cambiamenti climatici

Il cambiamento climatico è indubbiamente in atto, ci sono molte prove alcune delle quali schiaccianti. Il nostro pianeta cambia velocemente e molte specie non riusciranno ad adattarsi.

A conferma di quanto le cose stiano cambiando, la natura ci manda dei segnali inaspettati. Vediamone alcuni.

Invasione di orsi polari

All’inizio di quest’anno 52 orsi polari hanno invaso un insediamento russo in un remoto arcipelago. Spesso gli orsi, nella stagione invernale, si avvicinano alle coste meridionali della Russia per cacciare le foche, ma il processo di fusione dei ghiacci ha probabilmente spinto gli animali nelle zone interne in cerca di cibo, attratti dalla spazzatura e dalle discariche.

Livelli record di biossido di carbonio

Quest’anno gli scienziati hanno rilevato una quantità di CO2 maggiore rispetto a quella presente nell’atmosfera 800 mila anni fa, molto prima che la nostra specie si evolvesse. I livelli di gas serra nel maggio scorso erano pari a 415 parti per milione, a effettuare le misurazioni è stato il NOAA dal suo osservatorio di Mauna Loa alle Hawaii. Durante le ere glaciali, i livelli di anidride carbonica nell’atmosfera erano pari a circa 200 ppm, mentre nei periodi interglaciali si attestavano a circa 280 ppm. Oggi ci troviamo nel bel mezzo di un’era interglaciale e stiamo emettendo CO2 e altri gas serra aumentando di 3 ppm il contenuto di anidride carbonica ogni anno.

Accelerazione della scomparsa del permafrost artico

Gli scienziati si sono accorti che quest’anno gli strati di permafrost presenti nell’artico canadese, che sarebbero dovuti durare settanta anni, hanno iniziato a sciogliersi. La notizia è giunta come uno shock perché si riteneva che la temperatura dell’aria non sarebbe aumentata così tanto da avviare lo scioglimento. I ricercatori comunque hanno individuato altre possibili cause, temperature estive sopra la media, scarsità di vegetazione e altri fattori potrebbero aver accelerato in maniera insolita lo scioglimento.

La scorsa estate, in Alaska ha fatto più caldo che a New York

Il 2019 è stato il primo anno nella storia registrata in cui Anchorage posta a 595 Km dal circolo polare artico, in Alaska, ha raggiunto i 32 gradi Celsius. Una temperatura veramente afosa registrata il 4 luglio quando a New York si registravano solo 29° Celsius.

Gli incendi artici erano visibili dallo spazio

Gli incendi che hanno devastato ampie zone della Russia hanno generato così tanto fumo l’estate scorsa che sono stati visibili dallo spazio. L’Osservatorio della Terra della NASA ha catturato immagini degli oltre 100 incendi che si sono verificati nell’Artico alla fine di luglio. L’artico si riscalda più rapidamente di altre parti del pianeta aumentando i rischi di causare incendi, i più estesi dei quali scatenati forse da fulmini. Nelle regioni di Irkutsk, Krasnoyarsk e Buriazia hanno bruciato oltre 1.295 chilometri quadrati di terra.

Più di 200 renne sono morte per fame

Quest’estate, sono state rinvenute oltre 200 renne morte sull’isola di Svalbard in Norvegia. Gli animali muoiono di fame a causa dei cambiamenti climatici che ha interrotto il loro accesso ai vegetali che consumano. Nella zona, le temperature più alte portano più pioggia, il terreno intriso d’acqua gela in inverno ricoprendo la tundra di una calotta ghiacciata che ha impedito alle renne di raggiungere i pascoli invernali.

Luglio è stato il mese più caldo mai registrato

Luglio 2019 è stato davvero caldo, addirittura più caldo del giugno 2016. Ora il 2019 è tra i primi 5 anni più caldi della storia.

Più della metà della calotta glaciale della Groenlandia si è sciolta

A luglio 217 miliardi di tonnellate (197 miliardi di tonnellate) di acqua di fusione sono finite dalla calotta glaciale della Groenlandia nell’Oceano Atlantico. Il disgelo massiccio rappresenta alcuni dei peggiori scioglimenti dal 2012. A luglio, il 56% della calotta glaciale si era sciolto, con temperature, da 15 a 20 F al di sopra la media, il solo scioglimento di luglio è stato sufficiente per aumentare il livello medio globale del mare di 0,5 mm, secondo il Post.

Record delle temperature a settembre

Anche settembre è entrato nella lista dei mesi più caldi mai registrati. E’ stato il settembre più caldo del pianeta da quando, 140 anni fa, è iniziata la registrazione delle temperature nel Nord America.

I batteri “carnivori” si stanno diffondendo

Quest’anno, gli scienziati hanno pubblicato un rapporto che descrive in che modo i batteri “carnivori” che vivono nell’oceano potrebbero diffondersi in acque basse precedentemente non interessate, grazie ai cambiamenti climatici. Gli autori descrivono cinque casi di gravi infezioni batteriche che mangiano carne nelle persone che sono state esposte all’acqua o ai frutti di mare dalla baia di Delaware. Tali infezioni sono state storicamente rare nella baia di Delaware, poiché il batterio responsabile della malattia, chiamato Vibrio vulnificus, preferisce acque più calde, come quelle nel Golfo del Messico.

Ma con l’aumento della temperatura degli oceani a causa dei cambiamenti climatici, il V. vulnificus potrebbe spostarsi più a nord, rendendo queste infezioni più comuni in aree precedentemente vietate.

Fonte: https://www.livescience.com/10-signs-of-climate-change-in-2019.html