Come si è formata la grande divisione nel sistema solare?

Il “Great divide” ha diviso il sistema solare in due ambienti distinti, i pianeti rocciosi, di tipo terrestre più vicini al Sole, i giganti gassosi o di tipo Gioviano nelle profondità del sistema solare.

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Poco dopo la sua nascita, il Sistema Solare, secondo gli astronomi, ha attraversato una fase chiamata “Great divide” una vera è propria separazione dei pianeti in due gruppi distinti che grazie a un nuovo studio potrà forse essere spiegato.

Il “Great divide” ha diviso il sistema solare in due ambienti distinti, i pianeti rocciosi, di tipo terrestre più vicini al Sole, i giganti gassosi o di tipo Gioviano nelle profondità del sistema solare.

I due gruppi di pianeti sono differenti per dimensioni e composizione. Quelli interni o di tipo terrestre sono rocciosi e poveri di composti organici del carbonio, i giganti gioviani sono costituiti quasi del tutto da gas e ricchi di composti organici.

Come nasce questa dicotomia? Cosa garantisce che il materiale dell’interno del sistema solare non sia mai entrato in contatto con il materiale più esterno durante questi quasi 5 miliardi di anni?

Queste sono domande che meritano una risposta, come afferma il planetologo Ramon Brasser del Tokyo Institute of Technology in Giappone.

Gli scienziati hanno sempre attribuito la responsabilità di questa divisione al gigante del sistema solare, Giove, che grazie alla sua immensa forza gravitazionale ha creato una barriera tra i pianeti interni e quelli esterni.

Ma Brasser e colleghi pensano non sia andata cosi, i loro calcoli rivelano una struttura a forma di anello attorno al Sole, in anticipo, che crea una vera e propria barriera fisica tra le due tipologie di materiali che costituiscono i pianeti.

Secondo lo scienziato Stephen Mojzsis, dell’Università del Colorado, la differenza della composizione esiste perché intrinseca del disco di gas e polveri primordiali.

Grazie a simulazioni computerizzate gli scienziati hanno capito che Giove non sarebbe stato abbastanza massiccio per creare la divisione durante le fasi iniziali del processo di formazione del sistema solare.

Qual è la spiegazione allora?

Gli astronomi hanno scandagliato i dati provenienti dall’Atacama Large Millimeter / submillimeter Array (ALMA) in Cile, che mostrano dischi di gas e polvere attorno a giovani stelle. Se un tale anello si fosse originariamente formato attorno alla nostra stella, avrebbe potuto separare gas e polvere in sacche separate di alta e bassa pressione.

I ricercatori lo descrivono come un “urto di pressione” in grado di ordinare il materiale in due luoghi distinti nei primi giorni del sistema solare. In effetti, potrebbero esserci stati diversi anelli responsabili della creazione della divisione nei tipi di pianeta.

Il modo in cui i materiali sono stati ordinati nei primi attimi di esistenza del Sistema Solare è anche un dato importante per comprendere l’emergere della vita sul nostro pianeta.

A differenza dei pianeti terrestri extrasolari, quelli del nostro sistema invertono la tendenza contenendo materiali organici, suggerendo che quei dischi divisori non sarebbero necessariamente stati completamente non attraversabili – e materiali ricchi di carbonio potrebbero essersi dispersi per avviare la vita sulla Terra.

Questo è un altro esempio di come lo studio dei sistemi stellari in crescita nel cosmo può dirci di più su come è nato il nostro Sistema Solare e anche sulle prime fasi dello sviluppo della vita sulla Terra

La ricerca è pubblicata su Nature Astronomy.