9 marzo 1945: Apocalisse su Tokyo

L'incursione aerea sul Giappone più devastante, se escludiamo il bombardamento atomico su Hiroshima e Nagasaki, è quella avvenuta su Tokyo il 9 marzo 1945

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Il punto di svolta della campagna di bombardamenti su un ormai agonizzante Giappone si ha quando entra in piena operatività il bombardiere Boeing B-29 Superfortress in concomitanza con la presa del comando del Ventunesimo Gruppo Bombardieri del maggior generale Curtis Le May che decise un netto cambio di strategia.

Non più bombardamenti diurni in alta quota ma attacchi notturni ad una quota tra i 1500 ed i 3000 metri utilizzando prevalentemente bombe incendiarie. Le città giapponesi erano infatti costruite in larga parte in legno e carta e quindi molto vulnerabili a questo genere di attacchi.

Il più devastante dei bombardamenti sulla capitale nipponica è probabilmente quello avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 marzo 1945 quando 325 B29 Superfortress attaccarono ad una quota inferiore ai 3000 metri Tokyo. Un uragano di bombe incendiarie fu rovesciato nella città cuore dell’Impero del Sol Levante. In pochi minuti si scatenò una vera e propria Apocalisse.

Gli americani persero appena 11 bombardieri in maggior parte distrutti da improvvise e violente fiammate che si innalzavano nel cielo provocate dal loro stesso bombardamento. Altri 42 furono danneggiati da una contraerea scarsa e largamente inefficace.

Il giorno dopo uno dei piloti che aveva partecipato al raid scrisse: “Eravamo a poco più di 2000 metri di altezza ed il fumo arrivava ancora più su. Il radar funzionava perfettamente e sganciammo le bombe nel punto giusto. La città era un inferno dantesco. Un caccia notturno ci si avvicinò ma noi gli andammo incontro e lo distruggemmo”.

Robert Guillain, un giornalista francese che viveva nella capitale e che fu testimone dell’attacco, lo descrisse in questi termini:

«Iniziarono a bombardare nuovamente, seminando il cielo di tracce di fuoco. Scoppi di luce balenarono dappertutto nell’oscurità come alberi di Natale, alzando le fiamma alte nella notte per poi precipitare di nuovo a terra in una tempesta di scintille. Tre quarti d’ora dopo le prime incursioni, il fuoco, alimentato dal vento cominciò a far divampare quella città di legno come un falò. Le scintille precipitando lungo i tetti come una rugiada in fiamme, appiccavano il fuoco a tutto ciò che incontravano sul loro cammino. Era la prima comparsa del napalm. Crollarono, sotto l’impatto delle bombe, le fragili case fatte di legno e di carta, illuminate dall’interno come lanterne colorate.»

Si contarono circa 80.000 morti e più di un milione di persone persero la propria abitazione. Oltre 4000 ettari ovvero un quarto della capitale nipponica andò distrutta. LeMay che non nutriva scrupoli morali di sorta continuò la campagna di bombardamenti indiscriminata colpendo le principali città giapponesi. Per il comandante americano si trattava di una strategia a lungo termine avente lo scopo di prostrare la popolazione, colpire gravemente l’industria bellica giapponese e minare la volontà del governo nipponico di lottare a oltranza: con simili obiettivi e la guerra totale in corso le perdite subite dai civili vennero considerate accettabili dall’amministrazione statunitense.

Nelle due settimane successive vi furono almeno altre 1.600 incursioni contro le quattro maggiori città che distrussero 80 km² di territorio urbano con la perdita di solo 22 aerei.

Il B29 Superfortress, che sarà il triste protagonista anche dei 2 bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki, era entrato in servizio il 5 giugno del 1944. Aveva un’apertura alare di 43 metri ed a pieno carico pesava 54.000 kg. La sua lunghissima autonomia, in configurazione bellica, poteva superare i 5000 km, la pesante blindatura, il forte armamento difensivo 12 Browning M-2 calibro 12,7 mm ed un cannone da 20 mm in coda, il carico di bombe che poteva arrivare fino a 9072 kg, ne facevano una micidiale arma d’offesa. Ne verranno prodotti 3900 esemplari e rimarrà in servizio fino al 21 giugno 1960.

Il B29 Superfortress sarà il progetto bellico più costoso di tutta la seconda guerra mondiale con i suoi 4 miliardi di dollari supererà persino il progetto Manhattan (quello per intenderci che porterà alla costruzione delle bombe atomiche) di 1 miliardo di dollari.