Infezione da coronavirus: ultimi aggiornamenti sull’epidemia, cosa sappiamo, sintomi e trattamento

L'epidemia da 2019-nCOV continua ad accelerare nella sua diffusione. I casi accertati sono saliti a circa 2000 con 56 decessi avvenuti. Intanto nuovi casi vengono registrati fuori della Cina e sale il livello di attenzione in tutti i paesi del mondo. Vediamo quali sono i sintomi, quale il trattamento attualmente utilizzato e cosa fare per evitare l'infezione.

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Epidemia da coronavirus, cosa sappiamo per certo

La trasmissione autosufficiente da uomo a uomo del nuovo coronavirus (2019-nCov) è l’unica spiegazione plausibile della portata dell’epidemia a Wuhan.

Secondo un rapporto pubblicato dall’Imperial College di Londra, attualmente si stima che il nuovo coronavirus abbia un indice di infettività uguale o di poco superiore a quello dell’influenza, si parla di un indice di 2,6 con un intervallo di incertezza tra 1,5 e 3,5.

Significa che ogni infettato è in grado di infettare, a sua volta, in media 2,6 persone. Si tratta, però, di un dato rilevato in base alle statistiche disponibili fino al 18 gennaio.

I dati più aggiornati pubblicati a stamattina, ci parlano di circa 2000 casi accertati con 56 decessi, con un aumento, rispetto alle 24 ore precedenti, di circa 600 casi accertati con 15 nuovi decessi.

Il report aggiornato al 24 gennaio, pubblicato il 25 gennaio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, parlava di circa 1400 casi accertati con 40 decessi e di altri 1300 casi circa sospetti in attesa di conferma.

Questi dati sembrano confermare le recenti dichiarazioni del primo ministro cinese Xi Jinping secondo le quali il virus sta accelerando.

Secondo i ricercatori non è più tanto sicuro che l’origine dell’infezione sia il mercato del pesce della città di Wuhan, visto che più della metà degli infettati afferma di non avere frequentato quel posto, al contempo gli esperti occidentali stanno esprimendo dubbi circa il fatto che il salto di specie sia avvenuto da un serpente all’uomo.

Molti ricercatori sostengono che il salto deve essere necessariamente avvenuto da uccelli o mammiferi.

Nel frattempo iniziano a diffondersi voci incontrollate su una possibile fuga del virus da un centro per lo sviluppo di armi biologiche che si trova proprio nell’area di Wuhan. La notizia sembra essere uscita per la prima volta sul Washington Post che cita come fonte un ex ufficiale dei servizi segreti militari israeliani.

Sia come sia, la modellazione computazionale delle potenziali traiettorie epidemiche implica che le misure di controllo dovranno bloccare ben oltre il 60% della trasmissione per essere efficaci nel controllo dell’epidemia. È probabile, in base all’esperienza di SARS e MERS-CoV, che il numero di casi secondari causati da un caso di 2019-nCoV sia molto variabile – con molti casi che non causano infezioni secondarie e alcuni che ne causano molte.

Che la trasmissione del virus continui allo stesso ritmo attuale dipende dall’efficacia delle attuali misure di controllo attuate in Cina e dalle strategie di contenimento del rischio adottate dalle popolazioni delle aree colpite.

In assenza di farmaci antivirali o vaccini, il controllo si basa sulla tempestiva rilevazione e isolamento dei casi sintomatici.

Al momento non è chiaro se questo focolaio possa essere contenuto in Cina; le incertezze includono lo spettro di gravità della malattia causata da questo virus e se i casi con sintomi relativamente lievi sono in grado di trasmettere il virus in modo efficiente.

L’identificazione e il test di potenziali casi devono essere tanto ampi quanto consentito dalla capacità di assistenza sanitaria e di test diagnostici, compresa l’identificazione, il test e l’isolamento di casi sospetti con solo lieve o moderata malattia (ad esempio malattia simil-influenzale), quando logisticamente fattibile.

Le incertezze includono lo spettro di gravità della malattia causata da questo virus e se i casi con sintomi relativamente lievi sono in grado di trasmettere il virus in modo efficiente.

Il presidente cinese Xi Jinping ha avvertito di una “grave situazione” per quanto riguarda la diffusione del coronavirus nel Paese.

Durante la riunione speciale del Politburo del Partito comunista cinese per affrontare l’epidemia, il presidente ha annunciato che il virus “sta accelerando”, come riportano le tv di Stato secondo cui ora risorse ed esperti saranno indirizzati verso ospedali designati per contrastare la diffusione del virus. La Cina può “vincere la battaglia” ha aggiunto Xi.

L’Ue convoca il Comitato di sicurezza sanitaria “Stiamo seguendo molto da vicino gli sviluppi della situazione sul coronavirus e ho convocato per lunedì una riunione del Comitato per la sicurezza sanitaria dell’Ue” ha annunciato su Twitter la commissaria europea alla salute, Stella Kyriakides, sottolineando che l’incontro di lunedì servirà a “discutere le opzioni di risposta e i bisogni degli Stati membri“.

In Italia “attualmente non abbiamo evidenze che la trasmissione del Coronavirus avvenga attraverso cibo o per via alimentare, o da oggetti inanimati come giocattoli, vestiari o altra tipologia di materiale“. Lo sottolinea il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, in un video realizzato in collaborazione con il ministero della Salute, per spiegare “come si trasmette, chi rischia di più e come proteggersi“.

Intanto, è risultato negativo il test sul Coronavirus eseguito dall’Istituto Spallanzani di Roma sulla paziente ricoverata venerdì, nel reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Maggiore di Parma.

