I plutocrati globali

Un pugno di persone raccoglie il 2% della ricchezza mondiale: sono i plutocrati della globalizzazione

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Nella foto Jeff Bezos (55 anni) , fondatore e CEO di Amazon, l’uomo più ricco del mondo con un patrimonio di 131 miliardi di dollari (fonte: Forbes 2019)

Forbes, una rivista di economia e finanza fondata nel 1917, pubblica da metà degli anni ’80 dello scorso secolo una speciale classifica dedicata ai miliardariNel 2013 secondo questa prestigiosa rivista finanziaria erano 1426 le persone il cui patrimonio netto era uguale o maggiore ad un miliardo di dollari. Questo piccolissimo gruppo di plutocrati globali, insieme alle loro famiglie, rappresenta un centesimo di un centesimo dell’1% della popolazione più ricca su base planetaria.

La stima dei loro beni patrimoniali è pari a circa 5,4 trilioni di dollari. Per avere un’idea di questa somma spaventosa secondo una ricerca dello stesso anno fatta da Credit Suisse, l’intera ricchezza mondiale è pari 241 trilioni di dollari. Questo significa che questo gruppo di persone con le loro famiglie che rappresentano in tutto la popolazione di un piccolo comune italiano detiene il 2% della ricchezza mondiale. Questa pattuglia di miliardari possiede due volte la ricchezza prodotta in Africa.

Come è cambiata la ricchezza di questi super ricchi nell’era della globalizzazione?

Nel 1987, secondo Forbes, in tutto il mondo c’erano 145 miliardari. Dal punto di vista statistico comparando il valore del dollaro del 1987 con quello del 2013 la ricchezza pro-capite dei miliardari non è aumentata in termini reali ma è cresciuto il numero dei super ricchi da 145 a 1426.

Per renderci conto di quanto sia concretamente un miliardo di dollari, una somma che è fuori dalla reale comprensione della stragrande maggioranza delle persone di questo pianeta, immaginiamo di aver trovato una fontana magica che espelle un dollaro ogni secondo. Per fare il nostro primo milione di dollari impiegheremmo 11,4 giorni, ma per raggiungere il nostro primo miliardo di dollari, dovremmo metterci molto comodi, dovranno infatti passare ben 32 anni!

E se volessimo dilapidare il nostro miliardo di dollari ottenuto grazie a questa “fontana magica” spendendo 1000 dollari al giorno impiegheremmo 2700 anni prima di azzerare tutto il capitale, sempre ammesso che lo abbiamo tenuto in cantina e che quindi non abbia maturato alcun interesse.

La globalizzazione ha quindi favorito la crescita dei super ricchi che sono passati ad accaparrarsi una quota del Pil mondiale passata da meno del 3% a più del 6% nel 2013. Se accanto ai risultati di questi plutocrati globali assommiamo il fatto che l’1% della popolazione più ricca del pianeta è cresciuta sia in termini numerici che di ricchezza posseduta va da sé che negli ultimi 25 anni le disuguaglianze sociali siano cresciute sia in termini globali che all’interno dei singoli paesi, ad iniziare da quelli occidentali una volta indicati genericamente come gli stati più industrializzati e sviluppati.