi, un astro come il nostro prende il nome di nana gialla. Ma anche se noi siamo qui a contemplare l’universo sappiamo che nemmeno il Sole è una stella riccioli d’oro, cosi hanno affermato gli astronomi dell’Università di Villanova.

Le stelle che maggiormente si prestano a sostenere la vita, identificate nella tabella Herzsprung-Russell sono quelle di tipo K, stelle arancioni, più fredde del Sole e un po più calde delle nane rosse.

Queste stelle si trovano a metà strada, con proprietà intermedie tra le stelle come il nostro Sole, più luminose e meno longeve e le stelle nane rosse, più numerose e longeve.

Le stelle di tipo K, soprattutto quelle più calde, sono quelle dove si devono cercare pianeti abitabili e la loro abbondanza aumenta le probabilità di trovarli.

Questo hanno spiegato Edward Guinan e Scott Engle, astronomi dell’Università di Villanova, presentando le loro ricerche al 235° incontro dell’American Astronomical Society.

Ovviamente gli astronomi non cercano una seconda casa, ma “solo” se esistono pianeti in grado di ospitare la vita per capire se da qualche parte nell’universo c’è qualche forma di vita intelligente che si sta ponendo le nostre stesse domande.

La Vita è una strada molto battuta nell’universo o la Terra è un caso?

Guinan, Engle e altri hanno studiato una serie di stelle, dal tipo F fino a stelle di tipo G, negli ultravioletti e nei raggi X negli ultimi 30 anni come parte de programma “Sun in Time“. Di recente, hanno ampliato le loro ricerche per includere una raccolta di dati simili su stelle di tipo K, una ricerca che hanno chiamato Living with Goldilocks K-nwarfs. Queste stelle sembrano essere le più promettenti per supportare la vita.

Questi programmi hanno contribuito a valutare l’impatto dei raggi X e delle radiazioni ultraviolette delle stelle in questione sulla potenziale abitabilità dei loro pianeti.

La zona abitabile delle stelle di tipo K è più stretta ma queste stelle sono molto più comuni delle stelle come il nostro Sole e in un raggio di 100 anni luce dal nostro sistema solare ce ne sono un migliaio; inoltre, queste stelle restano nella sequenza principale molto più a lungo, e potrebbero quindi dare più tempo alla vita di nascere, evolvere e magari sviluppare forme di vita intelligente.

Il Sole ha circa 4,6 miliardi di anni e oggi è una stella di mezza età perché rimane nella sequenza principale circa 10 miliardi di anni. La vita con un certo grado di complessità è nata sul nostro pianeta circa 500 milioni di anni fa e si ritiene che la Terra rimarrà abitabile per un’altro miliardo di anni perché il Sole in questo lasso di tempo si espanderà diventando molto più luminoso. La zona abitabile quindi si allontanerà forse nell’orbita di Marte e se l’umanità o i suoi discendenti ci saranno ancora dovranno migrare.

Le nane rosse sono più comuni, ma bombardano lo spazio circostante di radiazioni intense e flare che potrebbero spogliare eventuali pianeti vicini delle loro atmosfere e quindi dell’acqua liquida. Al contrario, le stelle di tipo K hanno una vita molto lunga, compresa tra i 25 e gli 80 miliardi di anni, una finestra temporale immensa in cui la vita ha molto tempo per emergere e prosperare e inoltre sono stelle molto meno turbolente delle nane rosse.

Conosciamo già stelle di tipo K attorno alle quali ruotano pianeti, Kepler-442, Tau Ceti ed Epsilon Eridani ad esempio. Kepler-442 classificazione spettrale K5, ospita quello che è considerato uno dei migliori pianeti di Goldilocks, Kepler-442b, un pianeta roccioso che è poco più del doppio della massa terrestre, ha spiegato Guinan.

Ma ci sono altri parametri che potrebbero rendere la ricerca molto più complicata, un pianeta potrebbe essere solo in parte ospitato nella zona abitabile perché potrebbe compiere un’orbita fortemente ellittica, portandola ad estremi di temperatura incompatibili con la vita, almeno quella evoluta.

Anche la nostra galassia potrebbe avere una sua zona di abitabilità e se è cosi, noi ci siamo dentro, dovremmo solo guardare meglio nelle nostre vicinanze.

Fonte: Science Alert