Anche il caso trattato dall’ospedale “Cotugno” di Napoli “non è coronavirus, ma una semplice infuenza. È quanto si apprende da fonti del ministero della Salute. Una donna di 63 anni, originaria dello Sri Lanka, è stata portata in ospedale ieri sera a Napoli con febbre alta e problemi respiratori. Quando è arrivata al Cotugno, specializzato in malattie infettive, erano state attivate tutte le procedure di emergenza per il coronavirus.

Il sito della Cnn riporta anche i primi casi per quanto riguarda la Malayisia (tre le persone affette) e il Nepal (una persona contagiata). Sale così a 13 il numero dei Paesi toccati dal virus: Hong Kong: 5 casi; Thailandia: 5 casi; Australia: 4 casi; Francia: 3 casi; Giappone: 3 casi; Malaysia: 3 casi; Singapore: 3 casi; Taiwan: 3 casi; Macao: 2 casi; Corea del Sud: 2 casi; Stati Uniti: 2 casi; Vietnam: 2 casi; Nepal: 1 caso.

Nelle prime ore di questa mattina è stato anche annunciato il primo caso di coronavirus registrato in Austria: si tratterebbe di una assistente di volo giunta a Vienna da Wuhan due giorni fa.

Sintomatologia e Trattamento

Un team di ricercatori di Wuhan ha pubblicato un articolo che descrive in dettaglio le caratteristiche cliniche dei primi 41 pazienti infetti da 2019-nCoV. Il loro articolo, con informazioni su elementi di epidemiologia, di laboratorio e di radiologia dei casi iniziali confermati a Wuhan, è stato pubblicato su The Lancet.

Secondo i ricercatori, le caratteristiche sono state determinate analizzando i dati dei casi confermati in laboratorio del virus attraverso la reazione a catena della polimerasi in tempo reale e il sequenziamento di prossima generazione. I dati sono stati ottenuti anche da moduli condivisi dal Consorzio internazionale per le infezioni respiratorie gravi ed emergenti da cartelle cliniche elettroniche. Il team ha anche comunicato direttamente con i pazienti e le loro famiglie per raccogliere i dati dei sintomi.

Tutti i pazienti con sospetto 2019-nCoV sono stati ricoverati in un ospedale designato a Wuhan. Entro il 2 gennaio 2020, 41 pazienti ricoverati erano stati confermati con infezione 2019-nCoV.

Sintomi

L’articolo osserva che il 73% dei pazienti infetti era di sesso maschile e l’età media dei pazienti era di 49 anni (intervallo interquartile [IQR]: 41,0-58,0). Ventisette dei 41 pazienti sono stati esposti al mercato ittico di Huanan ed è stato osservato 1 cluster familiare di infezione 2019-nCoV. In totale, il 32% dei pazienti aveva patologie di base che includevano diabete (8), ipertensione (6), malattie cardiovascolari (6).

I sintomi comuni all’inizio della malattia includevano febbre (98% dei casi), tosse (76%), mialgia o affaticamento (44%). I sintomi meno comuni che sono stati registrati includevano produzione di espettorato (28%), mal di testa (8%), emottisi (5%) e diarrea (3%).

La dispnea si è sviluppata nel 55% dei pazienti (tempo mediano di insorgenza della malattia 8,0 giorni [IQR: 5-13]). Nel 63% dei pazienti è stata osservata linfopenia. Sono stati osservati risultati anomali sulla TC toracica per tutti i 41 pazienti.

Secondo gli autori, le complicanze dell’infezione includevano sindrome da insufficienza respiratoria acuta (29%), RNAemia (15%), danno cardiaco acuto (12%) e infezione secondaria (10%).

Rispetto ai pazienti non in terapia intensiva, i pazienti in terapia intensiva avevano livelli plasmatici più elevati di IL2, IL7, IL10, GSCF, IP10, MCP1, MIP1A e TNFα“, hanno scritto i ricercatori. “L’infezione 2019-nCoV ha causato gruppi di gravi malattie respiratorie simili alla sindrome respiratoria acuta grave coronavirus ed è stato associato con il ricovero in terapia intensiva e l’elevata mortalità“.

Trattamento

I ricercatori hanno indicato che i corticosteroidi sono stati somministrati a “pochissimi casi non in terapia intensiva e la dose da bassa a moderata di corticosteroidi è stata somministrata a meno della metà dei pazienti gravemente malati con sindrome da insufficienza respiratoria acuta“. Gli autori hanno scritto che sono necessarie ulteriori prove per determinare se il trattamento con corticosteroidi sistemici è benefico o dannoso per i pazienti con il nuovo virus e che nessun trattamento antivirale per il coronavirus si è dimostrato efficace.

Gli autori hanno anche riferito che in uno studio di controllo storico tra pazienti con SARS-CoV la combinazione di lopinavir e ritonavir è stata associata a un sostanziale beneficio clinico e a un minor numero di esiti clinici avversi.

Il 2019-nCoV è un virus emergente, attualmente non esiste un trattamento efficace per le malattie derivanti da questo virus. Pertanto è stato avviato uno studio randomizzato controllato per valutare rapidamente la combinazione di lopinavir e ritonavir in pazienti che sono stati ricoverati in ospedale con infezione confermata 2019-nCoV.

Ci sono importanti lacune nella nostra conoscenza dell’origine, dell’epidemiologia, della durata della trasmissione umana e dello spettro clinico della malattia che devono essere colmate da studi futuri“, hanno concluso i ricercatori.